Hpv. Vaccinazioni e screening per prevenire i tumori: dall’Iss il manifesto “Traguardo Zero”

Hpv. Vaccinazioni e screening per prevenire i tumori: dall’Iss il manifesto “Traguardo Zero”

Hpv. Vaccinazioni e screening per prevenire i tumori: dall’Iss il manifesto “Traguardo Zero”

Presentato all’Iss il Manifesto di intenti che vede tra i primi firmatari SItI, Aiom e Favo. L’obiettivo è rafforzare la prevenzione attraverso un’alleanza tra Istituzioni, Dipartimenti di prevenzione, servizi sanitari, società scientifiche, scuole e associazioni. Bellantone: “Una parte importante di questo carico di malattia può essere prevenuta”

Un appello all’azione rivolto a decisori politici, professionisti sanitari, società civile e cittadini per rafforzare la prevenzione dell’HPV e dei tumori correlati all’infezione.

È questo il messaggio centrale del Manifesto “Traguardo Zero”, presentato oggi dall’Istituto Superiore di Sanità e sottoscritto, tra i primi firmatari, da SItI, Aiom e Favo. Il documento propone un insieme di azioni concrete per aumentare la consapevolezza sull’impatto dell’infezione da HPV, promuovere la vaccinazione e gli screening e rafforzare la collaborazione tra Istituzioni, Dipartimenti di prevenzione, servizi sanitari, società scientifiche, Università, scuole e associazioni. Un percorso che nasce con il progetto europeo PERCH e prosegue con la Joint Action SHIELD, e nell’ambito del quale sono state condivise esperienze e iniziative sviluppate sul territorio: dalla vaccinazione nelle scuole agli interventi di promozione della salute rivolti alle comunità che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi di prevenzione.

L’obiettivo è ampliare progressivamente l’adesione al Manifesto e trasformare le esperienze già avviate in modelli sostenibili, efficaci e replicabili, contribuendo così a rendere sempre più concreta la prospettiva di un “Traguardo Zero” per i tumori HPV-correlati.

“Il titolo che abbiamo scelto, Traguardo Zero, esprime un’ambizione importante. Ma soprattutto esprime una possibilità – ha affermato Rocco Bellantone, Presidente dell’Iss – perché quando parliamo di HPV parliamo di un’infezione estremamente diffusa, che interessa donne e uomini e che ha una relazione molto stretta con diverse patologie oncologiche. E credo sia importante partire proprio da qui: l’HPV è anche un tema di prevenzione del cancro.  L’HPV è associato al 97% dei tumori della cervice uterina, all’88% dei tumori anali, al 70% dei tumori vaginali, al 50% dei tumori del pene, al 43% dei tumori vulvari e a una quota compresa tra il 26 e il 30% dei tumori del distretto testa-collo. Ma nel caso dei tumori HPV-correlati c’è un elemento che cambia profondamente la prospettiva: una parte importante di questo carico di malattia può essere prevenuta “

“L’Istituto Superiore di Sanità – spiega Andrea Piccioli, Direttore Generale dell’Iss – deve essere  il luogo nel quale il rigore della scienza offre una base comune e nel quale esperienze e responsabilità diverse possono incontrarsi per costruire risposte condivise. Il programma di oggi va esattamente in questa direzione: territorio, scuola, comunità scientifica, associazioni e istituzioni sono chiamati non soltanto a raccontare esperienze, ma a confrontarsi sulla possibilità di costruire modelli che possano essere condivisi e replicati”.


Fra i sostenitori del Manifesto c’è anche l’Asl Roma 2, che coinvolge inizialmente tre scuole della Capitale in un progetto pilota pensato per avvicinare ragazze, ragazzi e famiglie alla prevenzione dell’HPV. Il percorso prevede la formazione degli insegnanti, attività di informazione e sensibilizzazione rivolte agli studenti e, nell’autunno 2027, la possibilità di offrire la vaccinazione direttamente a scuola. Una strategia che ha già dato risultati incoraggianti in Italia. Nell’esperienza dell’Asl di Taranto, infatti, la copertura vaccinale ha raggiunto il 72,3% quando la vaccinazione è stata proposta a scuola, rispetto al 55,6% registrato con l’offerta ambulatoriale.


