In difesa delle IQOS e delle eCig

In difesa delle IQOS e delle eCig

In difesa delle IQOS e delle eCig
Lo studio australiano pubblicato su ERJ, che ha messo in dubbio la safety delle alternative elettroniche, arrivando anzi a metterle sullo stesso piano delle sigarette tradizionali per quanto riguarda i danni alle vie respiratorie, ha scatenato non poche reazioni. Tra il pubblico, ma anche tra gli addetti ai lavori. Dopo aver pubblicato ieri risultati dello studio di Sukhwinder Singh Sohal  e colleghi, diamo spazio oggi alle  reazioni pubblicate su Science Media Centre (un ufficio stampa inglese indipendente) in risposta a questa ricerca

Ed Stephens della Università di St Andrews fa notare che sebbene le eCig non siano innocue, a differenza di quanto conclude il gruppo australiano, la maggior parte degli studi pubblicati finora dimostrerebbe che lo svapo è significativamente meno rischioso rispetto al fumo di sigaretta.
 
Secondo Stephens, i risultati ottenuti da Sohal, potrebbero essere dovuti al fatto che lo svapo generato per gli esperimenti su cellule isolate era ricco di composti carbonili tossici,che si producono quando il device funziona ad alta potenza e con poco liquido nel coil di riscaldamento (fenomeno indicato col nome di ‘dry puff’). Un utilizzatore di eCig secondo Stephens non fumerebbe mai un dry puff in quanto estremamente sgradevole, visti gli elevati livelli di formaldedide contenuti e si affretterebbe dunque a resettare il device. Secondo Stephens, la ricerca pubblicata non consente di valutare se il vapore al quale sono state esposte le cellule contenesse i prodotti tossici dei dry puff e invita ad una sospensione del giudizio rispetto ai risultati di questa ricerca fintanto che questo dato non venga appurato.
 
Secondo il dottor Lion Shahab, Senior Lecturer in Epidemiologia e Salute Pubblica all’UCL (Londra), lo studio australiano presenta una serie di punti deboli per quanto riguarda analisi ed interpretazione dei risultati. “Questa tipologia di studi – afferma Shahab – è problematica perché le cellule isolate sono molto diverse dalle cellule di un organismo vivente. Non è dunque scontato che questi risultati possano essere replicati sugli animali da esperimento”.
 
Esporre le cellule al fumo o al vapore per tre giorni di seguito (come è stato fatto nello studio australiano) non riflette l’utilizzo real life e lo stesso dicasi per le concentrazioni di fumo utilizzate nello studio.
 
Secondo Shahab, è anche difficile estrapolare la possibile comparsa di una malattia disponendo solo delle alterazioni che si verificano a livello cellulare. Insomma, secondo Shahab, dire che IQOS ed eCig siano dannose tanto quanto le sigarette, sulla base dei risultati prodotti da questo studio, è fuorviante. Questo studio insomma confermerebbe solo i danni che si producono nel funzionamento delle cellule isolate dopo esposizione al vapore o al fumo di sigaretta. Da qui, a dire che eCig e IQOS possono causare delle malattie ce ne corre. Per affermarlo con certezza sarà necessario replicare il dato su studi animali e monitorare, in condizioni realistiche d’uso, gli effetti sulla salute degli utilizzatori di questi device.

20 Febbraio 2019

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