Farmaceutica. Cattani (Farmindustria): “Se le aziende presenteranno ricorsi contro il payback, ci costituiremo ad adiuvandum”

Farmaceutica. Cattani (Farmindustria): “Se le aziende presenteranno ricorsi contro il payback, ci costituiremo ad adiuvandum”

Farmaceutica. Cattani (Farmindustria): “Se le aziende presenteranno ricorsi contro il payback, ci costituiremo ad adiuvandum”
Mancato innalzamento del tetto della spesa farmaceutica, payback e spettanze ridotte per favorire i grossisti. Ma il punto, per il presidente di Farmindustria, non è solo modificare una misura o un’altra: “Serve una politica coraggiosa, che abbia una visione strategica e sappia sostenere i settori che trainano il Paese e portano valore alla società”.

“Per noi è frustrante continuare a discutere e arrivare a celebrare i 20 anni del payback farmaceutico. E se le aziende presenteranno ricorsi contro” questo meccanismo, Farmindustria “si costituirà ad adiuvandum”. Lo ha detto il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, intervenendo oggi a Roma all’evento “Payback farmaceutico: sostenibilità e certezza del diritto come base per una leale collaborazione”, organizzato oggi da Johnson & Johnson Innovative Medicine, presso il Centro Studi Americani a Roma, con il patrocinio di Farmindustria..

“La questione – ha spiegato – è quale strategia il nostro Paese intenda avere per l’industria farmaceutica. O abbiamo capito che il settore della Scienza della vita in Europa è il primo settore, o c’è qualcosa che non va”. Allora “ci troviamo un tetto di spesa che non aumenta e la difesa di un corporativismo inaccettabile, come quello dell’art. 57 della legge di Bilancio, che colpisce l’industria” togliendogli lo 0,65% delle sue quote di spettanza per distribuirle ai grossisti. “È inaccettabile, non c’è una visione strategica per il settore delle Scienza della Vita, né su cosa significa avere pianificazione, regole chiare e finanziamenti certi per 5 anni, per far sì che si dia un valore aggiunto ai cittadini che accedono all’innovazione e all’industria, all’innovazione, quindi al Paese”.

Per Cattani è evidente che “la spesa farmaceutica, che è l’unica tracciata, non può che crescere, perché il bisogno di salute cresce”. E se è possibile “che ci sia una minima questione legata all’inappropriatezza, non è però quello il punto. Ci sono Regioni virtuose e Regioni che non lo sono. E finché non si capisce come si spende e si risolve la questione del tracciamento della spesa, non si va a nessuna parte”. I dati, “sono la chiave per accompagnare le riforme”. Bisogna tenere conto di quelli di spesa “ma anche del valore che si genera, in termini di salute, di occupazione, di produzione, di export”.

“Non c’è visione e non c’è coraggio politico nel creare questa visione e nel gestire i nodi”, ha ribadito il presidente di Farmindustria. Per il quale “le regioni devono imparare a gestire le proprie risorse. Perché se decidiamo che il payback è uno strumento strutturale, continueremo a portare questo Paese al declino. Servono i dati per capire cosa ogni euro speso genera in ogni Regione, che è anche valore”. Altrimenti i PDTA non sono che “scartoffie che hanno un valore medico legale”.

“Quale azienda può pensare di venire in Italia a investire, con queste prospettive e senza una visione che crea una strategia sulla salute e di sviluppo sociale per il Paese? Credo che stiamo toccando il fondo, rispetto a un mondo che va avanti e non ci aspetta”, ha incalzato. Per il presidente di Farmindustria misure come il tetto sul payback a carico delle aziende “sarebbero sicuramente apprezzabili, ma la questione è più profonda e investe il lungo periodo”. Riguarda “la visione politica, il coraggio politico e le competenze che servono per definire una strategia complessiva”. Altrimenti “non potremo restare attrattivi e competitivi”.

Avere le condizioni legislative per lavorare al meglio, ha concluso Cattani, è “un diritto delle aziende”. Aziende che “però sono anche patrimonio del Paese. E un governo deve avere il coraggio di supportare i settori che trainano il Paese, soprattutto nei momenti difficili, quelli in cui ci sono poche risorse. Esattamente come si fa nelle aziende, che se stanno in piedi è perché fanno queste strategie”.

06 Dicembre 2024

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