Lombardia. Fondazione regionale ricerca biomedica. Proclamati i vincitori: assegnati 15 milioni a 4 progetti

Lombardia. Fondazione regionale ricerca biomedica. Proclamati i vincitori: assegnati 15 milioni a 4 progetti

Lombardia. Fondazione regionale ricerca biomedica. Proclamati i vincitori: assegnati 15 milioni a 4 progetti
Erano pervenute 45 domande, per una richiesta totale di circa 180 milioni di euro, che sono state valutate mediante un processo di peer review, un metodo di valutazione internazionale che in due fasi, una da remoto e una in Consensus Meeting, ha garantito per i progetti finanziati l’eccellenza scientifica e l’impatto sulla salute dei cittadini. Tale processo ha coinvolto 30 tra i massimi esperti mondiali delle materie oggetto dei progetti.

La prevenzione dell’infezione da citomegalovirus in donne in gravidanza, nuovi marcatori diagnostici e prognostici per studiare l’evoluzione della sclerosi laterale amiotrofica (SLA), i meccanismi alla base dell’artrite reumatoide studiati nei pazienti a livello di singola cellula grazie a una piattaforma tecnologica avanzata e all’analisi genomica e, infine, come prevedere nei pazienti i frequenti fenomeni di riocclusione dei bypass aorto-coronarici: questi gli argomenti dei quattro progetti che hanno vinto il “Bando 2015 per la valorizzazione della ricerca biomedica” pubblicato dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB) lo scorso luglio e chiusosi a fine settembre.

Nei 4 progetti ammessi al finanziamento sono coinvolti 34 istituzioni di altissimo livello che operano in Lombardia (11 IRCCS, 17 Aziende Ospedaliere, 5 tra Istituti di ricerca e Università, 1 azienda), da cui ci si aspetta risultati ad alto impatto e ricadute positive sulle terapie per i pazienti. “Dopo molti anni si rimette in moto il finanziamento pubblico alla ricerca biomedica con bandi competitivi che premiano approcci multidisciplinari e di rete”, dichiara Antonio Lanzavecchia, Presidente di FRRB che continua “Si tratta di un bando fortemente innovativo per assegnare fondi pubblici alla ricerca biomedica in Lombardia in aree tematiche considerate strategiche e prioritarie e che vede la partecipazione del mondo della ricerca, della clinica e dell’industria”.

Le 45 domande ricevute (di cui tre non hanno superato l’istruttoria formale), per una richiesta totale di circa 180 milioni di euro, sono state valutate mediante un processo di peer review, un metodo di valutazione internazionale che in due fasi, una da remoto e una in Consensus Meeting, ha garantito per i progetti finanziati l’eccellenza scientifica e l’impatto sulla salute dei cittadini. Tale processo ha coinvolto 30 tra i massimi esperti mondiali delle materie oggetto dei progetti ed è stato gestito in collaborazione con Fondazione Cariplo, nell’ambito di una partnership avviata nel luglio 2015. In virtù di tale accordo Fondazione Cariplo promuoverà a breve una misura economica volta a sostenere percorsi di crescita per giovani medici ricercatori (under 40) nell’ambito dei progetti finanziati.
 
1. Daniele Lilleri del Policlinico San Matteo di Pavia è il responsabile del progetto a cui partecipano altri 10 enti che collaborano sulla prevenzione e identificazione dei meccanismi responsabili delle infezioni nelle donne in gravidanza da parte del Citomegalovirus (CMV). Si tratta di un virus della famiglia dell’Herpesvirus che se contratto durante la gravidanza e trasmesso al feto può arrecare al bambino danni permanenti come disabilità e ritardi mentali anche gravi. Si calcola che circa lo 0,6% dei neonati siano infettati dal virus alla nascita. Il progetto studierà anche i meccanismi di infezione in donne a rischio ma non in gravidanza, il ruolo delle diverse varianti virali nell’infezione, e la fattibilità, sicurezza e costo-beneficio dei test per CMV nei pazienti trapiantati.

2. Il progetto, coordinato da Giuseppe Lauria dell’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, riguarda la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e coinvolge un network di 22 Enti lombardi con un team di esperti a livello internazionale in discipline complementari come neuroscienze, genetica, nanotecnologie e ricerca clinica. TRANS-ALS, questo il nome del Consorzio, intende studiare i meccanismi alla base della malattia e tradurli in nuovi metodi diagnostici. Tra i risultati attesi, che contribuiranno a rendere la regione Lombardia un hub strategico per la ricerca sulla SLA, database elettronico per pazienti e soggetti a rischio, linee guida per la consulenza genetica e biobanche di campioni derivati da pazienti. La SLA è una malattia genetica neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, conducendo alla paralisi della muscolatura che controlla movimento, deglutizione, fonazione e respirazione e che non ha ad oggi una terapia efficace. In Italia si contano circa 5.000 malati di SLA; l’aspettativa di vita dopo la diagnosi è in media di 3-5 anni.

3. Coordinato da Pierluigi Meroni dell’Istituto Auxologico di Milano, il progetto ricade nell’ambito della medicina personalizzata e delle malattie infiammatorie e si occuperà di analizzare le cellule di pazienti affetti da artrite reumatoide (RA) a vari stadi al fine di trovare nuovi marcatori diagnostici e nuovi bersagli farmacologici. La RA è una malattia infiammatoria cronica di origine autoimmune che provoca dolore, tumefazione e rigidità delle articolazioni ma coinvolge anche altri organi vitali (polmoni, reni, cuore, sistema nervoso, vasi sanguigni, occhi) causando disabilità e riducendo l’aspettativa di vita. Partecipano al progetto altri 4 partner tra cui Nerviano Medical Sciences, un’azienda farmaceutica con focus nella ricerca oncologica e con grande esperienza nelle piattaforme di genomica e nella biologia dei sistemi (systems biology).

4. Cristina Banfi, del Centro Cardiologico Monzino di Milano, coordina un progetto che vede la partecipazione di altri 2 partner sulla possibilità di prevedere e possibilmente evitare la riocclusione dei bypass coronarici e la comparsa di eventi cardiovascolari avversi in pazienti affetti da sindrome coronarica. Lo studio prevede l’analisi del livello ossidativo di molecole (proteine e lipidi) indicatrici dello stato infiammatorio che sussiste in seguito a interventi di bypass aorto-coronarico. Tra i metodi utilizzati anche tecnologie avanzate di spettrometria di massa e tomografia computerizzata coronarica. L’analisi verrà effettuata su campioni biologici di 330 pazienti che hanno subito bypass coronarico. La coronaropatia, o malattia coronarica, è la principale causa di morte al mondo per entrambi i sessi.
 

12 Aprile 2016

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