Diabete. Nell’emergenza meglio glucagone intranasale

Diabete. Nell’emergenza meglio glucagone intranasale

Diabete. Nell’emergenza meglio glucagone intranasale
Secondo uno studio pubblicato su Diabetes Care, la somministrazione intranasale di glucagone è una promettente alternativa al glucagone per via intramuscolare nel trattamento di emergenza per l'ipoglicemia, specie nei bambini e nei ragazzi con diabete di tipo 1.

(Reuters Health) – Un nuovo studio segnala che la somministrazione intranasale di glucagone è una promettente alternativa al glucagone per via intramuscolare nel trattamento di emergenza per l’ipoglicemia, specie nei bambini e nei ragazzi con diabete di tipo 1. Lo studio è stato pubblicato online su Diabetes Care e i ricercatori hanno rilevato quanto la paura dell’ ipoglicemia osservata nei giovani pazienti con diabete 1 e nei loro familiari, possa portare spesso al persistere di uno scarso controllo metabolico nei giovani pazienti. “Mentre gravi eventi ipoglicemici sono allarmanti in sé e per sé, la paura dell’ipoglicemia può crescere dato l’arduo compito di trattare tali eventi con i kit di emergenza che utilizzano glucagone per via intramuscolare, attualmente disponibili” aggiungono gli studiosi. Tali kit, infatti, richiedono all’utente di ricostituire la polvere con un diluente , un’operazione da fare immediatamente prima dell’iniezione intramuscolare.
 
Lo studio
Per valutare la sicurezza e il dosaggio appropriato del glucagone intranasale, i ricercatori hanno reclutato 48 giovani con diabete di tipo 1 da diversi centri specialistici e li hanno divisi in tre gruppi di età: da 4 anni a <8, da 8 anni a <12, e da 12 anni <17. I partecipanti alle due coorti più giovani sono stati assegnati in modo casuale a ricevere o 2 o 3 mg di glucagone intranasale in due sessioni separate o una dose di glucagone intramuscolare calcolata in base al peso individuale. I bambini più grandi sono stati assegnati in modo casuale a ricevere una dose di 1mg di glucagone intramuscolare in una sessione e una dose di 3 mg di glucagone intranasale in un’altra sessione. Prima di ogni sessione, i partecipanti hanno ricevuto insulina per portare la glicemia sotto a 80 mg/dL. Cinque minuti dopo la fine della somministrazione d’insulina, è stato fornito a tutti il glucagone intranasale o intramuscolare.

I risultati
L’outcome primario dello studio, che è stato fissato all’incremento della glicemia di almeno 25 mg /dL entro 20 minuti, è stato raggiunto in tutti le 24 sessioni dei vari dosaggi del glucagone IM e in 58 delle 59 sessioni per ogni dosaggio intranasale. Si anche evidenziato che i livelli plasmatici di glucagone aumentano rapidamente entro cinque minuti, sia con la somministrazione intranasale che con quella intramuscolare. Si è verificata nausea transitoria nel 67% nelle sessioni IM contro il 42% delle sessioni con somministrazioni intranasali, e sia l’efficacia che la sicurezza dei dosaggi intranasali di 2 mg e 3 mg erano simili nei partecipanti più giovani. Gli autori hanno concluso che “una singola dose intranasale di 3 mg sembra essere appropriata per l’uso su l’intera gamma delle età considerata, da 4 anni a <17 anni”.

Fonte: Diabetes Care

Marilynn Larkin

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Marilynn Larkin

24 Febbraio 2016

© Riproduzione riservata

Aifa abolisce le note 11 e 84. Niente più rimborso per l’acido folinico, via le limitazioni per gli antivirali (ma con un’assicurazione sulla spesa)
Aifa abolisce le note 11 e 84. Niente più rimborso per l’acido folinico, via le limitazioni per gli antivirali (ma con un’assicurazione sulla spesa)

L'Agenzia italiana del farmaco ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale due determinazioni, entrambe datate 1° aprile, che abrogano altrettante Note Aifa: la Nota n. 11 e la Nota n. 84. Un...

Parkinson, in Italia 300mila pazienti. Iss lancia una survey e lavora alle nuove linee guida
Parkinson, in Italia 300mila pazienti. Iss lancia una survey e lavora alle nuove linee guida

In Italia ci sono circa 300.000 persone con Parkinson e circa 600.000 familiari. La malattia di Parkinson costituisce per impatto sanitario e sociale la seconda patologia neurodegenerativa dopo la demenza...

Farmaci. Ema sull’antiepilettico Ontozry: segnalati gravi danni epatici, nuove raccomandazioni per i clinici
Farmaci. Ema sull’antiepilettico Ontozry: segnalati gravi danni epatici, nuove raccomandazioni per i clinici

Arrivano nuove indicazioni di sicurezza per Ontozry (cenobamato), il farmaco antiepilettico utilizzato come terapia aggiuntiva negli adulti con crisi focali non controllate. Il Comitato per la sicurezza dell’Agenzia europea per...

Oms, Fao e Woah creano una Taskforce per diffondere la formazione One Health al personale sanitario
Oms, Fao e Woah creano una Taskforce per diffondere la formazione One Health al personale sanitario

È stata creata una Taskforce congiunta per la Formazione One Health, con l’obbiettivo di coordinare e rafforzare le capacità della forza lavoro nell’implementazione della One Health a livello globale, nazionale...