Gravidanza. Nelle donne obese l’esercizio fisico non fa perdere peso, ma riduce il diabete gestazionale

Gravidanza. Nelle donne obese l’esercizio fisico non fa perdere peso, ma riduce il diabete gestazionale

Gravidanza. Nelle donne obese l’esercizio fisico non fa perdere peso, ma riduce il diabete gestazionale
Secondo i risultati del trial ETIP (Exercise Training in Pregnancy), condotto in Norvegia e pubblicato da PLoS Medicine, l’esercizio fisico da solo non ridurrebbe l’aumento di peso (GWG) nelle donne obese in gravidanza, ma offrirebbe altri benefici, come per esempio una minore incidenza di diabete gestazionale.

(Reuters Health) – L’eccessivo guadagno in peso durante la gravidanza (GWG) è notoriamente associato a esiti negativi della gravidanza e del parto, dunque vi è una particolare necessità di trovare interventi fattibili ed efficaci per ridurre il peso gestazionale nelle donne che hanno già un elevato BMI prima della gravidanza.
 
Lo studio
A questo scopo Trine Moholdt e colleghi, della Norwegian University of Science and Technology di Trondheim, hanno deciso di valutare se un regolare esercizio fisico pianificato e supervisionato, potesse ridurre l’eccessivo peso in gravidanza e migliorare i risultati clinici, rispetto ad un trattamento standard per la gravidanza. L’osservazione è stata condotta su 91 donne obese in gravidanza (BMI pre-gravidanza > = 28 kg / m2).

Le partecipanti sono state divise in un gruppo con esercizio fisico supervisionato e in un gruppo di controllo. In particolare, 46 donne sono state assegnate in modo casuale al gruppo dell’esercizio fisico e dovevano seguire sessioni di esercizi presso l’ospedale per tre volte a settimana, ognuna della durata di 60 minuti che consistevano nel camminare sul tapis roulant o fare jogging per 35 minuti e praticare, per 25 minuti, esercizi di resistenza per la muscolatura in generale e per i muscoli del pavimento pelvico. Inoltre queste stesse donne sono state invitate a seguire un programma di esercizi a casa per 50 minuti, almeno una volta alla settimana. Le 45 donne assegnate al gruppo di controllo hanno ricevuto la consueta assistenza alla gestazione e sono state invitate a continuare le loro normali attività quotidiane, ma non sono state informate ad evitare di fare dell’esercizio per conto proprio.

I risultati
Al termine dell’osservazione si è dapprima evidenziato che il guadagno in peso gestazionale non differiva significativamente tra il gruppo dell’esercizio supervisionato e il gruppo di controllo, e la percentuale di donne che ha superato le raccomandazioni per il GWG dell’Institute of Medicine nazionale è risultata simile nei due gruppi. Tuttavia si è visto che verso la fine della gravidanza, significativamente un minor numero di donne nel gruppo dell’esercizio controllato (n = 2, – 6,1%) rispetto al gruppo di controllo (n = 9, 27,3%) aveva sviluppato diabete gestazionale, secondo la definizione dell’OMS 2009 (p = 0,04) e nei tassi di diabete gestazionale ,secondo la più recente definizione dell’OMS/ IADPSG 2013 non hanno mostrato differenze significative. Inoltre, la pressione sanguigna sistolica è risultata significativamente più bassa nel gruppo dell’esercizio (media, 120,4 mmHg) rispetto al gruppo di controllo (media, 128,1 mmHg) durante l’avanzamento della gravidanza (p = 0,006). E ancora, si è visto, che anche se la percentuale di donne che praticavano esercizio fisico regolare in gravidanza è risultata significativamente più alta nel gruppo dell’esercizio supervisionato (77%) rispetto al gruppo di controllo (23%), la percentuale di donne delle donne che hanno riferito di praticare attività fisica a casa per almeno 30 minuti ogni giorno non mostrava differenze significative nei due gruppi.

Commenti
Moholdt ha commentato i risultati del trial sottolineando alcuni punti importanti. Per prima cosa la quantità di esercizio fisico necessario per ridurre il diabete gestazionale e la pressione era effettivamente bassa in questo campione. Inoltre ha precisato che lo studio dimostra l’importanza di addestrare le donne in gravidanza a praticare esercizi fisici che si possano eseguire a casa propria, senza bisogno di particolari attrezzature. E ha aggiunto che motivare le donne obese a frequentare i programmi di formazione e allenamento controllati presso il centro ospedaliero è stato piuttosto difficile, soprattutto per il fatto che la maggior parte delle donne obese ha una scarsa esperienza dell’attività fisica in generale. Per queste donne quindi sarebbe più opportuno programmare interventi educativi specifici in proposito.

Rebecca Krukowski del dipartimento di medicina preventiva presso lo University of Tennessee Health Science Center’s di Memphis ha commentato i risultati dello studio precisando che questi confermano l’importanza di abbinare all’esercizio fisico una dieta adeguata alla perdita del peso in eccesso e al mantenimento di tale perdita.

Inoltre ha aggiunto che date le difficoltà incontrate dai ricercatori nell’adesione ai programmi di esercizio fisico piuttosto intenso presso il centro ospedaliero si poterebbe migliorare questo tipo di interventi preventivi ,aggiungendo per esempio la collaborazione dei partner o anche della musica adatta, o ancora trovare il modo di rendere più piacevoli gli esercizi fisici da praticare a casa propria, per esempio fornendo alle donne cassette con programmi televisivi specifici o con audiolibri. E ha concluso ricordando che il periodo della gravidanza è per le donne obese spesso molto faticoso e saturo di raccomandazioni per l’esercizio fisico e la dieta, ma anche di emozioni e fabbisogni diversi. Dunque, proprio per queste donne si dovrebbero prevedere interventi specifici su misura.

Fonte: PLoS Med 2016

Will Boggs MD

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Will Boggs

04 Agosto 2016

© Riproduzione riservata

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