Diagnostica. Google “rimandato” in Dermatologia

Diagnostica. Google “rimandato” in Dermatologia

Diagnostica. Google “rimandato” in Dermatologia
Google prende il posto del medico? A quanto pare, ancora no. La ricerca che utilizza immagini su uno dei più famosi motori di ricerca per arrivare ad una diagnosi, spesso manca l’obiettivo arrivando a diagnosi errate, soprattutto se si tratta di malattie della pelle. Google non è ancora progettato per diagnosticare le condizioni patologiche cutanee e chi cerca di utilizzarlo a questo scopo rischia di ottenere risultati sbagliati.

(Reuters Health) – In un test nel quale si sono utilizzate fotografie di patologie benigne e cancerose della pelle, il risultato dei primi 10 confronti spesso non indicava la stessa malattia per tutti.
 
“Come previsto, il motore di ricerca inversa di Google fa un gran lavoro per riconoscere oggetti come case, frigoriferi, animali – ha spiegato la coautrice dello studio, Kavita Y. Sarin del Dipartimento di Dermatologia alla Stanford University School Medicine a Redwood City in California – ma quando si tratta di lesioni cutanee, l’accuratezza si riduce in maniera molto significativa. I medici, per diagnosticare molte di queste malattie cutanee ,devono seguire molti anni di formazione e quando sono incerti si fanno aiutare da strumenti aggiuntivi come la dermoscopia e la biopsia cutanea. E’ importante – ha aggiunto Sarin – che gli utenti siano consapevoli dei limiti di affidabilità dei motori di ricerca utilizzati solo per fare diagnosi”.
 
Lo studio
In Google Immagini (images.google.com) gli utenti possono caricare un’immagine o un link ad una immagine, per la ricerca di immagini corrispondenti, in luogo della usuale ricerca tramite testo. I ricercatori, che hanno pubblicato lo studio su JAMA Dermatology, hanno utilizzato questo strumento su 100 fotografie con le 10 condizioni benigne e maligne più comuni della pelle, tratte da un database del Navy Medical Center degli Stati Uniti, utilizzato dai dermatologi certificati di bordo. Tra le immagini, lesioni come il melanoma, il carcinoma squamo-cellulare, l’emangioma e il nevo. Per il 30% del tempo non si sono avute diagnosi corrette nelle prime 10 immagini riguardo alla ricerca sul carcinoma cutaneo e il tasso di errore è variato dal 30 al 100% per le condizioni benigne. La parola ‘pelle’ aggiunta alla ricerca ha aiutato a migliorare i risultati; infatti per le lesioni maligne il tasso di errore era minore.
 
Affidarsi al motore di ricerca per immagini espone ad un elevato rischio di avere diagnosi sbagliate e di sentirsi erroneamente rassicurati, al punto da non cercare cure idonee. Secondo Kavita Sarin, le persone dovrebbero fare affidamento prima di tutto sul proprio medico curante per ottenere diagnosi accurate.Chiaramente i pazienti useranno sempre di più le nuove tecnologie per capire la loro condizione e per soddisfare i bisogni di salute; tuttavia bisogna dire che la tecnologia pur essendo uno strumento di informazione non è ancora precisa e che la cosa migliore da fare è al momento consultare il proprio medico se si è interessati a conoscere il proprio stato di salute.

Fonte: JAMA Dermatolgy 2016

Kathryn Doyle

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science

Kathryn Doyle

12 Luglio 2016

© Riproduzione riservata

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