Malattia di Gaucher. Eliglustat tartrato conferma l’efficacia

Malattia di Gaucher. Eliglustat tartrato conferma l’efficacia

Malattia di Gaucher. Eliglustat tartrato conferma l’efficacia
I dati di follow up a quattro anni sui pazienti arruolati per lo studio di fase 2 sul farmaco orale sperimentale per il trattamento della malattia di Gaucher di tipo 1, hanno confermato il mantenimento nel tempo dei miglioramenti osservati, trasversali a tutti gli obiettivi.

Il farmaco eliglustat tartrato ha dimostrato di mantenere nel tempo tutti i miglioramenti già osservati per il trattamento della malattia di Gaucher di tipo 1, la più comune tra le tipologie di condizione ereditaria di questa famiglia. Questo il risultato del follow up a quattro anni dello studio di fase 2 sul farmaco, presentati per la prima volta al Lysosomal Disease Network WORLD Symposium, che si è tenuto la scorsa settimana a San Diego, California.
 
La patologia
I pazienti affetti dalla malattia di Gaucher non possiedono quantità sufficienti di un enzima, la beta-glucosidasi acida (glucocerebrosidasi), preposto a scindere una specifica molecola di natura lipidica. Di conseguenza, le cellule sovraccariche di lipidi (denominate cellule di Gaucher) si accumulano in diverse parti dell'organismo, principalmente nella milza, nel fegato e nel midollo osseo. L'accumulo di queste unità biologiche può provocare ingrossamento di milza e fegato, anemia, sanguinamento eccessivo e facilità alle escoriazioni, malattia ossea e numerosi altri segni e sintomi. La forma più diffusa della malattia di Gaucher è proprio il tipo 1, che solitamente non colpisce il sistema nervoso centrale.
Per il trattamento della patologia è stato sviluppato il farmaco eliglustat tartrato, che nella dose di una capsula al giorno assunta per via orale, offre un’alternativa terapeutica vantaggiosa rispetto alla somministrazione per via endovenosa ai pazienti adulti. “Eliglustat tartrato rappresenta una nuova speranza per i pazienti affetti da malattia di Gaucher di tipo 1,” ha affermato Manisha Balwani, della Mount Sinai School of Medicine. “La possibilità di disporre di una terapia orale offre vantaggi pratici, un più ampio accesso alla terapia e, cosa più importante, un miglioramento della qualità di vita dei pazienti. Eliglustat tartrato rappresenta una potenziale trasformazione del paradigma di trattamento nella malattia di Gaucher.”
 
Il farmaco
Eliglustat tartrato, somministrato per via orale, inibisce parzialmente l'enzima glucosilceramide sintasi, riducendo quindi la produzione della glucosilceramide stessa, ovvero la stessa sostanza che si accumula nelle cellule e nei tessuti dei pazienti affetti da malattia di Gaucher. Il medicinale ha tre azioni, che sono appunto state testate dal trial: il miglioramento delle dimensioni della milza, quello dei livelli di emoglobina e quello del numero di piastrine. La società che produce il farmaco, Genzyme, aveva già annunciato parte dei risultati positivi del test, relativi alle prime 52 settimane di studio.
Ma nella fase di estensione della ricerca, un follow-up di oltre quattro anni, i dati hanno continuato ad indicare miglioramenti continui per i pazienti in tutti e tre gli obiettivi: i volumi di milza e fegato risultavano diminuiti in media rispetto alla baseline rispettivamente del 63% e del 28%, mentre i livelli di emoglobina e piastrine sembravano aumentare in media rispetto rispettivamente di 2.3 g/dl e del 95%. Inoltre, tutti i pazienti (100%) hanno raggiunto almeno tre dei quattro obiettivi terapeutici ematologici e viscerali stabiliti per la terapia enzimatica sostitutiva. I dati indicano infine un miglioramento continuo della densità minerale ossea.
 “L’efficacia di eliglustat, in particolare per quanto riguarda i miglioramenti continui osservati nei marker della malattia ossea, unita al suo profilo di sicurezza, evidenziano il potenziale che questo farmaco potrebbe avere nel modificare il rapporto con la terapia dell’intera comunità dei pazienti Gaucher. Auspichiamo di confermare  questi  progressi nel programma di fase 3” sottolinea Riccardo Palmisano, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Genzyme in Italia.
 
I prossimi studi
Il prossimo passo previsto è quello della realizzazione di diversi studi clinici di fase 3 sulla terapia orale, per i quali è stato completato l’arruolamento di pazienti. Nel loro insieme, i tre studi pianificati rappresentano il più ampio programma clinico mai realizzato sulla malattia di Gaucher con centri partecipanti in oltre 30 paesi e più di 350 pazienti arruolati.
Il primo studio di fase 3, ENCORE, è uno studio randomizzato progettato per confrontare eliglustat tartrato con un farmaco per infusione (imiglucerasi). In questo studio sono stati arruolati pazienti adulti già in precedenza trattati per almeno tre anni con terapia enzimatica sostitutiva e che avevano raggiunto i propri obiettivi terapeutici.
ENGAGE, il secondo studio, è uno studio randomizzato in doppio cieco, controllato con placebo, per pazienti mai trattati in precedenza o comunque non in trattamento da almeno nove mesi al momento dell’ingresso nello studio. Un terzo studio, conosciuto come EDGE, confronta la monosomministrazione giornaliera di eliglustat tartrato con una doppia somministrazione giornaliera.
I dati di questi studi sono attesi nella prima metà del 2013.

21 Febbraio 2012

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