Fresenius Kabi: 28,4 milioni per la nuova linea di soluzioni infusionali a Isola della Scala
Lo stabilimento veronese, che contribuisce a coprire circa il 40% del fabbisogno ospedaliero nazionale, porterà la capacità a 200 milioni di flaconi l’anno. L’investimento rientra in un piano triennale da 100 milioni in Italia e nella strategia “local for local” del gruppo
La nuova linea affianca quella già operativa. Le sue tecnologie sono in fase finale di collaudo: oggi sui nastri trasportatori scorrono flaconi di soluzione fisiologica, a cui viene applicata l’etichetta test. Tra poco più di un mese garantirà una produzione ancora più efficiente, per rispondere alla domanda crescente di soluzioni iniettabili per gli ospedali, mantenendo standard di qualità elevati.
I macchinari di ultima generazione lavorano al doppio della velocità di quelli già in funzione: creano la bottiglia, inseriscono la soluzione, aggiungono il tappo, sterilizzano, controllano, inscatolano, imballano. Il processo è altamente digitalizzato e automatizzato: richiede in tutto solo quattro o cinque operatori.
È la linea inaugurata lunedì 21 settembre nello stabilimento Fresenius Kabi di Isola della Scala, in provincia di Verona, uno dei principali poli europei per la produzione di soluzioni infusionali: il sito contribuisce oggi a coprire circa il 40% del fabbisogno ospedaliero nazionale. Il progetto è stato presentato circa un anno fa ed è stato messo a punto in tempi record: secondo l’azienda la linea entrerà a regime entro la fine di ottobre.
Capacità produttiva e innovazione
L’investimento, pari a 28,4 milioni di euro, è inserito in un più ampio piano triennale di investimenti in Italia del valore complessivo di 100 milioni, che porterà non solo a un’espansione della capacità produttiva di Isola della Scala ma anche a un ampio percorso di innovazione tecnologica del sito. La linea dedicata ai flaconi in polietilene passerà da circa 80 a 130 milioni di pezzi l’anno: sommati ai 70 milioni di flaconi in vetro che lo stabilimento continua a produrre, il sito arriverà a una capacità complessiva di circa 200 milioni di unità l’anno, circa un terzo in più di oggi.
“L’investimento per il nostro stabilimento vuol dire la continuazione dell’enorme passaggio alla tecnologia e alla digitalizzazione che abbiamo iniziato qualche anno fa”, commenta Vittorio Nanni plant manager dello stabilimento di Isola della Scala. “La nuova linea ci permetterà di aumentare del 30-40% la nostra capacità produttiva e di mantenere ed elevare gli standard di qualità e sicurezza che ci contraddistinguono”.
Una presenza storica nel territorio
Fondato nel 1972 per la produzione di soluzioni infusionali ed entrato nel Gruppo Fresenius nel 1997 (sotto il marchio Fresenius Kabi dal 1999), lo stabilimento di Isola della Scala rappresenta una presenza storica del territorio. Negli anni il sito si è continuamente evoluto, passando per l’ammodernamento del reparto vetro nel 2000 fino alla progressiva introduzione delle tre linee KabiPac dedicate ai formati da 100, 250 e 500 mL.
“La nuova linea di produzione dà lustro al Comune di Isola della Scala, che ospita questa bellissima azienda, e anche a tutta la provincia, perché vuol dire tecnologia, voglia di investire in questo territorio e di cercare personale specializzato”, commenta Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia di Verona. “Siamo felici, come provincia di Verona, di ricevere queste aziende che credono nel nostro territorio”.
Non solo una semplice flebo
Le soluzioni infusionali hanno un valore clinico insostituibile, come ricorda Rolando Porcasi, medical director di Fresenius Kabi. “La flebo, la boccetta di liquido con deflussore e ago in vena, è la risposta a un problema che spesso non può essere affrontato in maniera diversa”, dice. È usata in chirurgia, in terapia intensiva, in pronto soccorso: serve a somministrare farmaci salvavita, fornire idratazione e garantire nutrizione clinica. E il processo di produzione di una “semplice” flebo di soluzione salina non è affatto banale. “Servono caratteristiche di sicurezza e di controllo: pensiamo ai controlli di qualità nella produzione della fisiologica (acqua e sale), ma anche nell’assemblaggio e nella progettazione di un sistema di deflussione, il tubicino che dalla boccetta arriva all’ago, che non deve contenere plastiche che si possono disperdere attraverso il liquido”.
