Infarto: donne pronte a chiamare l’ambulanza per il marito. Ma non per se stesse

Infarto: donne pronte a chiamare l’ambulanza per il marito. Ma non per se stesse

Infarto: donne pronte a chiamare l’ambulanza per il marito. Ma non per se stesse
Le donne sono le vestali del cuore del marito, recitava uno slogan vintage degli anni ’50 riferito alle mogli americane. Peccato però che l’infarto non faccia distinzione di genere, essendo il big killer sia degli uomini che delle donne. L’infarto visto come malattia ‘dei maschi’ è un pregiudizio però duro a morire. Come rivelano due studi polacchi presentati al congresso Acute Cardiovascular Care.

E’ una storia vecchia, almeno quanto la ‘scoperta’ dell’infarto. Il pregiudizio che la cardiopatia ischemica colpisca solo gli uomini è ancora vivo e vegeto anche nel terzo millennio. E a ricordarcelo sono due studi presentati al congresso Acute Cardiovascular Care, in corso a Malaga (Spagna).
 
Le donne sono pronte a chiamare l’ambulanza se il marito o il fratello presenta sintomi di infarto. Peccato però che non facciano lo stesso per se stesse. E’ insomma arrivato il momento che le donne pensino a prendersi cura anche del proprio cuore. E a lanciare il messaggio sono due studi basati sul Registro Polacco delle Sindromi Coronariche Acute (PL-ACS).
 
Queste ricerche hanno preso in considerazione 7.582 pazienti con infarto miocardico STEMI, la forma più grave di sindrome coronarica acuta, per la quale le linee guida consigliano di ricorrere all’angioplastica entro 90 minuti dalla diagnosi. Tra i pazienti considerati nello studio solo il 45% è stato trattato in tempo utile e per lo più si trattava di pazienti di sesso maschile. Un ECG è stato effettuato in ambulanza e trasmesso al centro di riferimento nel 40% dei casi.
 
“Una delle ragioni per cui le donne hanno minori probabilità di essere trattate nella finestra temporale utile – spiega MariuszGąsior, primo autore dello studio – è che ci mettono di più a chiamare l’ambulanza quando avvertono i sintomi e questo vale soprattutto per le donne più giovani. Le giovani hanno anche meno chance di essere sottoposte all’ECG durante il trasporto in ambulanza, una procedura questa decisamente raccomandabile per accelerare la diagnosi e quindi i tempi di trattamento”.
E’ necessario fare maggiori sforzi per migliorare la logistica pre-ospedaliera nelle pazienti più giovani colpite da infarto. C’è bisogno di fare awareness tra lo staff medico e tra il pubblico perché bisogna sapere che anche una donna giovane può essere colpita da un infarto. Le donne tendono a presentare più di frequente segni e sintomi atipici, che possono contribuire a ritardare la chiamata dell’ambulanza”.
 
Se il dolore al torace e al braccio sinistro sono un po’ l’icona dell’infarto infatti, nelle donne questa patologia si può spesso presentare con un dolore al dorso, alla spalla, allo stomaco, al collo. L’appello a tutte le donne è dunque quello di chiamare l’ambulanza in caso di un dolore improvviso in queste sedi, che duri più di 15 minuti.
I risultati di questi studi, che arrivano alla vigilia della Giornata della Donna (8 marzo), ben si inscrivono nel tema della campagna dell’International Women’s Day di quest’anno, #BalanceforBetter, un vero e proprio appello a ripristinare un po’ d’equilibrio tra i generi in tutto il mondo. In questo le malattie cardiovascolari sono molto politically correct essendo la principale causa di morte non solo tra gli uomini ma anche tra le donne.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

04 Marzo 2019

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