La febbre gialla continua a circolare nella Regione africana dell’Oms, con un’attività epidemica recente concentrata in alcune aree dell’Africa occidentale. Tra il 1° gennaio e il 12 ottobre 2026 sono stati registrati 67 casi confermati, inclusi 18 decessi, in nove Paesi: Burkina Faso, Camerun, Repubblica Centrafricana, Costa d’Avorio, Ghana, Guinea, Liberia, Nigeria e Togo. Lo rende noto l’Organizzazione mondiale della sanità in un aggiornamento sulla situazione epidemiologica.
Dove si concentrano i casi
L’attività più recente è concentrata in Burkina Faso, Costa d’Avorio, Ghana e Liberia, anche in aree vicine ai confini internazionali. In Burkina Faso, al 23 agosto 2026, erano stati segnalati 15 casi confermati, con tre decessi, pari a un tasso di letalità del 20%. In Costa d’Avorio, al 23 settembre 2026, i casi confermati erano 30, con 10 decessi e un tasso di letalità del 33%: sette casi sono stati confermati con il test di neutralizzazione per riduzione delle placche (PRNT) e 23 con la PCR. Nove distretti in sette regioni sono stati colpiti, con la regione di Bounkani che da sola conta 18 dei 30 casi confermati. In Ghana, al 2 settembre 2026, erano stati segnalati quattro casi confermati da PCR, con tre decessi. In Liberia, al 23 settembre 2026, un caso confermato in laboratorio.
Casi confermati sono stati riportati anche in Camerun (nove casi, con un decesso), Nigeria (quattro casi, con un decesso), Repubblica Centrafricana (due casi), Guinea (un caso) e Togo (un caso). Nessun decesso tra i casi confermati è stato segnalato in Repubblica Centrafricana, Guinea e Togo.
Perché il rischio resta moderato
La rilevazione della febbre gialla in questi Paesi indica una maggiore trasmissione in alcune parti dell’Africa occidentale. Sebbene non siano stati stabiliti collegamenti epidemiologici tra i diversi eventi, diverse aree colpite sono vicine ai confini internazionali e presentano una mobilità della popolazione significativa, con esposizioni occupazionali e ambientali in aree boschive o nelle loro vicinanze. A questi fattori si aggiungono un’immunità di popolazione eterogenea e condizioni ecologiche favorevoli ai vettori, che insieme alimentano il rischio di ulteriore diffusione all’interno dei Paesi colpiti e attraverso i confini.
Il 27 ottobre 2026 l’Oms ha valutato il rischio complessivo per la salute pubblica come moderato a livello regionale, mentre il rischio globale resta basso. La valutazione tiene conto della probabilità di trasmissione continua, del potenziale di diffusione geografica e transfrontaliera, delle lacune immunitarie esistenti e dei vincoli operativi che ostacolano il controllo dei focolai. La trasmissione continua e ulteriori casi umani nella Regione africana sono considerati probabili. Le popolazioni non vaccinate sono quelle a maggior rischio, in particolare le comunità rurali e ai margini delle foreste, le popolazioni mobili e transfrontaliere e chi lavora in aree boschive, agricole o minerarie.
La malattia e la diagnosi
La febbre gialla è una malattia virale emorragica acuta trasmessa da zanzare infette. Nella Regione africana circola tra zanzare e primati non umani nelle aree boschive e può diffondersi anche tra gli esseri umani attraverso zanzare infette in ambienti urbani. Il periodo di incubazione è generalmente di tre-sei giorni. L’infezione può essere asintomatica o presentarsi inizialmente con febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, vomito e debolezza. Circa il 15% delle persone infette sviluppa una forma grave, che può includere febbre alta ricorrente, ittero, sanguinamento, shock e insufficienza d’organo. Circa la metà dei pazienti che entrano in questa fase grave muore entro 7-10 giorni.
La diagnosi può essere difficile perché i sintomi iniziali non sono specifici e possono somigliare a malaria, leptospirosi, epatite virale, dengue e altre febbri emorragiche. La conferma di laboratorio si basa su test molecolari nella fase iniziale dell’infezione e su test sierologici, come ELISA o PRNT, nelle fasi successive. Non esiste un trattamento antivirale specifico raccomandato di routine per la febbre gialla: la gestione clinica è principalmente di supporto. La vaccinazione è la misura preventiva più efficace, con una singola dose che fornisce protezione per tutta la vita.
La risposta e le raccomandazioni
Le autorità nazionali, l’Oms e i partner stanno rispondendo all’attività della febbre gialla nei Paesi colpiti e a rischio con attività che includono il rafforzamento della sorveglianza e l’indagine sui casi, i test di laboratorio e l’invio di campioni, la ricerca attiva dei casi, la comunicazione del rischio e il coinvolgimento della comunità, e la pianificazione o l’attuazione di campagne di vaccinazione. L’Oms sta monitorando strettamente l’epidemiologia, sostenendo la valutazione dell’immunità di popolazione e la pianificazione delle vaccinazioni, fornendo supporto tecnico per la gestione clinica e il controllo delle infezioni, e lavorando con i partner per rafforzare l’attuazione della strategia Eliminate Yellow Fever Epidemics (EYE).
L’Oms raccomanda la vaccinazione come principale mezzo di prevenzione. Una singola dose di vaccino contro la febbre gialla fornisce protezione per tutta la vita. I Paesi a rischio dovrebbero mantenere un’elevata immunità di popolazione attraverso l’immunizzazione di routine e adeguate attività di vaccinazione preventiva e reattiva, guidate dalla valutazione del rischio epidemiologico e dalle lacune immunitarie identificate. L’Oms incoraggia inoltre gli Stati membri con aree a rischio a mantenere una forte sorveglianza epidemiologica, a garantire la raccolta rapida e l’invio di campioni appropriati e la conferma tempestiva di laboratorio, a rafforzare il controllo dei vettori e a promuovere la comunicazione del rischio.
Per quanto riguarda i viaggi internazionali, tutti i viaggiatori di età pari o superiore a nove mesi diretti verso aree a rischio di trasmissione della febbre gialla, come definite dall’Oms, sono invitati a vaccinarsi. Ai sensi del Regolamento sanitario internazionale (2005), i Paesi possono richiedere la prova della vaccinazione contro la febbre gialla ai viaggiatori in entrata e/o in uscita. Una dose documentata di un vaccino contro la febbre gialla approvato dall’Oms conferisce protezione per tutta la vita ed è accettata come valida ai fini del Certificato internazionale di vaccinazione o profilassi. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, l’Oms sconsiglia qualsiasi restrizione di viaggi o commercio verso gli Stati parti che stanno affrontando o rispondendo all’evento di salute pubblica.