Local for local
Per assicurare la continuità delle cure è necessario investire negli impianti dove queste terapie vengono prodotte, così da garantire l’approvvigionamento anche nei momenti di maggiore instabilità internazionale. “A seguito della crisi pandemica ci siamo resi conto tutti di quanto fosse delicato il processo di far arrivare un farmaco in ospedale”, commenta Marco Pianta, country general manager di Fresenius Kabi. Le catene di fornitura sono globalizzate, e questo può rappresentare un limite nei contesti di crisi, non solo sanitarie ma anche geopolitiche. “Imprese e Stati hanno iniziato a pensare a come reagire a tali circostanze e il trend di oggi è di ridurre la dipendenza da economie esterne per far arrivare i farmaci ai nostri ospedali e alle nostre farmacie”.
Lo sviluppo dello stabilimento di Isola della Scala si inserisce nella strategia “local for local” di Fresenius, che punta a produrre i medicinali nelle stesse aree geografiche in cui vengono utilizzati, riducendo la dipendenza da forniture provenienti da paesi terzi e aumentando la resilienza delle catene di approvvigionamento. Oltre il 90% dei prodotti Fresenius Kabi commercializzati in Europa è fabbricato nel continente. “Fresenius ha investito circa 1 miliardo di euro in Europa negli ultimi cinque anni”, ricorda Pianta. “In Italia, negli ultimi tre anni, sono stati eseguiti progetti per più di 100 milioni di euro, e sono in programma futuri e ambiziosi investimenti”.
In attesa del Critical Medicines Act
L’ampliamento e la logica “local for local” si inseriscono nel contesto più ampio degli interventi europei, sottolinea Pianta, secondo cui la nuova linea spinge lo stabilimento nella direzione di diventare un hub europeo di fornitura di soluzioni infusionali. Sul Critical Medicines Act, il regolamento europeo pensato per ridurre le carenze e rafforzare la produzione di medicinali critici, Consiglio e Parlamento hanno raggiunto l’accordo politico provvisorio lo scorso 12 maggio: il testo attende ora l’adozione formale. “Il Critical Medicines Act, atteso per l’implementazione tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo, è attualmente al centro del dibattito”, osserva Pianta. “Si tratta di misure cruciali che, se adeguatamente finanziate, potranno rendere il tessuto industriale italiano ed europeo più resiliente, favorendo il reshoring produttivo nel nostro continente”.
Uno dei temi affrontati dal regolamento riguarda proprio i meccanismi di acquisto pubblico e le gare d’appalto nei diversi Paesi: l’accordo di maggio introduce requisiti legati alla resilienza delle forniture e una preferenza per la produzione europea negli appalti sui medicinali critici. “Dobbiamo garantire che l’aggiudicazione non si basi unicamente sul criterio del prezzo più basso”, dice Pianta. “Operiamo in un contesto globale: occorre integrare criteri legati alla qualità, alla provenienza delle forniture e al rispetto di standard produttivi elevati, premiando chi garantisce i requisiti tipici del nostro Paese e del continente europeo”.
Uno dei comparti trainanti del made in Italy
Dopo aver visitato lo stabilimento, è intervenuto all’inaugurazione anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha indicato nella robotica avanzata il terreno su cui l’Italia deve costruire un’alternativa al modello cinese, per evitare quella che ha definito “l’invasione dei prodotti cinesi a basso costo”.
“La multinazionale tedesca ha scommesso su Verona e sull’Italia, con un investimento importante per una linea produttiva estremamente avanzata che offre soluzioni sempre migliori alle richieste sanitarie dei nostri ospedali, dei nostri cittadini, dell’economia del nostro continente”, ha detto Urso, definendo l’impianto “un esempio di come la farmaceutica italiana si stia facendo largo nel mondo”. Il ministro ha poi ricordato come il settore farmaceutico sia quello che sta crescendo maggiormente in termini produttivi, di innovazione e di esportazione, diventando uno dei comparti trainanti del made in Italy.
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