Intelligenza artificiale. Da Ocse documento per azione collettiva uso responsabile in sanità: “Può ridurre oneri amministrativi fino al 30%”

Intelligenza artificiale. Da Ocse documento per azione collettiva uso responsabile in sanità: “Può ridurre oneri amministrativi fino al 30%”

Intelligenza artificiale. Da Ocse documento per azione collettiva uso responsabile in sanità: “Può ridurre oneri amministrativi fino al 30%”
Un'altra area è quella in cui potrà essere utilizzata in modo positivo l'intelligenza artificiale è per avere una “seconda opinione” nella revisione delle immagini e per accelerare la scoperta di farmaci per affrontare la resistenza antimicrobica

L’intelligenza artificiale avrà un impatto profondo sui sistemi sanitari, trasformando l’assistenza sanitaria, la sanità pubblica e la ricerca. Se utilizzato in maniera responsabile, questo strumento può accelerare gli sforzi affinché i sistemi sanitari siano più resilienti, sostenibili, equi e incentrati sulla persona. E’ quanto si sottolinea in un nuovo documento Ocse che fornisce una panoramica del contesto e dello stato attuale dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario, prospettive su opportunità, rischi e ostacoli al successo.

Sebbene l’IA presenti rischi significativi, questi possono essere gestiti in modo efficace con linee guida e azioni chiare verso quella che è conosciuta come “AI responsabile”, che è affidabile, etica e minimizza i rischi nel rispetto dei diritti umani e dei valori democratici. La sanità è ben posizionata per adottare l’intelligenza artificiale grazie alla sua esperienza con la valutazione gestionale ed economica del rapporto costo-efficacia (ad esempio valutazioni delle tecnologie sanitarie) e monitoraggio dei risultati, della sicurezza e della qualità (ad esempio sorveglianza dei farmaci post-commercializzazione). I rischi ben noti legati all’intelligenza artificiale includono pregiudizi, rischi per la privacy e la sicurezza, discriminazione, mancanza di trasparenza, mancanza di supervisione, spostamento del lavoro e spersonalizzazione, nonché applicazione errata di fattori dipendenti dal contesto. Ci sono casi in cui il rischio dell’IA è basso e il beneficio sarà elevato, il che rappresenta un potenziale aree di interesse iniziale. Una di queste aree è l’automazione dei compiti per consentire agli operatori sanitari di avere più tempo per l’assistenza sanitaria e che secondo le stime ridurrà gli oneri amministrativi del 10-30%.

Un’altra area è quella in cui viene utilizzata l’intelligenza artificiale per una “seconda opinione” nella revisione delle immagini. In uno studio recente, un’intelligenza artificiale che in collaborazione con un radiologo osserva le immagini del cancro al seno ha prodotto risultati eccezionali individuando casi positivi che altrimenti sarebbero potuti sfuggire. L’intelligenza artificiale può anche accelerare la scoperta di farmaci per affrontare la resistenza antimicrobica.

Il nuovo documento propone diverse aree da esplorare affinché i decisori politici possano promuovere il futuro dell’intelligenza artificiale responsabile nella sanità, che sia adattabile ai cambiamenti, rispetti gli individui, sostenga l’equità e raggiunga migliori risultati sanitari per tutti. Le aree da esplorare riguardano la fiducia, lo sviluppo delle capacità, la valutazione e la collaborazione. Ciò riconosce che le forze primarie necessarie per sbloccare il valore dell’intelligenza artificiale sono basate sulle persone e non tecniche. L’Ocse – si legge nel report – è pronta a sostenere gli sforzi per l’apprendimento cooperativo e l’azione collettiva per promuovere l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale nel settore sanitario.

19 Gennaio 2024

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