Leucemia mieloide acuta. Ok della Commissione Europea per azacitidina come terapia orale di mantenimento nei pazienti adulti

Leucemia mieloide acuta. Ok della Commissione Europea per azacitidina come terapia orale di mantenimento nei pazienti adulti

Leucemia mieloide acuta. Ok della Commissione Europea per azacitidina come terapia orale di mantenimento nei pazienti adulti
Azacitidina è la prima ed unica terapia di mantenimento orale con una sola somministrazione giornaliera approvata dall’Unione Europea (EU) per i pazienti con una vasta gamma di sottotipi di leucemia mieloide acuta (AML). Nello studio registrativo QUAZAR AML-001, azacitidina orale ha aumentato in modo significativo la sopravvivenza globale e la sopravvivenza libera da recidiva nei pazienti con leucemia mieloide acuta (AML).

Bristol Myers Squibb annuncia che la Commissione Europea (EC) ha rilasciato l’autorizzazione all’immissione in commercio per azacitidina in compresse come terapia di mantenimento nei pazienti adulti con leucemia mieloide acuta (AML) che hanno raggiunto la remissione completa (CR) o in remissione completa con recupero parziale dell'emocromo (CRi), dopo terapia di induzione, con o senza trattamento di consolidamento, e non candidabili al trapianto di cellule ematopoietiche staminali (HSCT), compresi quelli che hanno scelto di non procedervi. Azacitidina è la prima ed unica terapia orale di mantenimento che ha dimostrato una sopravvivenza globale significativa e ha mostrato un beneficio di sopravvivenza libera da recidiva nei pazienti con una vasta gamma di sottotipi di leucemia mieloide acuta.

L’approvazione dell’autorizzazione all’immissione in commercio di tipo centralizzata consente l’utilizzo di azacitidina in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Azacitidina in formulazione orale è approvata negli Stati Uniti per il trattamento continuativo nei pazienti adulti con leucemia mieloide acuta in prima remissione o in remissione completa con recupero incompleto dell’emocromo, dopo chemioterapia di induzione intensiva e che non sono in grado di completare il trattamento terapeutico intensivo. In Canada, azacitidina in formulazione orale è approvata come terapia di mantenimento nei pazienti adulti con leucemia mieloide acuta in remissione completa oppure in remissione completa con recupero incompleto dell’emocromo, dopo terapia di induzione con o senza trattamento di consolidamento, e non eleggibili per il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (HSCT).

“Nell’Unione Europea c’è un bisogno clinico non soddisfatto rispetto alle opzioni terapeutiche di mantenimento della leucemia mieloide acuta poiché le risposte alla terapia di induzione possono essere di breve durata e il rischio di recidiva è alto, specialmente per i pazienti non eleggibili al trapianto di cellule staminali,” afferma Andrew Wei, MBBS, Ph.D., sperimentatore principale dello studio QUAZAR AML-001, Alfred Hospital and Monash University, Melbourne, Australia. “L’approvazione di azacitidina orale da parte della Commissione Europea offre la possibilità di apportare un beneficio clinico e di cambiare il paradigma terapeutico dei pazienti con leucemia mieloide acuta, in una gamma di sottotipi.”

L’approvazione della Commissione Europea di azacitidina orale si basa sui risultati dello studio internazionale di Fase 3 QUAZAR® AML-001, randomizzato, in doppio cieco. I pazienti eleggibili avevano un’età pari o superiore a 55 anni, con diagnosi recente di leucemia mieloide acuta, citogenetica a prognosi intermedia o sfavorevole, in prima remissione completa o in remissione completa con recupero incompleto dell’emocromo, dopo chemioterapia di induzione intensiva con o senza trattamento di consolidamento (secondo la preferenza dello sperimentatore prima dell’arruolamento nello studio), e non candidati al trapianto di cellule staminali ematopoietiche al momento dello screening.

“L’approvazione di azacitidina orale rappresenta un progresso significativo per i pazienti dell’Unione Europea affetti da leucemia mieloide acuta, con un’urgente necessità di terapie di mantenimento per questo tumore aggressivo del sangue,” dichiara Noah Berkowitz, M.D., Ph.D., vicepresidente senior, Hematology Development, Bristol Myers Squibb. “Siamo impegnati nel contribuire a migliorare i risultati a lungo termine e a prolungare notevolmente la sopravvivenza dei pazienti con malattie difficili da trattare, collaborando con gli Stati membri dell’Unione Europea per rendere azacitidina orale disponibile il più presto possibile per i pazienti eleggibili.”
 
L’autorizzazione all’immissione in commercio di tipo centralizzata non comprende l’approvazione in Gran Bretagna (Inghilterra, Scozia e Galles).
 
Lo studio QUAZAR AML-001
QUAZAR AML-001 è uno studio internazionale di Fase 3, randomizzato, in doppio cieco. I pazienti eleggibili avevano un’età pari o superiore a 55 anni, con diagnosi recente di leucemia mieloide acuta, citogenetica a prognosi intermedia o sfavorevole, in prima remissione completa o in remissione completa con recupero incompleto dell’emocromo, dopo chemioterapia di induzione intensiva con o senza trattamento di consolidamento (secondo la preferenza dello sperimentatore prima dell’arruolamento nello studio) entro 4 mesi (+/- 7 giorni) prima della randomizzazione, e non candidati al trapianto di cellule staminali ematopoietiche (HSCT) al momento dello screening. Lo studio ha arruolato 472 pazienti, randomizzati in rapporto 1:1 a ricevere azacitidina per via orale al dosaggio di 300 mg (N=238) o placebo (N=234), una volta al giorno per 14 giorni di un ciclo di 28 giorni, oltre alla terapia di supporto migliore, e i risultati sono stati pubblicati nel New England Journal of Medicine a dicembre 2020.

La sopravvivenza globale (OS) mediana, endpoint primario, dal momento della randomizzazione, era superiore ai due anni (24,7 mesi; 95% CI: 18,7 – 30,5) nel braccio con azacitidina rispetto a 14,8 mesi in quello con placebo (HR: 0,69; 95% CI: 0,55 – 0,86; p=0,0009). La durata media del trattamento era di 12 cicli (1 – 82) per azacitidina e 6 cicli con placebo (1 – 76). La sopravvivenza libera da recidiva mediana risultava significativamente più lunga con azacitidina rispetto a placebo (10,2 mesi e 4,8 mesi, rispettivamente; p<0,001). La qualità di vita globale relativa alla salute è stata preservata durante il trattamento con azacitidina.

Gli eventi avversi più comuni in entrambi i bracci di trattamento erano gastrointestinali di Grado 1 o 2. Gli eventi avversi comuni di Grado 3 o 4 erano neutropenia (41% dei pazienti trattati con azacitidina e 24% dei pazienti con placebo) e trombocitopenia (22% e 21%, rispettivamente).
 
I risultati individuali associati alle Autorità regolatorie possono differire dalla pubblicazione.

24 Giugno 2021

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