Insonnia. I “fusi del sonno” predicono la risposta alla terapia cognitivo-comportamentale

Insonnia. I “fusi del sonno” predicono la risposta alla terapia cognitivo-comportamentale

Insonnia. I “fusi del sonno” predicono la risposta alla terapia cognitivo-comportamentale
La profondità dei meccanismi cerebrali che regolano il sonno possono contribuire o meno al successo della terapia cognitiva-comportamentale utilizzata per trattare l’insonnia. A dirlo uno studio canadese pubblicato dal Sleep Medicine

(Reuters Health) – Le persone con maggiore profondità dei fusi del sonno – treni di scariche elettriche che si verificano nelle fasi avanzate del sonno – rispondon meglio alla terapia cognitiva-comportamentale (CBT) utilizzata per l’insonnia, rispetto alle persone che hanno una minore attività cerebrale in tal senso.

“La terapia cognitiva-comportamentale è il trattamento di prima linea dell’insonnia, tuttavia circa il 40% dei pazienti non migliora con questo approccio”, sottolinea Thien Thanh Dang-Vu , dell’Università Concordia di Montreal, principale autore dello studio che ha fatto emergere questa evidenza.

Dang-Vu e colleghi hanno esaminato le varie oscillazioni che si vericano durante la fase 2 e la fase 3 in risposta alla CBT. Le attività regolatorie del sonno sono state associate a miglioramenti notturni nella memoria e nella capacità intellettiva e svolgono un’azione di filtro degli stimoli uditivi durante il sonno. “Questa attività regolatoria agirebbe con un meccanismo di gating per proteggere il cervello che dorme – sottolineano i ricercatori – Inoltre, la profondità del meccanismo sembrerebbe essere una caratteristica individuale stabile”. Allo studio hanno partecipato 24 persone con insonnia cronica che sono state sottoposte a una serie di misure della qualità del sonno prima e dopo avere completato un programma di CBT di sei moduli. I moduli riguardavqno l’igiene del sonno, la psicoeducazione, i ritmi circadiani, il controllo degli stimoli e il rilassamento. Ogni seduta settimanale ha avuto una durata di 90 minuti.

Sulla base dei risultati ottenuti con il Pittsburgh Sleep Quality Index durante i 12 mesi di follow up, una minore profondità dei meccanismi regolatori prima della terapia cognitiva-comportamentale è stata associata a un più scarso miglioramento dell’insonnia post CBT e a una ridotta qualità del sonno. Qualora i risultati venissero confermati, i medici potrebbero misurare la profondità dei meccanismi regolatori del sonno di un paziente per prevedere se risponderà alla CBT. I farmaci che aumentano la profondità di tali circuiti nervosi del sonno potrebbero contribuire ad aumentare la risposta alla CBT. Sno comunque necessari ulteriori studi, su campioni più numerosi.

Fonte: Sleep Medicine

Anne Hardin

(Versione Quotidiano Sanità/Popular Science)

Anne Hardin

29 Settembre 2017

© Riproduzione riservata

Dipendenza da oppioidi e prevenzione delle overdose. L’Oms verso l’aggiornamento delle linee guida
Dipendenza da oppioidi e prevenzione delle overdose. L’Oms verso l’aggiornamento delle linee guida

La dipendenza da oppioidi rimane una delle principali cause di morbilità e mortalità a livello globale. Si stima che nel 2023 circa 316 milioni di persone in tutto il mondo...

Sacche di plasma inutilizzabili nelle Marche. Cns: “Saranno usate dall’Iss per i test sulla sicurezza delle trasfusioni”
Sacche di plasma inutilizzabili nelle Marche. Cns: “Saranno usate dall’Iss per i test sulla sicurezza delle trasfusioni”

Le sacche di plasma non più utilizzabili per problemi di conservazione dell’Officina trasfusionale dell'ospedale Torrette di Ancona saranno inviate al Centro nazionale per il controllo e la valutazione dei farmaci...

Biotecnologie. Accordo triennale Italia–Stati Uniti: Biotecnopolo di Siena al lavoro su linee guida e progetti strategici
Biotecnologie. Accordo triennale Italia–Stati Uniti: Biotecnopolo di Siena al lavoro su linee guida e progetti strategici

La Fondazione Biotecnopolo di Siena ha partecipato ai lavori della Commissione Mista Italia–Stati Uniti per la cooperazione scientifica. Al centro, le biotecnologie.   È stato firmato un accordo triennale che...

Farmaceutica. La Casa Bianca pronta a colpire le aziende farmaceutiche che non investono sul suolo statunitense con dazi del 100%
Farmaceutica. La Casa Bianca pronta a colpire le aziende farmaceutiche che non investono sul suolo statunitense con dazi del 100%

La strategia commerciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump si prepara nuovamente a colpire il settore farmaceutico. Secondo quanto riferito dal Financial Times, l’amministrazione americana sarebbe pronta ad annunciare già...