È in arrivo una nuova stagione influenzale: cosa fare?

È in arrivo una nuova stagione influenzale: cosa fare?

È in arrivo una nuova stagione influenzale: cosa fare?
Anche nel nostro emisfero tutto fa pensare che la stagione influenzale sarà più intensa e precoce. Il richiamo alla vaccinazione è dunque più che mai urgente, soprattutto alla luce dei deludenti risultati dello scorso anno

Il comportamento dei virus influenzali, nelle ultime stagioni, è stato fortemente influenzato dalle misure di contenimento applicate per la pandemia di COVID19. Le cosiddette misure non farmacologiche come il distanziamento fisico, l’igiene delle mani, l’uso delle mascherine hanno infatti avuto un forte impatto riducendo la circolazione dei virus respiratori.

Nelle stagioni 2020-21 e 2021-22, in tutto il mondo, i picchi influenzali sono stati molto modesti se non del tutto assenti. L’ultima stagione influenzale a livello globale, quella dell’estate 2022 nell’emisfero australe, invece ha mostrato caratteristiche preoccupanti. Oltre ad essere registrato, come atteso, un aumento della circolazione virale, infatti, è stato segnalato un anticipo del picco stagionale di diverse settimane.

Anche nel nostro emisfero, pertanto, tutto fa pensare che la prossima stagione sarà più intensa e precoce. Il richiamo alla vaccinazione influenzale è dunque più che mai urgente, soprattutto alla luce dei deludenti risultati dello scorso anno.

Proprio il settore dei vaccini contro l’influenza ha segnato negli ultimi mesi delle novità importanti. La disponibilità di nuovi vaccini più moderni e tecnologicamente avanzati ha indotto le agenzie internazionali di sanità pubblica ad esprimersi sul tema della appropriatezza d’uso di questi prodotti. Parliamo dei cosiddetti vaccini “potenziati”, vaccini cioè che utilizzando strategie differenti dovrebbero offrire una migliore protezione nei confronti della malattia per soggetti più fragili. Rientrano in questa categoria il vaccino adiuvato, il vaccino ad alto dosaggio ed i vaccini prodotti senza l’utilizzo di uova cioè coltivati su linee cellulari ed il vaccino ricombinante. Quest’ultimo non è ancora disponibile sul mercato italiano.

L’ACIP (Advisory Committee on Immunization Practices) – l’autorevole comitato di esperti americano per le raccomandazioni vaccinali – ha pubblicato il 26 agosto scorso le nuove indicazioni per la campagna vaccinale 2022-23 introducendo un’importante novità[1]. L’ente americano ha per la prima vota dato una chiara indicazione all’uso di uno qualunque dei vaccini “potenziati” in tutti i soggetti con più di 64 anni.

Tale raccomandazione rappresenta un’importante indicazione internazionale perché, per la prima volta, dopo una accurata analisi delle evidenze disponibili raccolte nel corso dei tanti anni in cui questi vaccini sono stati utilizzati in maniera empirica su vasta scala, si riconosce a questa categoria di prodotti un chiaro valore aggiunto in termini di efficacia, a fronte di un profilo di sicurezza e tollerabilità sostanzialmente sovrapponibile ai prodotti tradizionali.

Le raccomandazioni dell’ACIP seguono un altro lavoro, condotto dall’ECDC (Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie), che riportava i risultati di una revisione sistematica della letteratura su efficacia e sicurezza di questa categoria di vaccini[2]. Il lavoro dell’ECDC era stato condotto utilizzando la metodica GRADE[3], un sistema di regole molto stringenti che valuta la qualità delle evidenze scientifiche usate per esprimere raccomandazioni.

Nonostante la metodologia differente, anche la valutazione dell’ECDC riconosce un netto valore aggiunto per i vaccini “potenziati”. L’uso della stringente metodologia GRADE, che valorizza gli studi sperimentali a danno degli studi osservazionali, riconosce la presenza di più evidenze a favore dell’alto dosaggio rispetto all’adiuvato, pur confermando per quest’ultimo valori di efficacia sul campo elevati nel gruppo di età degli anziani.

A prescindere dal dibattito metodologico, dunque, per la prossima stagione influenzale abbiamo chiare indicazioni ad utilizzare vaccini potenziati per le categorie più fragili di cittadini. È ora dovere degli amministratori non ignorare tali indicazioni date dalla scienza.

Pierluigi Lopalco
Ordinario di Igiene, Università del Salento

Note:
[1] https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/71/rr/pdfs/rr7101a1-H.pdf
[2] https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/seasonal-influenza-vaccines-systematic-review-efficacy.pdf
[3] https://www.gradeworkinggroup.org

Pierluigi Lopalco

10 Novembre 2022

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