Incontinenza. Per la distribuzione dei presidi ad assorbenza puntare su logica ‘Voucher’. Lo studio

Incontinenza. Per la distribuzione dei presidi ad assorbenza puntare su logica ‘Voucher’. Lo studio

Incontinenza. Per la distribuzione dei presidi ad assorbenza puntare su logica ‘Voucher’. Lo studio
Da un lavoro condotto dal Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanità e nel Sociale e dal Centro di Ricerca sulla Logistica dell’Università Cattaneo si propone un modello che prevede che a ogni utente venga assegnato un certo profilo a cui corrisponde uno specifico livello di incontinenza. Ad ogni profilo corrisponde poi una certa cifra economica con la quale l’utente può ritirare il numero e i tipi di presidi.

In Regione Lombardia dal 2011 al 2014 vi è stata una riduzione dei costi relativi ai processi di distribuzione dei presidi ad assorbenza per l’incontinenza di circa il 6% a fronte di un aumento dell’utenza del 13%, ma non si è in grado di identificare un modello distributivo più performante di un altro solamente da un punto di vista economico. Questo è il quadro che emerge da uno studio condotto dal CREMS (Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanità e nel Sociale) e il C-Log (Centro di Ricerca sulla Logistica) dell’Università Cattaneo – LIUC di Castellanza, presentato a Dicembre in occasione di un workshop di diffusione dei risultati organizzato in Università e ad Aprile in occasione della 6° edizione del “Global forum of incontinence” di Berlino.
 
Lo studio ha coinvolto 11 ASL (oggi, con l’introduzione della Legge Regionale 11 agosto 2015 n. 23, è avvenuta una riorganizzazione del sistema sociosanitario lombardo, con la soppressione delle ASL e delle Aziende ospedaliere e la costituzione delle Agenzie di Tutela della Salute (ATS) e delle Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST)) Lombarde, le quali rappresentano circa il 76% della popolazione lombarda.
Obiettivo dello studio è stato quello di valutare i modelli distributivi in atto per i presidi ad assorbenza per l’incontinenza in termini di performance quantitative e qualitative sulla base della misurazione di appositi Key Performance Indicator all’interno delle realtà territoriali coinvolte.
 
I modelli distributivi sotto indagine sono stati: distribuzione tramite farmacie e distribuzione domiciliare. Nella distribuzione tramite farmacie, l’utente si reca presso le farmacie territoriali chesi occupano dell’erogazione; nella distribuzione domiciliare un vettore logistico consegna i prodotti a casa dell’utente stesso. Nella realtà esistono anche dei modelli “ibridi”: ad esempio il farmacista, d’accordo con l’utente, può portare i presidi presso il domicilio del paziente.
 
Regione Lombardia, nel corso 2012, ha introdotto la gara regionale ARCA per l’approvvigionamento e la distribuzione dei presidi ad assorbenza per l’incontinenza in cui viene contemplato il solo modello distributivo domiciliare, a cui le ASL si sono adeguate in tempistiche diverse: prima di questo evento ogni ASL poteva scegliere il modello distributivo che più riteneva opportuno.
I risultati dello studio rivelano che il modello tramite farmacie, valutato secondo l’indicatore di costo per singolo utente, è quello più economico (0,53 euro a utente a giornata in media nel 2014 vs 0,60 euro/utente a giornata della distribuzione domiciliare), in virtù del fatto che, mediamente, si erogano meno presidi con il ritiro in farmacie rispetto alla consegna a domicilio (2 presidi a utente a giornata in media nel 2014 vs 2,33 presidi a utente a giornata della distribuzione domiciliare). Tale differenza può trovare una spiegazione anche nel fatto che si contrappongono diverse logiche: una logica di approvvigionamento di tipo pull (modello tramite farmacie), ove è l’utente che ritira il quantitativo necessario, a una logica di tipo push, ove il vettore logistico consegna all’utente una predeterminata quantità (modello domiciliare).
Se, però, si analizza un altro indicatore economico ovvero quello del costo a presidio, si può notare come ci sia una parità tra i due modelli (0,26 euro a presidio in media nel 2014).
 
Le performance qualitative hanno messo in evidenza le best practice adottate dalle singole realtà territoriali quali, ad esempio, l’informatizzazione del processo di prescrizione, autorizzazione ed erogazione dei presidi che permette di semplificare l’accesso al servizio da parte dell’utente oppure l’istituzione di un ambulatorio infermieristico dedicato per la prescrizione e l’assegnazione dei prodotti oppure ancora l’adozione di un metodo strutturato (basato su intervista dell’utente da parte di operatori sanitari) di assegnazione del mix dei prodotti in relazione al grado di incontinenza dell’utente.
 
Pertanto a fronte del fatto che i modelli distributivi hanno prestazioni simili da un punto di vista economico, i ricercatori hanno provato ad abbozzare un possibile modello alternativo per i presidi ad assorbenza per l’incontinenza, basato sulla logica “voucher”. Tale modello, infatti, prevede che a ogni utente venga assegnato un certo profilo a cui corrisponde uno specifico livello di incontinenza (lieve, media o grave), definito grazie a una valutazione clinica-infermieristica. Ad ogni profilo corrisponde una certa cifra economica, fissata a livello Regionale, con la quale l’utente può ritirare il numero e i tipi di presidi ad assorbenza per l’incontinenza che preferisce in un luogo a sua scelta tra farmacia, parafarmacia, Grande Distribuzione Organizzata e a domicilio.
 
I responsabili dei Servizi Farmaceutici e Protesici coinvolti nello studio hanno dichiarato che tale modello alternativo potrebbe essere più efficiente da un punto di vista economico-logistico e più rispondente alle necessità degli utenti rispetto sia al modello domiciliare e sia al modello tramite farmacia.
 
Infatti i principali vantaggi relativi all’adozione di un modello simile potrebbero essere riscontrati in un minore impegno di risorse ASL da un punto di vista amministrativo-burocratico e di gestione dei reclami, garantito da una maggiore libertà di scelta del tipo di presidio e del luogo di ritiro, nonché in una razionalizzazione logistica con la riduzione dell’impatto ambientale e in una maggiore spinta all’innovazione, poiché tutti i produttori sarebbero in competizione fra loro alla ricerca di prodotti che possano incontrare sempre più le esigenze dell’utente (diversamente dallo scenario della gara regionale in cui viene affidata la produzione ad una sola azienda aggiudicataria).
 
 
CREMS (Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanità e nel Sociale)

Crems (Centro Ricerca Economia e Management in Sanita' e nel Sociale)

30 Giugno 2016

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