Insonnia: il supporto farmacista per un riposo di qualità

Insonnia: il supporto farmacista per un riposo di qualità

Insonnia: il supporto farmacista per un riposo di qualità

L’insonnia rappresenta ancora oggi una sfida silenziosa e complessa per la salute pubblica. Secondo Paolo Levantino, Segretario Nazionale Fenagifar (Federazione Nazionale Associazioni Giovani Farmacisti), si tratta di un “disturbo ampiamente sottodiagnosticato, anche perché spesso viene percepito dal paziente come una conseguenza inevitabile dello stress o dei ritmi della vita moderna”.

L’insonnia rappresenta ancora oggi una sfida silenziosa e complessa per la salute pubblica. Secondo Paolo Levantino, Segretario Nazionale Fenagifar (Federazione Nazionale Associazioni Giovani Farmacisti), si tratta di un “disturbo ampiamente sottodiagnosticato, anche perché spesso viene percepito dal paziente come una conseguenza inevitabile dello stress o dei ritmi della vita moderna”. In farmacia, il disagio emerge raramente in modo diretto; più frequentemente si manifesta attraverso segnali aspecifici ma ricorrenti, come la stanchezza persistente, l’irritabilità o la richiesta ripetuta di prodotti per ricaricarsi. Per questo motivo, il farmacista deve saper interpretare questi messaggi e adottare una strategia basata su domande aperte e non giudicanti, esplorando la qualità del riposo e il suo impatto sulla vita quotidiana invece di chiedere semplicemente se il paziente soffra di insonnia.

Un passaggio fondamentale della consulenza riguarda la distinzione tra le forme transitorie, legate a eventi stressanti e della durata massima di tre settimane, e le condizioni persistenti. Queste ultime, superata la soglia delle tre settimane, rappresentano per Levantino una vera e propria “red flag, ovvero una condizione di allarme che ci permette di indirizzare il paziente al medico o allo specialista”. Una
volta individuata la difficoltà, il supporto professionale deve basarsi su “un approccio graduale che aiuti a comprendere come le abitudini quotidiane influenzino profondamente il riposo: l’evidenza scientifica dimostra che, soprattutto nelle fasi iniziali dell’insonnia, interventi mirati sullo stile di vita e sui comportamenti possono essere sufficienti a migliorare in modo significativo il riposo notturno, riducendo il rischio di cronicizzazione del disturbo”.

Linee guida per una corretta igiene del sonno
L’educazione alla corretta igiene del sonno passa per la regolarità degli orari e la limitazione dell’esposizione serale alla luce blu dei dispositivi elettronici, capace di alterare il ciclo sonno-veglia. “Molti pazienti sottovalutano l’importanza della regolarità degli orari di addormentamento”, commenta Levantino. Un aspetto spesso frainteso riguarda l’attività fisica: sebbene gli esercizi ad alta
intensità svolti a ridosso del riposo possano ostacolare l’addormentamento aumentando la temperatura corporea, Levantino chiarisce che “esercizi leggeri o moderati come camminare, lo stretching e lo yoga favoriscono la riduzione dello stress e facilitano un sonno più profondo e ristoratore”. Il ruolo del farmacista è dunque quello di aiutare il paziente a programmare l’attività fisica in modo consapevole, trasformandola in una risorsa preziosa.


Integratori e fitoterapici
Infine, il percorso di accompagnamento prevede il coinvolgimento attivo della persona attraverso strumenti come il diario del sonno, utile per monitorare i progressi e aumentare l’aderenza ai cambiamenti proposti. Questo supporto si completa con un counseling mirato su integratori e prodotti fitoterapici che, come sottolineato dall’evidenza scientifica, se calati nelle specifiche condizioni e comorbidità del paziente, offrono un ottimo supporto. “In questo modo”, conclude Levantino, “noi
farmacisti contribuiamo a un percorso che non si limita a rispondere a un singolo sintomo, ma accompagna le persone verso uno stile di vita più favorevole al sonno, promuovendo un benessere notturno più stabile e duraturo”.

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Camilla De Fazio

13 Marzo 2026

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