I dati. A livello nazionale, i dati del Ministero della Salute aggiornati al 2024 mostrano invece che, tra i dodicenni, ha completato il ciclo vaccinale il 51,2% delle ragazze e il 44,7% dei ragazzi “Con l’adesione a Traguardo Zero attraverso questo progetto sperimentiamo un percorso integrato di prevenzione, che collega formazione degli insegnanti, partecipazione degli studenti e coinvolgimento delle famiglie con un’opportunità concreta di vaccinazione in una regione come il Lazio in cui i tassi di vaccinazione stanno crescendo ma sono ancora sotto la media nazionale  con un 54% per le femmine  e al 34% per i maschi – afferma Francesco Amato, Direttore Generale della Asl Roma 2 – Il percorso inizia ora, e ci dovrebbe portare in un anno a offrire i vaccini nelle scuole in un contesto di partecipazione attiva da parte sia dei ragazzi e delle ragazze che delle famiglie. Una volta verificato il funzionamento del modello, e individuate eventuali criticità e condizioni organizzative, valuteremo come e se estenderlo”.


“Aderire al Manifesto “Traguardo Zero” significa confermare l’impegno concreto della Asl Roma 1 nel rendere la prevenzione dell’HPV un obiettivo realmente raggiungibile – afferma Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale della Asl Rm1 –. I dati regionali testimoniano una costante crescita dell’efficacia della nostra rete di prevenzione: siamo passati da una copertura del 30,81% nel 2023 al 34,76% nel 2025, superando già nel primo semestre 2026 il 118% di estensione degli inviti con quasi 35 mila donne contattate. Rappresentano oggi il fulcro della nostra strategia: presidi di prossimità dove abbattere le barriere d’accesso e promuovere la cultura della vaccinazione sia per i ragazzi che per le ragazze. Il nostro obiettivo è intercettare anche le fasce di popolazione più vulnerabili, trasformando l’adesione ai programmi di prevenzione in una scelta consapevole, equa e vicina alle persone”.


”La prevenzione dell’HPV deve diventare un impegno condiviso e radicato nei territori – sottolinea Enrico Di Rosa, presidente della SItI – fare rete tra servizi sanitari, scuole, professionisti, istituzioni e comunità significa portare la prevenzione più vicino alle persone e creare le condizioni per aumentare l’adesione e ridurre le disuguaglianze”.


Un pilastro fondamentale del progetto è la formazione degli insegnanti, chiamati a svolgere un ruolo attivo nella prevenzione dell’HPV a scuola e a favorire un dialogo continuativo con studenti e famiglie. A loro è rivolto un corso di formazione a distanza dell’Istituto Superiore di Sanità dedicato all’infezione da HPV, alla vaccinazione, alla prevenzione dei tumori HPV-correlati e al contrasto della disinformazione. Dopo una prima fase, prevista tra ottobre e dicembre 2026, il corso sarà reso disponibile su scala nazionale a partire da gennaio 2027.

Nelle scuole coinvolte nel progetto pilota, gli insegnanti formati accompagneranno gli studenti in attività educative e li coinvolgeranno anche nella progettazione di iniziative di comunicazione rivolte alle famiglie. L’obiettivo è trasformare la scuola in un presidio stabile di prevenzione, capace di mettere in rete insegnanti, studenti, famiglie e servizi sanitari e di promuovere una maggiore consapevolezza sull’HPV e sulle opportunità di prevenzione.


“Traguardo Zero significa condividere ruoli e responsabilità per fare della prevenzione dell’HPV un impegno concreto dell’intera comunità. La scuola ha un ruolo centrale in questa alleanza: è un luogo in cui costruire consapevolezza, coinvolgere ragazze, ragazzi e famiglie e rafforzare il dialogo con i servizi sanitari. E’ così che possiamo rendere la prevenzione più accessibile, equa e sostenibile nel tempo – sottolinea Raffaella Bucciardini Direttore del Centro Salute Globale dell’Iss – in coerenza con i principi del Manifesto, l’azione prevede anche il coinvolgimento diretto delle società scientifiche attraverso il lancio di contest rivolti ai professionisti, con l’obiettivo di valorizzare idee e proposte innovative per rafforzare la prevenzione dell’HPV”.


Un’altra azione pilota di SHIELD è dedicata alle popolazioni più vulnerabili, che spesso restano ai margini dei programmi di prevenzione a causa di ostacoli economici, culturali e di accesso ai servizi sanitari. Tra queste, la comunità Rom di Roma, coinvolta in un percorso pensato per ridurre le barriere, costruire fiducia e favorire un rapporto più stabile con il sistema sanitario, per portare la prevenzione più vicino alle persone creando le condizioni perché diventi una scelta realmente informata e consapevole.

12 Ottobre 2026

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