In Italia, sono 4 milioni le persone che convivono con diabete e il sommerso di chi non sa di avere la patologia ammonta a 1,5 milioni. Entro il 2049, i casi di DT1 cresceranno del 16% e, benché nettamente inferiori a quelli di DT2, arriveranno a oltre 239 mila persone. A livello globale, secondo le stime del modello Diamond-T1D le persone con DT1 saranno 12,1 milioni, quasi il 30% in più dei 9,4 milioni del 2025. Mentre uno studio della Colorado School of Public Health mostra che i giovani sotto i 20 anni con DT2 sono aumentati di quasi 10 volte da inizio secolo.
“L’incremento del diabete di tipo 1 e l’anticipazione d’esordio del tipo 2 delineano la necessità di interventi sempre più tempestivi per tutelare la qualità di vita dei pazienti. In questa direzione si muovono anche i documenti e le attività che presenteremo” così il professor Francesco Giorgino, presidente European Association for the Study of Diabetes (EASD), dà il via al Congresso Easd 2026, in corso a Milano dal 29 settembre al 2 ottobre.
Oltre 14 mila gli esperti da tutto il mondo arrivati nel capoluogo lombardo, che riporta l’Italia come sede congressuale Easd dopo 18 anni dall’ultima volta (Roma, 2008). Tra i temi principali si discutono le terapie disease-modifying, un approccio terapeutico innovativo indirizzato a modulare la risposta autoimmune e a preservare la funzione delle cellule beta. A dimostrazione che il diabete non può più aspettare per essere riportato al centro del dibattito clinico e scientifico.
“A partire dalla nuova linea guida EASD sul monitoraggio continuo della glicemia, che valuta l’estensione del CGM a tutti gli adulti con diabete di tipo 2, indipendentemente dal trattamento con insulina. Fino al nuovo Consensus Report ADA/EASD 2026, che si orienta verso un trattamento precoce e intensivo della malattia, capace di affiancare al controllo glicemico la protezione cardiovascolare, renale ed epatica e la gestione del peso” conferma Giorgino.
Obesità componente chiave: l’Italia guida
L’obesità emerge, infatti, come componente chiave dello spettro cardiometabolico, vista anche la crescita dei casi di diabete di tipo 2 in età pediatrica e dell’eccesso ponderale, in particolare nei paesi industrializzati. In questo senso, tante saranno le sessioni dedicate ai dati su incretinici e multi-agonisti, nonché sul ruolo emergente dell’amilina sulla gestione del peso e sul miglioramento dei valori connessi alle oltre 200 complicanze legate all’obesità.
“L’obesità è una malattia cronica, complessa e recidivante. Quando parliamo di farmaci non parliamo di un aiuto estetico, ma di una terapia che riducendo il peso migliora tutte le complicanze connesse all’obesità. Le gestione del peso è fondamentale nel DT2, ma non va dimenticata l’importanza che riveste per le persone con DT1. Si stanno percorrendo diverse vie per raggiungere maggiore efficacia, questi farmaci hanno effetti pleiotropici. Presto saranno disponibili farmaci per via orale, il che semplificherà l’assunzione e aumenterà l’accessibilità” spiega Caterina Conte, membro Abstract Review Committee EASD2026 e Training and Education Committee EASD e professoressa ordinaria di medicina interna all’Università Telematica San Raffaele Roma.
In questo contesto sanitario globale, l’Italia si conferma come punto di riferimento nella cura e nell’assistenza delle malattie metaboliche con un assetto legislativo storicamente d’avanguardia. Dalla legge quadro sul diabete del 1987, alla legge Mulè, che ha introdotto il primo programma di screening in età pediatrica per la diagnosi tempestiva del diabete di tipo 1 e della celiachia.
“L’esperienza italiana dimostra come l’alleanza tra ricerca scientifica e scelte legislative pionieristiche possa trasformare l’evidenza clinica in un modello organizzativo concreto ed efficace. L’obiettivo è intercettare la malattia in fase precoce per minimizzare i rischi, sostenere le famiglie e garantire ai nostri bambini una qualità di vita migliore. L’Italia ha tracciato una strada avanguardistica che auspico possa diventare presto un punto di riferimento per le politiche sanitarie di tutta Europa” dichiara l’on. Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei deputati.
Più recente ma presa d’esempio in Europa è stata la legge Pella, che ha riconosciuto l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante.
“Il nostro impegno come Intergruppo parlamentare è mantenere sempre centrale la tutela del benessere metabolico delle persone all’interno dell’agenda politica e legislativa, rafforzando la cultura e gli strumenti della prevenzione insieme alle istituzioni territoriali. L’Italia nel 2025 ha compiuto un passo storico, diventando il primo Paese al mondo ad adottare una legge parlamentare che riconosce l’obesità come una malattia. Sono quindi molto felice che possa ospitare in questi giorni il Congresso Europeo dell’EASD, per sottolineare ancora più marcatamente come investire oggi nella prevenzione e nella salute metabolica significa proteggere la salute dei cittadini e, allo stesso tempo, contribuire alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale”, aggiunge l’on. Roberto Pella, co-presidente Intergruppo parlamentare obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili.
A completare il quadro, il disegno di legge 287 firmato dalla Senatrice Daniela Sbrollini, attualmente in fase di esame, che punta al riconoscimento dell’attività fisica come strumento terapeutico, garantendone così la prescrivibilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale.
“La crescente diffusione di diabete e obesità tra i giovani ci pone di fronte all’urgenza di continuare a innovare profondamente il nostro sistema sanitario e sociale, per andare sempre più verso un approccio olistico orientato alla prevenzione, che metta al centro la persona. In questa visione si inserisce il disegno di legge che ho presentato per consentire la prescrizione dello sport come un vero e proprio “farmaco” senza controindicazioni, che fa bene a tutte le età. Investire oggi nella prevenzione e nei corretti stili di vita significa tutelare i nostri ragazzi e garantire la sostenibilità del sistema sanitario. In questa legislatura l’impegno dell’Intergruppo è stato costante e ultimamente il DM sui registri sul diabete mostra una sinergia istituzionale con il Ministro Schillaci e con i suoi uffici”, continua la senatrice Daniela Sbrollini, co-presidente Intergruppo parlamentare obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili.
“La ricerca rappresenta una leva fondamentale per rafforzare la salute metabolica e trasformare le conoscenze scientifiche in strumenti concreti di prevenzione, diagnosi e cura. Il Congresso EASD rappresenta un momento prezioso di confronto internazionale, in cui le più recenti evidenze scientifiche possono tradursi in nuove prospettive per la salute delle persone e per i sistemi sanitari”, aggiunge il professor Andrea Lenzi, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Il miglioramento della qualità di vita del paziente resta il focus principale per clinici e ricercatori, specie di fronte ad un numero sempre più alto di diagnosi, anche e soprattutto in giovane età.
“Come Fand, abbiamo sostenuto la nascita della storica Legge 115 del 1987, la prima al mondo a tutelare i diritti delle persone con diabete, e le nostre priorità quotidiane rimangono garantire equo accesso alle terapie e tecnologie più innovative, sostenere le famiglie fin dalla diagnosi precoce e combattere lo stigma. Per questo continueremo a lavorare al fianco delle istituzioni affinché il primato legislativo italiano continui a tradursi in una concreta tutela della qualità della vita”, conclude Manuela Bertaggia, presidente Fand – Associazione italiana diabetici Odv.