Distribuzione diretta farmaci in ospedale. Sifo: “Fa risparmiare, ma può coesistere con quella in nome e per conto”

Distribuzione diretta farmaci in ospedale. Sifo: “Fa risparmiare, ma può coesistere con quella in nome e per conto”

Distribuzione diretta farmaci in ospedale. Sifo: “Fa risparmiare, ma può coesistere con quella in nome e per conto”
Questa la risposta della Sifo alle accuse del presidente di Federfarma Emilia Romagna che nei giorni scorsi, rivendicando le ragioni delle farmacie aperte al pubblico che si occupano di Distribuire i farmaci Per Conto delle Aziende Sanitarie, aveva minacciato di rescindere l’accordo sulla siglato con la Regione. "Uno studio dell’Università di Ferrara ha messo in evidenza che la distribuzione diretta ha costi notevolmente inferiori a quella per conto".

La distribuzione diretta dei farmaci, fatta in ospedale, fa risparmiare le aziende sanitarie. E di molto. Torna a ribadirlo la Sifo, la Società dei farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici territoriali, dopo la dura presa di posizione arrivata, proprio a proposito della distribuzione, da parte del presidente di Federfarma in Emilia-Romagna, Domenico Dal Re. Nei giorni scorsi, infatti, il numero uno dei farmacisti titolari emiliano-romagnoli ha rivendicato le ragioni delle farmacie aperte al pubblico che si occupano di Distribuire i farmaci Per Conto delle Aziende Sanitarie, (Dpc: i farmaci sono acquistati dal Ssr e distribuiti attraverso il canale delle Farmacie private, previo pagamento di una specifica tariffa al titolare della Farmacia stessa) minacciando di rescindere l’accordo sulla siglato con la Regione Emilia-Romagna, se la stessa regione non provvederà a riequilibrare il rapporto tra distribuzione diretta e quella per conto in tutto il territorio regio nale. A fronte di alcune Asl dove l’intesa è rispettata, infatti, accusa Dal Re, ce ne sarebbero altre in cui si registra uno sbilancio a favore della distribuzione diretta.
 
Sifo, da parte sua, esprime rammarico per la presa di posizione di Dal Re e per i toni accesi in cui è sfociato il dibattito. L’auspicio di Sifo è che Federfarma faccia un passo indietro, ritirando la minaccia della ‘serrata’, perché la cosa migliore è che i due canali, la distribuzione diretta e quella per conto, continuino a proseguire in parallelo e a coesistere, avendo entrambi dei vantaggi e una loro ragione d’essere.
 
Certo, Sifo non può fare a meno di ricordare come la distribuzione diretta porti al Servizio Sanitario Nazionale un indubbio risparmio. A intervenire, per la Sifo, è Stefano Bianchi, che la realtà dell’Emilia-Romagna la conosce bene essendo stato per molti anni coordinatore del Settore continuità farmaceutica ospedale-territorio di Asl e Aou di Ferrara. “Uno studio sviluppato nel 2013 dall’Università di Ferrara per conto di Sifo – ricorda Bianchi – ha messo in evidenza che la distribuzione diretta ha costi notevolmente inferiori a quella per conto”. In particolare, prendendo l’esempio della realtà territoriale di Ferrara, la distribuzione diretta fa spendere, come costo del servizio, 0,74 euro per ogni confezione, contro i 5,29 della distribuzione per conto. Quasi cinque euro di differenza. Che sfiorano i sei euro se si considera anche il costo “sociale” sostenuto dai pazienti nel processo di ritiro dei farmaci (nel quale, come spiegato alcuni mesi fa dalla stessa Sifo, si tiene conto cioè dei costi di trasporto, auto o biglietti di autobus, nonché dei permessi e dei costi di produttività connessi al processo complessivo, quindi anche alla necessità di recarsi dal medico per il ritiro della prescrizione o di tornare in farmacia a ritirare un farmaco ordinato ma non disponibile nell'immediato).
 
I cittadini, interpellati durante la ricerca, avevano espresso un alto grado di soddisfazione sia per il servizio diretto sia per quello per conto (nelle farmacie private), riferendo di aver sempre trovato, in entrambe le situazioni, qualità e professionalità da parte del farmacista. Ed è anche alla luce di questo che Sifo è convinta che sia “auspicabile una buona forma di compartecipazione delle due forme di distribuzione, diretta e per conto, ipotizzando una rimodulazione dei compensi e un'uniformità di costo a livello nazionale”, conclude Bianchi.

23 Febbraio 2016

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