Il ruolo del sonno nella salute cardiovascolare

Il ruolo del sonno nella salute cardiovascolare

Il ruolo del sonno nella salute cardiovascolare

“Per anni abbiamo considerato il sonno come la Cenerentola della medicina, un aspetto quasi secondario. Oggi invece sappiamo che è un pilastro fondamentale della salute cardiovascolare perché rappresenta in qualche modo il momento in cui il sistema cardiovascolare recupera davvero le forze”.

Per molto tempo la medicina ha considerato il riposo notturno come un elemento di contorno rispetto ai principali fattori di rischio cardiometabolico. Tuttavia, le recenti evidenze cliniche suggeriscono la necessità di un cambio di prospettiva. Ne abbiamo parlato con Martino Pengo, professore associato di Medicina Interna all’Università Milano-Bicocca e medico dell’Istituto Auxologico Italiano IRCCS di Milano.

“Per anni abbiamo considerato il sonno come la Cenerentola della medicina, un aspetto quasi secondario. Oggi invece sappiamo che è un pilastro fondamentale della salute cardiovascolare perché rappresenta in qualche modo il momento in cui il sistema cardiovascolare recupera davvero le forze”.

Coinvolgere il territorio per monitorare la qualità del sonno

Dal punto di vista fisiologico, durante il sonno si verifica una naturale riduzione della pressione arteriosa e un rallentamento della frequenza cardiaca. Questo processo permette all’apparato cardiocircolatorio di rigenerarsi. Tuttavia, la presenza di disturbi come l’insonnia o le apnee notturne può alterare questa dinamica. “In questi casi il meccanismo si rompe e la pressione e il battito cardiaco non diminuiscono, anzi a volte aumentano rispetto ai valori diurni. In un articolo che abbiamo pubblicato recentemente sull’European Heart Journal abbiamo sottolineato come questo fenomeno riguardi anche soggetti giovani e fisicamente attivi”.

Il rischio evidenziato da Pengo è che una qualità del sonno insufficiente si associ a una condizione di ipertensione notturna, capace di aumentare nel lungo periodo la probabilità di eventi cardiovascolari. 

Per tale ragione, la valutazione delle abitudini notturne dovrebbe diventare parte integrante del check-up clinico, coinvolgendo in modo capillare le figure sanitarie presenti sul territorio. “È fondamentale coinvolgere i medici di medicina generale e tutto il personale sanitario, anche i farmacisti che sono il primo punto di contatto per chi lamenta stanchezza o cerca rimedi per dormire. Riuscire a intercettare questi segnali significa di fatto fare prevenzione”.

Un sonno corretto per tutelare salute e prestazione atletica

L’analisi si estende anche all’ambito sportivo, dove il sonno viene considerato una variabile della prestazione. Atleti di alto livello pianificano il riposo come parte integrante della loro preparazione per ottimizzare il recupero e la risposta sotto sforzo.

“Dormire bene consente al nostro sistema nervoso di lavorare in modo efficiente, garantendo una risposta della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca molto più controllata durante lo sforzo. Al contrario, quando il sonno è insufficiente, il nostro organismo resta in uno stato di allerta eccessiva”. 

Nello sportivo, la carenza di sonno può rendere i parametri pressori e il battito cardiaco più instabili, soprattutto durante le fasi di attività fisica intensa. In quest’ottica, la promozione di una corretta igiene del sonno assume una valenza strategica sia per la tutela della salute che per l’efficienza agonistica.

“Promuovere una corretta igiene del sonno”, conclude Pengo, “significa di fatto fare due cose in contemporanea: supportare la salute cardiovascolare da un lato e migliorare la prestazione atletica, ridurre i tempi di recupero e a volte ridurre anche il rischio di infortuni”.

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Camilla De Fazio

08 Aprile 2026

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