Ictus e demenza. Danno alla retina possibile campanello d’allarme

Ictus e demenza. Danno alla retina possibile campanello d’allarme

Ictus e demenza. Danno alla retina possibile campanello d’allarme
La retina è una “finestra” sul cervello e può rivelarci precocemente l’aumento del rischio per patologie come ictus e demenza. A questa conclusione è giunto uno studio USA presentato all’American Stroke Association International Stroke Conference 2021. “L’imaging retinico è veloce e a basso costo e consente di visualizzare direttamente piccoli vasi e tessuti neuronali”, dice da Michelle Lin, che ha condotto sul oltre 5.000 partecipanti.

(Reuters Health) – Il danno alla retina può rappresentare un segnale precoce di un aumentato rischio di ictus, demenza e mortalità. È quanto ha osservato uno studio presentato all’American Stroke Association International Stroke Conference 2021 da Michelle Lin, della Mayo Clinic di Jacksonville, in Florida.
 
I ricercatori americani hanno esaminato l’associazione tra retinopatia e ictus, demenza e rischio di mortalità precoce in adulti compresi nell’indagine annuale US National Health and Nutrition Examination Surveys (NHANES). I partecipanti hanno fornito informazioni sulla loro storia medica e sullo stato di salute e si sono sottoposti a scansione della retina.
 
Tra gli oltre 5.500 adulti, di età media di 56 anni, il 13% aveva una retinopatia. I fattori associati alla retinopatia erano età avanzata, origini africane, un livello di istruzione dal diploma di scuola superiore o un titolo inferiore e una bassa condizione socioeconomica. Gli individui con retinopatia avevano maggiori probabilità di avere fattori di rischio vascolare come ipertensione, diabete, dislipdemie, malattie cardiache e renali croniche.

Dopo aver considerato fattori di rischio vascolare e dati demografici, la retinopatia risultava associata a un rischio significativamente più elevato di andare incontro a demenza e a un aumento non significativo del rischio di ictus. Inoltre, gli individui con retinopatia avevano maggiori probabilità di morire nei dieci anni successivi, un rischio maggiore tra chi soffriva di una retinopatia proliferativa di grado 3.

“La compromissione della salute microvascolare del cervello è associata a ictus e demenza. Attualmente, non esiste uno strumento di imaging diretto per la malattia microvascolare del cervello”, ha dichiarato Lin, che ha spiegato perché con il suo team ha scelto di valutare le caratteristiche della retina come possibile biomarker della salute microvascolare. “La retina è una finestra nel cervello e l’imaging retinico è veloce e a basso costo e consente di visualizzare direttamente piccoli vasi e tessuti neuronali”, ha sottolineato la ricercatrice, concludendo che i risultati “dimostrano che la retina può servire da biomarker tissutale nei trial per malattia cerebrovascolari e neurodegenerative”.

Commentando lo studio, Daniel Lackland, della Medical University of South Carolina di Charleston (USA), ha spiegato che la valutazione della retinopatia dovrebbe essere usata per esaminare il rischio di ictus ed essere aggiunta ad altri fattori di rischio. “La valutazione della retinopatia è relativamente semplice e si inserisce nell’ambito della telemedicina, per fare analisi a distanza e lavorare, poi, eventualmente, su strategie per prevenire l’ictus”.

Fonte: American Stroke Association International Stroke Conference 2021

Megan Brooks

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Megan Brooks

26 Marzo 2021

© Riproduzione riservata

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