Esmo 2012. Cancro al polmone. Buoni risultati per afatinib

Esmo 2012. Cancro al polmone. Buoni risultati per afatinib

Esmo 2012. Cancro al polmone. Buoni risultati per afatinib
Il nuovo farmaco sperimentale migliorerebbe i sintomi più comuni correlati al carcinoma polmonare, ottenendo un miglioramento sia dal punto di vista fisico e cognitivo, che da quello della qualità della vita complessiva dei pazienti. Ecco i risultati dello studio LUX-Lung 3 presentati al congresso Esmo in corso a Vienna.

Nuove buone notizie per i pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule, dopo quelle riguardanti tivantinib arrivati nel week-end. In particolare stavolta i pazienti interessati sono quelli il cui tumore risulta positivo per mutazioni di EGFR (ErbB1): secondo la sperimentazione LUX-Lung 3, lo studio registrativo più vasto e robusto che sia mai stato condotto ad oggi su questa popolazione di pazienti indicano che l’innovativo farmaco sperimentale afatinib migliora i sintomi più comuni correlati al carcinoma polmonare e li tiene sotto controllo meglio e più a lungo, oltre a migliorare la qualità di vita in modo superiore, rispetto al gold standard della chemioterapia (pemetrexed e cisplatino). I risultati sono stati presentati durante il Congresso della European Society of Medical Oncology, in corso a Vienna proprio in questi giorni.
                       
Questi risultati rafforzano ulteriormente le prove dell’efficacia di questo inibitore dei recettori della famiglia ErbB come terapia di prima linea in pazienti con NSCLC, migliorando la sfera fisica e cognitiva e la qualità di vita complessiva dei pazienti trattati. “I sintomi correlati al carcinoma polmonare quali astenia, dispnea e dolore sono molto pesanti e si ripercuotono negativamente sulla qualità di vita dei pazienti” ha affermato Matthew Peters, Presidente di The Global Lung Cancer Coalition. “Poiché circa il 90% dei pazienti con NSCLC avanzato presenta due o più di questi sintomi correlati al tumore e forte stress psicologico associato, è importante porseli come obiettivi, nel momento in cui si valutano i benefici di una terapia”. Ma l’analisi delle risposte al questionario sottoposto ai pazienti su tre sintomi pre-specificati del carcinoma polmonare (tosse, dispnea e dolore) indica che sono stati più numerosi i pazienti in terapia con afatinib che hanno avuto miglioramenti significativi della dispnea (64% contro 50%), che hanno dimostrato una tendenza  verso il miglioramento del dolore (59% contro 48%) e miglioramento della tosse (67% contro 60%), rispetto alla terapia standard. Inoltre, il farmaco avrebbe ritardato in maniera significativa l’aggravamento della tosse e della dispnea, rispetto alla chemioterapia.
 
Afatinib è un farmaco che inibisce in maniera irreversibile la trasduzione del segnale dei recettori ErbB si differenza dalle terapie mirate, attualmente disponibili, in quanto blocca le principali vie del segnale che contribuiscono alla crescita, migrazione e metabolismo delle cellule tumorali. Questo meccanismo d’azione innovativo può portare un netto beneficio terapeutico ed è stato il punto di partenza del programma di studi LUX-Lung.
 
Risultati dello studio LUX-Lung 3 presentati in precedenza, avevano mostrato che i pazienti che avevano assunto afatinib come terapia di prima linea, sono vissuti per circa un anno (11,1 mesi) senza  progressione della malattia (PFS), rispetto a solo poco più di sei mesi (PFS di 6,9 mesi) di quelli in terapia con pemetrexed/cisplatino. Così come i pazienti con due delle mutazioni di EGFR più comuni: 13,6 mesi rispetto a 6,9 mesi dei pazienti nel braccio di controllo. “In seguito ai dati incoraggianti presentati nei mesi scorsi, questi nuovi risultati dimostrano che i risultati positivi ottenuti in termini di sopravvivenza libera da progressione della malattia si traducono anche in ulteriori benefici in termini di controllo e di miglioramento dei sintomi e di qualità di vita dei pazienti” ha commentato Vera Hirsh, docente alla McGill University, Divisione di Oncologia Medica, Royal Victoria Hospital di Montreal, Canada. “Ciò conferma ancora una volta il potenziale di questa opzione terapeutica, come trattamento  di prima linea del NSCLC metastatico, efficace nei pazienti con mutazioni di EGFR”.

02 Ottobre 2012

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