“I farmaci che si utilizzano contro osteoporosi e artrosi sono numerosi e hanno costi elevati. Si calcola una spesa di 600 milioni di euro l'anno, a cui si devono unire i costi sostenuti dai cittadini per i medicinali non coperti dal Servizio sanitario nazionale. Sono cifre poco rassicuranti, ma voglio evidenziare che l'Agenzia sta guardando a quelle nicchie di patologie cui finora si è rivolta poca attenzione, come quelle geriatriche, pediatriche e alla medicina di genere”. Ad assicurarlo è stato Sergio Pecorelli, presidente dell’Agenzia italiana del Farmaco (Aifa), intervenendo ieri a Roma alla cerimonia del X Premio “Progetto Donna”, il riconoscimento promosso dall’Aila, l’Associazione per la lotta all’artrosi e all’osteoporosi, e riservato alle personalità che si sono distinte per la loro attenzione nei vari settori a favore della donna.
L’osteoporosi infatti, ricorda l’Associazione, non rende fragili solo le ossa e la vita di chi ne è colpito, ma anche le casse pubbliche. In Italia sono oltre 5 milioni le persone che soffrono di questa malattia “silente”, un’insidia soprattutto per l’universo femminile: sono 3,5 milioni le pazienti donne . E in futuro, questi numeri sono destinati ad aumentare: gli italiani invecchiano e l’osteoporosi, insieme all’artrosi, sono in agguato. La parola d’ordine è dunque prevenzione, anche per tenere sotto controllo la spesa sanitaria che altrimenti potrebbe lievitare a livelli insostenibili per le casse pubbliche.
E proprio in fatto di farmaci e prevenzione, Pecorelli ha ricordato come la fragilità, anche quella dell’anziano, sia una delle criticità più urgenti su cui intervenire, se si considera che “il 62% dei farmaci viene consumato in Italia dagli ultra65enni e spesso i pazienti sono costretti ad assumere 5-10, addirittura 17 prodotti diversi. C'è dunque da prestare maggiore attenzione al problema della multimorbilità e, in generale, spezzare una lancia a favore della prevenzione, alla quale oggi si riserva solo il 3% della spesa sanitaria".
La cerimonia di premiazione è stata preceduta dalla Lectio Magistralis dell'Ammiraglio Susan Blumenthal, ricercatrice americana e celebre esperto mondiale in campo medico e sanitario, stretta collaboratrice di diverse amministrazioni Usa, da Bill Clinton a Barack Obama. Blumenthal ha anzitutto rivolto un plauso all’Aila per aver "puntato i riflettori su queste due malattie e per dedicarsi alla salute femminile. Molti non sanno che una donna dopo i 50 anni ha le stesse probabilità di andare incontro a una frattura o di ammalarsi di tumore del seno. Bisogna – ha aggiunto Blumenthal – aumentare la consapevolezza del problema e puntare e investire sulla prevenzione. E sullo studio delle differenze di genere nella diagnosi e nella terapie delle malattie. Pensiamo ai disturbi del cuore o al tumore del polmone: molti pensano che si tratti di malattie che colpiscono soprattutto gli uomini, ma oggi è vero il contrario. La buona notizia è che il Governo degli Stati Uniti e l'Italia hanno unito le forze per questo, con l'obiettivo di migliorare la salute dei nostri due Paesi, ma anche del mondo intero".
E per farlo, ha ribadito il presidente della Fondazione Aila Onlus, Francesco, “occorre puntare soprattutto sulla prevenzione” anche per arrivare alla vecchiaia in buone condizioni di salute. Altrimenti, con l’invecchiamento della popolazione previsto, “la spesa sanitaria nazionale non sarà più sostenibile. L'artrosi e l'osteoporosi – ha proseguito Bove – sono malattie ad alto impatto sociale ed economico. In Italia si contano circa 70 mila fratture l'anno solo del femore. E si tratta di patologie in aumento, dato l'invecchiamento della popolazione: la Ragioneria dello Stato ha calcolato che per mantenere inalterato l'attuale rapporto fra spesa sanitaria e Pil, si dovrà ridurre il consumo pro capite del 30%. L'Aila è nata per questo: per agire a favore della conoscenza, della consapevolezza e della prevenzione. Bastano pochi cambiamenti negli stili di vita, ad esempio nell'alimentazione, ed evitare fumo, alcol e sedentarietà, facendo sport quando possibile, per abbassare il rischio di osteoporosi".
Ecco i premiati di questa X edizione di “Progetto Donna”:
– Adriano Redler, prorettore dell'Università Sapienza di Roma, preside della Facoltà di Medicina, per aver istituito il "Pass Rosa", un programma speciale di prevenzione per le donne.
– Susanna Petruni, vicedirettore del TG1.
– Anna Parravicini, sceneggiatrice del cortometraggio "Rosso vivo", dedicato alla sensibilizzazione per la donazione di sangue
– Maria Elena Raso, Magistrato della Corte dei Conti
– Mirca Viola e Stefania Rocca per il film "L'amore fa male"
– Manuela Lucchini, giornalista salute del TG1.
Premiate inoltre 4 donne, Giuditta Luca, Stefania Bonaldi, Paola Verde, Giuliana Venturi, in rappresentanza rispettivamente della Marina Militare, Esercito Italiano, Aeronautica Militare e Carabinieri.