Fibroma uterino sintomatico. Una nuova guida per i ginecologi sulle diverse opzioni terapeutiche

Fibroma uterino sintomatico. Una nuova guida per i ginecologi sulle diverse opzioni terapeutiche

Fibroma uterino sintomatico. Una nuova guida per i ginecologi sulle diverse opzioni terapeutiche
Elaborata dalla Fondazione The Bridge, con l’ausilio di un gruppo di esperti, una sorta di guida finalizzata a supportare il ginecologo nell’orientamento degli approcci terapeutici, farmacologico e chirurgico. Il quaderno considera le caratteristiche del fibroma, e anche alcune variabili relative alle caratteristiche individuali della paziente e le possibilità gestionali della struttura sanitaria in cui si opera. IL DOCUMENTO.

Sono circa tre milioni le donne che in età fertile devono fare i conti con i fibromi uterini. Patologia che può compromettere la qualità della vita delle donne con fastidi importanti e influire negativamente sulla capacità di concepire e portare a termine una gravidanza. Le stime impongono di affrontare il tema seguendo due criteri: quello sociale che mira a stimolare l’attenzione su questa patologia, e quello clinico volto a comprendere quale sia, a seconda dei casi, il miglior approccio terapeutico.
 
Fondazione The Bridge, con l’ausilio di un gruppo di esperti, ha elaborato una sorta di guida finalizzata a supportare il ginecologo proprio nell’orientamento della migliore opzione terapeutica per le pazienti con fibroma uterino sintomatico, evidenziando i possibili vantaggi e le criticità presentate dai due approcci terapeutici, farmacologico e chirurgico, al fine di assicurare alla paziente la miglior cura possibile nel caso specifico. 
 
Il documento non vuole in alcun modo sostituire le Linee Guida Sigo, Aogoi, Auguidi Diagnosi e Gestione del Fibroma Uterino, ma integrarle arricchendoli di ulteriori punti di vista.
 
La scelta fra le diverse soluzioni terapeutiche tiene conto di vari elementi: le dimensioni e l’ubicazione dei fibromi, il rapporto rischio/beneficio di ogni soluzione, le caratteristiche e le esigenze della paziente, i mezzi a disposizione della struttura, l’esperienza degli operatori. Oggi sappiamo che non vi è un trattamento standard e univoco per i fibromi: esso deve essere valutato dopo un attento inquadramento della problematica che tenga conto degli aspetti morfologici e dei disturbi causati dalle lesioni e il possibile impatto sulla qualità della vita.
 
Il quaderno considera non soltanto le caratteristiche del fibroma, ma anche alcune variabili relative alle caratteristiche individuali della paziente e le possibilità gestionali della struttura sanitaria in cui si opera, aspetti non sempre indagati ma di evidente importanza.

25 Ottobre 2019

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