Malattia di Fabry: dal Cnr una nuova opzione di trattamento

Malattia di Fabry: dal Cnr una nuova opzione di trattamento

Malattia di Fabry: dal Cnr una nuova opzione di trattamento
Una nuova terapia, più agevole ed economica, è stata messa a punto da ricercatori italiani. È in grado di “riparare” l’enzima difettoso ed evitare le frequenti infusioni per via endovenosa. Ma il farmaco è ancora in fase sperimentale e non funzionerà su tutti i pazienti.

La malattia di Fabry è caratterizzata dalla mancanza o dalla scarsa attività dell'enzima alfa-galattosidasi lisosomiale. A oggi l’unica possibilità di cura è la somministrazione dell'enzima deficitario prodotto mediante biotecnologia, una terapia purtroppo ancora costosa che prevede frequenti infusioni per via endovenosa. Tuttavia, se venissero confermati i risultati di uno studio condotto da ricercatori dell’Istituto di chimica biomolecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Icb-Cnr) insieme ad alcuni colleghi degli Istituti di calcolo e reti ad alte prestazioni (Icar) e di biostrutture e bioimmagini (Ibb) del Cnr di Napoli e del Dipartimento di bioinformatica dell’Università Federico II potrebbe esserci un’alternativa: un farmaco capace di migliorare la stabilità e la maturazione dell'enzima mutato (uno “chaperone farmacologico”), che può essere assunto per via orale e potenzialmente più economico rispetto alla terapia tradizionale.Il farmaco – presentato dai ricercatori sulle pagine di Orphanet Journal of Rare Diseases – è ancora in fase di sperimentazione e non sarebbe comunque efficace in tutte le forme della malattia.
“Abbiamo cercato di selezionare le forme mutate dell’enzima che rispondono allo chaperone famacologico”, ha spiegato Mario Guarracino, ricercatore Icar-Cnr, “e con l'aiuto degli strumenti matematici è stato messo a punto un metodo per predire la rispondenza di tali mutazioni”.
Lo studio del Cnr prevede una simulazione della proteina al computer “per valutarne stabilità e grado di conservazione dell’amminoacido presente nella forma normale della proteina”, ha aggiunto Giuseppina Andreotti, ricercatrice dell’Icb-Cnr. “Sulla base di queste considerazioni, cerchiamo poi di predire se la proteina indebolita da una particolare mutazione possa essere stabilizzata da piccole molecole chimiche assunte per via orale dal paziente”.
I ricercatori, benché entusiasti per la scoperta, vanno con i piedi di piombo: “il nostro metodo è il primo ‘chaperone farmacologico’ proposto ed è relativamente accurato, ma i risultati vanno considerati solo come indicativi per aiutare i clinici a scegliere per i pazienti di Fabry la terapia più appropriata tra questa meno invasiva e la sostituzione enzimatica”, ha concluso Andreotti.
La reale incidenza della malattia di Fabry non è conosciuta. Se si considerano solo le forme che si manifestano nella prima infanzia, potrebbe essere di uno su centomila, ma se si considerano quelle che si manifestano nell'adulto, l'incidenza potrebbe essere almeno 10 volte più alta. Può manifestarsi in forme molto diverse sia per la gravità sia per gli organi che colpisce, provocando tra gli altri danni renali e cardiaci con possibili rischi di ictus o di infarto. 

27 Giugno 2011

© Riproduzione riservata

Dipendenza da oppioidi e prevenzione delle overdose. L’Oms verso l’aggiornamento delle linee guida
Dipendenza da oppioidi e prevenzione delle overdose. L’Oms verso l’aggiornamento delle linee guida

La dipendenza da oppioidi rimane una delle principali cause di morbilità e mortalità a livello globale. Si stima che nel 2023 circa 316 milioni di persone in tutto il mondo...

Sacche di plasma inutilizzabili nelle Marche. Cns: “Saranno usate dall’Iss per i test sulla sicurezza delle trasfusioni”
Sacche di plasma inutilizzabili nelle Marche. Cns: “Saranno usate dall’Iss per i test sulla sicurezza delle trasfusioni”

Le sacche di plasma non più utilizzabili per problemi di conservazione dell’Officina trasfusionale dell'ospedale Torrette di Ancona saranno inviate al Centro nazionale per il controllo e la valutazione dei farmaci...

Biotecnologie. Accordo triennale Italia–Stati Uniti: Biotecnopolo di Siena al lavoro su linee guida e progetti strategici
Biotecnologie. Accordo triennale Italia–Stati Uniti: Biotecnopolo di Siena al lavoro su linee guida e progetti strategici

La Fondazione Biotecnopolo di Siena ha partecipato ai lavori della Commissione Mista Italia–Stati Uniti per la cooperazione scientifica. Al centro, le biotecnologie.   È stato firmato un accordo triennale che...

Farmaceutica. La Casa Bianca pronta a colpire le aziende farmaceutiche che non investono sul suolo statunitense con dazi del 100%
Farmaceutica. La Casa Bianca pronta a colpire le aziende farmaceutiche che non investono sul suolo statunitense con dazi del 100%

La strategia commerciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump si prepara nuovamente a colpire il settore farmaceutico. Secondo quanto riferito dal Financial Times, l’amministrazione americana sarebbe pronta ad annunciare già...