Monitoraggio delle vendite in farmacia. Cossolo (Federfarma): “È un investimento sulle farmacie che diventano punto riferimento Ssn”

Monitoraggio delle vendite in farmacia. Cossolo (Federfarma): “È un investimento sulle farmacie che diventano punto riferimento Ssn”

Monitoraggio delle vendite in farmacia. Cossolo (Federfarma): “È un investimento sulle farmacie che diventano punto riferimento Ssn”
Intervista al presidente Federfarma in occasione dell’evento organizzato da PDF “Sell-out e art.34: la farmacia come ‘One Voice’ per il nuovo monitoraggio dei farmaci e dei dispositivi medici”. Si aprono nuove prospettive per la ricerca scientifica e la medicina predittiva

Monitorare i consumi di farmaci per creare le basi e consolidare l’efficacia di una medicina predittiva e di una ricerca scientifica consapevole e mirata in Italia. Le strade aperte dall’articolo 34 del Dl 73/21 (poi legge 106/21) sembrano portare a innumerevoli risvolti che potranno fare delle farmacie un avamposto del futuro. Ne è convinto il presidente Federfarma Marco Cossolo, intervistato da Quotidiano Sanità a margine dell’evento “Sell-out e art.34: la farmacia come ‘One Voice’ per il nuovo monitoraggio dei farmaci e dei dispositivi medici” organizzato da Pharma Data Factory (PDF) al Samsung District di Milano.

“L’articolo 34 è una norma che va nella direzione del cambiamento della farmacia italiana – ha spiegato Cossolo -, la trasforma da soggetto che dispensa farmaci a soggetto che si pone come punto di riferimento del Servizio sanitario nazionale”.

La gestazione del provvedimento è stata legata a filo doppio con la necessità strutturale delle Istituzioni di monitorare e conoscere i consumi in farmacia durante la pandemia da Covid-19 e di farlo, soprattutto, per comprendere i bisogni dei pazienti e direzionare le cure. Così l’articolo 34 ha esteso il monitoraggio delle vendite (il cosiddetto sell-out) a tutti i farmaci anche non a carico del SSN, a quelli dispensati in DPC e ai dispositivi medici registrati. Una richiesta a cui, nel 2021, Federfarma e Assofarm hanno risposto attivando nell’immediato il processo di raccolta dati, rendendoli poi disponibili all’AIFA, Ministero della Salute, Ministero dell’Economia, ISS e Istat.

“Si è trattato di un cambiamento radicale per tutti i farmacisti, in un momento in cui non era facile metterlo in pratica. Federfarma sta cercando di guidare questo cambiamento”, ha confermato Cossolo.

“I professionisti hanno capito che quello che le Istituzioni hanno fatto su di loro è un investimento volto ad una valorizzazione – ha proseguito – ora è il momento di leggerne correttamente i dati di ritorno per scoprirne tutte le potenzialità”.

Da una ricerca scientifica mirata, all’Health Technology Assessment fino ai Piani strategici di prevenzione: durante l’evento organizzato da Pharma Data Factory queste sono state solo alcune delle prospettive di applicazione dell’art. 34 illustrate dai relatori. Con Cossolo, erano presenti all’evento anche il prof. Guido Rasi, consulente del Ministero della Salute e prima linea del generale Figliuolo durante la pandemia, e Venanzio Gizzi, presidente Assofarm.

“Possiamo pensare ancora più in grande – ha proseguito il presidente Federfarma – il dato monitorato dall’articolo 34 può essere rafforzato. Se approvassero l’articolo 44 della Legge di Bilancio 2024, per esempio, incrementando il numero di farmaci che transitano dalla farmacia, si verrebbe ad arricchire le base di monitoraggio”. L’articolo 44 nella bozza della Legge di bilancio prevede una revisione delle modalità di distribuzione dei farmaci con l’obbiettivo di “favorire gli assistiti nell’accesso al farmaco in termini di prossimità”. Il nuovo meccanismo prevederebbe di rivedere il PHT (Prontuario Ospedale-Territorio) per “spostare” una parte dei farmaci di fascia A nel canale convenzionato, incrementando l’utilizzo rispetto a DPC o distribuzione diretta.

“E ci si potrebbe spingere ad un ulteriore miglioramento, arricchendo il dato monitorato con i servizi ottenibili in farmacia: un database che forse nemmeno noi conosciamo a fondo”, ha incalzato ancora Cossolo. “I servizi in farmacia sono di recente espansione – ha proseguito – ma fa riflettere pensare che i dati del Generale Figliuolo (Francesco Paolo F. ndr) durante la pandemia fossero tratti delle nostre banche dati su vaccini per Covid e tamponi. Manca un sistema organizzato, che sarebbe pieno di potenzialità”.

Secondo il presidente Federfarma, l’articolo 34 ha permesso di costruire un database “strettamente collegato agli obiettivi del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza”. “In materia di digitalizzazione, i dati che arrivano dal monitoraggio possono funzionare sempre meglio per la medicina predittiva – ha spiegato Cossolo – fino a avere una funzione anche per la ricerca scientifica, basandosi sull’utilizzo post marketing dei farmaci, creando un effetto sull’analisi dei costi pubblici e sull’effettivo dato epidemiologico”. Il dato raccolto dall’articolo 34, quindi, è più prezioso quanto più è preciso e interpretato e organizzato.

“Noi come Federfarma prima non avevamo il monitoraggio del consumo di tutti i farmaci rimborsati e a carico dei cittadini – ha chiarito il presidente Federfarma –, la grande opportunità che ci è stata offerta da Pharma Data Factory è stata proprio quella di poter creare una piattaforma sulla base della quale si possano generare delle analisi puntuali sul consumo dei farmaci sul territorio”.

PDF, nata nel 2020, ha deciso di utilizzare il dato di sell-out risultato dal monitoraggio delle dispensazioni e vendite dei farmaci come previsto dall’articolo 34. Per farlo ha contato sin da subito sulla partnership con Federfarma e Assofarm, arrivando ad un dato tendenzialmente censuario che copre il 95% delle farmacie italiane. I dati sono geograficamente disponibili dal livello Italia fino al livello microterritoriale di 3640 GeoCluster, territori non definiti in base allo stradario ma sui bacini di utenza come somma delle sezioni di censimento ISTAT, a partire dalla geolocalizzazione della farmacia.

L’offerta BeST, presentata in occasione dell’incontro milanese, propone analisi di micromarketing del dato di sell-out, in grado di rispondere a più necessità sia per le aziende farmaceutiche che per le Istituzioni.

“Il dato di per sé non è buono o cattivo, come per l’energia nucleare dipende all’uso che se ne fa”, è stata l’efficace chiusa del presidente Cossolo.

Gloria Frezza

Gloria Frezza

07 Dicembre 2023

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