Melanoma: scoperto il suo tallone d’Achille. Per gli scienziati potrebbe portare a una cura definitiva

Melanoma: scoperto il suo tallone d’Achille. Per gli scienziati potrebbe portare a una cura definitiva

Melanoma: scoperto il suo tallone d’Achille. Per gli scienziati potrebbe portare a una cura definitiva
In Belgio un team di scienziati, comprendente molti italiani, ha scoperto che lo sviluppo dei melanomi maligni è del tutto dipendente da un gene non codificante, detto SAMMSON. Un’altra buona notizia è che la sua azione può essere bloccata in maniera mirata da molecole antisenso, che negli studi preclinici sono riuscite ad arrestare del tutto la crescita del tumore. La ricerca è pubblicata su Nature.

Un gruppo di scienziati belgi ha scoperto la presenza di un importante legame tra melanoma maligno e un gene particolare, detto SAMMSON. La crescita delle forme aggressive di questo tumore della pelle sembra essere strettamente dipendente da questo gene. Una scoperta questa che potrebbe aprire la strada a nuovi strumenti di diagnosi e a trattamenti innovativi e che di certo farà molto parlare di sé, prevedono gli autori.
 
Fino a poco tempo fa si riteneva che un’ampia parte del DNA fosse ‘di scarto’, in quanto non codificante; di recente tuttavia si è scoperto che molti di questi RNA non codificanti proteine svolgono un ruolo importante in una serie di processi biologici e possono dunque essere implicati in una serie di patologie. Gli scienziati belgi, autori di questa nuova ricerca hanno appunto trascorso gli ultimi due anni a studiare il contributo allo sviluppo dei tumori dato da alcuni di questi geni ‘non codificanti’. Quelli più interessanti al riguardo sembrano essere i cosiddetti geni lncRNA (long non-coding RNA).
 
La ricerca, frutto della collaborazione tra l’Istituto Fiammingo di Biotecnologie (VIB)/Università di Leuven e il dipartimento di pediatria e di genetica medica dell’Università di Gent, è consistita in un ampio screening volto a studiare l’espressione di numerosi lncRNA in una serie di tumori. Questo screening ha consentito di individuare il gene SAMMSON, come lncRNA specifico del melanoma.
 
“Il nostro studio – spiega Pieter Mestdagh dell’Università di Gent – ha dimostrato che il gene SAMMSON è espresso in maniera specifica nel melanoma umano e risulta duplicato o amplificato nel 10% dei casi. Non è possibile ritrovarlo nei melanociti normali, né in altre cellule adulte normali. Questo ci ha indotto a ritenere che il gene SAMMSON potrebbe giocare un ruolo di primo piano nell’eziologia del melanoma.”
 
Il gruppo del VIB ha confermato che il gene SAMMSON è espresso in oltre il 90% dei melanomi maligni umani e ha dimostrato inoltre che il gene viene attivato dal melanoma-specific transcription factor SOX10. Ma non è tutto. Le cellule di melanoma presentano una vera e propria ‘dipendenza’ dall’espressione di questo gene. Riducendo la presenza del SAMMSON nelle colture di melanoma, le cellule tumorali muoiono rapidamente e in maniera massiccia, a prescindere dal tipo di melanoma. Questo ha portato gli scienziati a parlare di ‘SAMMSON -dipendenza’.
 
“Sia gli studi in vitro che quelli preclinici sugli animali da esperimento – afferma Jean-Christophe Marine del VIB – hanno dimostrato che bloccando il SAMMSON per mezzo di molecole antisenso mirate, si riesce a ridurre la crescita del melanoma in maniera drastica. Un altro dato molto importante emerso dalla nostra ricerca è che il SAMMSON viene reclutato dai mitocondri, gli organelli che producono energia per la cellula. Promuovendo la degradazione del SAMMSON, le molecole antisenso distruggono l’attività mitocondriale, vitale per il tumore e la sua crescita ne risulta così compromessa. Insomma la ‘dipendenza’ da SAMMSON è un punto di vulnerabilità del tumore che possiamo colpire attraverso una terapia a target, senza danneggiare le cellule normali del paziente”.
 
Ulteriori ricerche dovranno validare il SAMMSON come biomarcatore del melanoma maligno; questo gene non è espresso nei melanomi benigni. Per questo gli studiosi belgi ritengono che rappresenti un elemento importante da sviluppare in strumenti diagnostici che contribuirebbero a migliorare in maniera drammatica la prognosi del melanoma. La speranza, come visto, è anche quella di arrivare presto a nuovi trattamenti per questo tipo di neoplasia. Gi stessi ricercatori hanno annunciato di voler presto avviare gli studi tossicologici e stanno cercano partnership aziendali per sviluppare nuove terapie basate sulla loro scoperta.
 
Tra gli autori di questo importante lavoro, molti i nomi italiani. La prima firma è di Eleonora Leucci.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

24 Marzo 2016

© Riproduzione riservata

Parkinson, in Italia 300mila pazienti. Iss lancia una survey e lavora alle nuove linee guida
Parkinson, in Italia 300mila pazienti. Iss lancia una survey e lavora alle nuove linee guida

In Italia ci sono circa 300.000 persone con Parkinson e circa 600.000 familiari. La malattia di Parkinson costituisce per impatto sanitario e sociale la seconda patologia neurodegenerativa dopo la demenza...

Farmaci. Ema sull’antiepilettico Ontozry: segnalati gravi danni epatici, nuove raccomandazioni per i clinici
Farmaci. Ema sull’antiepilettico Ontozry: segnalati gravi danni epatici, nuove raccomandazioni per i clinici

Arrivano nuove indicazioni di sicurezza per Ontozry (cenobamato), il farmaco antiepilettico utilizzato come terapia aggiuntiva negli adulti con crisi focali non controllate. Il Comitato per la sicurezza dell’Agenzia europea per...

Oms, Fao e Woah creano una Taskforce per diffondere la formazione One Health al personale sanitario
Oms, Fao e Woah creano una Taskforce per diffondere la formazione One Health al personale sanitario

È stata creata una Taskforce congiunta per la Formazione One Health, con l’obbiettivo di coordinare e rafforzare le capacità della forza lavoro nell’implementazione della One Health a livello globale, nazionale...

Immunoglobuline. Aggiornate le linee guida: ok a nuove indicazioni terapeutiche
Immunoglobuline. Aggiornate le linee guida: ok a nuove indicazioni terapeutiche

Si è concluso il lavoro di aggiornamento e revisione delle linee guida relative alle immunoglobuline umane normali per somministrazione sottocutanea e intramuscolare, coordinato dall'Haematology Working Party (HAEMWP) dell'Agenzia europea per...