Giornata mondiale del diabete: le iniziative del Ministero della Salute. L’Oms avverte: dal 1980 quadruplicati i malati

Giornata mondiale del diabete: le iniziative del Ministero della Salute. L’Oms avverte: dal 1980 quadruplicati i malati

Giornata mondiale del diabete: le iniziative del Ministero della Salute. L’Oms avverte: dal 1980 quadruplicati i malati
Il ministero della Salute pubblica sul suo sito istituzionale le principali notizie sul diabete e i link relativi a tutte le campagne di prevenzione e assistenza che da tempo ha già avviato, oltre al collegamento con la Oms sulla World diabetes day 2018: IL GLOBAL REPORT DELL'OMS SUL DIABETE.

Il 14 novembre si celebra la Giornata mondiale del diabete istituita nel 1991 dall'International Diabetes Federation (IDF) e dall'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). L'obiettivo della Giornata è sensibilizzare e informare l'opinione pubblica sul diabete, una malattia grave e diffusa la cui prevalenza, secondo l'Oms, è in continuo aumento.

Il ministero della Salute pubblica sul suo sito istituzionale le principali notizie sul diabete e i link relativi a tutte le campagne di prevenzione e assistenza che da tempo ha già avviato, oltre al collegamento con la Oms sulla World diabetes day 2018:
– Campagna per la prevenzione del diabete di tipo 2
– Diabete mellito tipo 1 nella sezione La nostra salute
– Diabete mellito tipo 2 nella sezione La nostra salute
– Assistenza alle persone con diabete nella sezione La nostra salute
L'Oms nel 2016, in occasione della Giornata mondiale della salute 2016, ha  lanciato una richiesta di intervento sul diabete, richiamando l'attenzione sulla necessità di intensificare la prevenzione e il trattamento della malattia.

Il primo rapporto globale dell'Oms sul diabete dimostra che il numero di adulti affetti da diabete è quasi quadruplicato dal 1980 a 422 milioni di adulti. Questo drammatico aumento è in gran parte dovuto all'aumento del diabete di tipo 2 e fattori che lo guidano includono sovrappeso e obesità.
 
Nel solo 2012 il diabete ha causato 1,5 milioni di morti. Le sue complicanze possono portare ad infarto, ictus, cecità, insufficienza renale e amputazione degli arti inferiori. Nel 2016, circa 1,6 milioni di morti sono state causate direttamente dal diabete.
 
Il nuovo rapporto invita i governi a garantire che le persone siano in grado di fare scelte sane e che i sistemi sanitari siano in grado di diagnosticare, trattare e prendersi cura delle persone con diabete. Ci incoraggia tutti come individui a mangiare in modo sano, essere fisicamente attivi ed evitare un eccessivo aumento di peso.

Nel 2014, ricorda il ministero, la prevalenza del diabete era stimata pari al 8,5% della popolazione a livello mondiale, a fronte del 4,7% del 1980. Secondo tali stime, nel mondo si contavano circa 422 milioni di persone affette da diabete mellito, 64 milioni all’interno della Regione europea dell'Oms (Global report on diabetes, Oms 2016).

In Italia, in base ai dati ISTAT, nel 2016 si è stimata una prevalenza del diabete noto pari al 5,3% (5,4% negli uomini, 5,2% nelle donne) pari a oltre 3 milioni di persone, con un trend in leggero calo negli ultimi anni, dopo un decennio di crescita costante. La prevalenza aumenta al crescere dell'età fino a un valore di circa il 20% nelle persone con età uguale o superiore a 75 anni.

La prevalenza è mediamente più bassa nelle regioni del nord (4,7 e 4,5%) rispetto a quelle del centro (5,7%), del sud (6,1%) e delle isole (5,8%).

Diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2
Si distinguono un diabete mellito di tipo 1 (detto anche diabete immuno-mediato, circa il 10% dei casi) e un diabete mellito di tipo 2 (detto anche diabete non immuno-mediato o dell'adulto, circa il 90% dei casi).

Si tratta fondamentalmente di due patologie distinte, in quanto i due tipi di diabete si differenziano per:
– eziopatogenesi: distruzione autoimmune delle cellule beta del pancreas nel tipo 1, ridotta sensibilità all’insulina e insulino-resistenza periferica nel tipo 2;
– età di insorgenza: bambini-adolescenti nel tipo 1, adulti nel tipo 2:
– sintomatologia di esordio: acuta nel tipo 1, più sfumata e graduale nel tipo 2;
– strategie terapeutiche: insulina dall’esordio nel tipo 1, correzione degli stili di vita e farmaci ipoglicemizzanti nel tipo 2;
– possibilità di prevenzione primaria: il tipo 1 non è prevenibile, il tipo 2 si può prevenire.

L'insorgenza del diabete di tipo 2, infatti, come per altre patologie croniche (malattie cardiovascolari, tumori, malattie respiratorie croniche), è correlata alla presenza, oltre che di fattori ereditari, anche di fattori di rischio quali: l’obesità e il sovrappeso, la sedentarietà, lo scarso consumo di frutta e verdura, l’abuso di alcol, il fumo di tabacco e le diseguaglianze socio-economiche che, unitamente a ipercolesterolemia e ipertensione arteriosa, sono responsabili del 60% della perdita di anni di vita in buona salute in Europa e in Italia.

Quindi, conclude la nota del ministero sulla giornata mondiale, mentre il diabete di tipo 2 è in parte prevenibile modificando gli stili di vita delle persone a rischio, particolarmente per quel che riguarda la nutrizione e l’attività fisica, il diabete di tipo 1 non può essere prevenuto, in quanto sono ancora poco chiari i fattori di rischio che interagiscono con la predisposizione genetica scatenando la reazione autoimmunitaria.

14 Novembre 2018

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