Morbillo. Negli Usa raddoppiano i casi nel 2026: sono 4.852, con 479 ricoveri e 3 decessi. Cdc: “I numeri potrebbero essere più alti”

Morbillo. Negli Usa raddoppiano i casi nel 2026: sono 4.852, con 479 ricoveri e 3 decessi. Cdc: “I numeri potrebbero essere più alti”

Morbillo. Negli Usa raddoppiano i casi nel 2026: sono 4.852, con 479 ricoveri e 3 decessi. Cdc: “I numeri potrebbero essere più alti”

A due mesi dalla fine dell'anno gli Stati Uniti hanno già superato di oltre due volte il totale dell'intero 2025. Il 96% dei contagi riguarda non vaccinati o persone con stato vaccinale ignoto, il 17% sono bambini sotto i 5 anni. E i Cdc avvertono: “I numeri reali potrebbero essere più alti”.

Il morbillo negli Stati Uniti ha già superato il doppio dei casi dell’intero 2025, e mancano ancora due mesi alla fine dell’anno. Al 29 ottobre i Cdc contano 4.852 contagi confermati, 479 ricoveri e 3 decessi. Nell’ultima settimana si sono aggiunti 264 casi, con un incremento del 5,8% rispetto ai 4.588 confermati sette giorni prima.

Una curva che non si piega

Nell’ultima settimana i Cdc hanno registrato 264 nuovi contagi, pari a un incremento del 5,8% rispetto ai 4.588 casi confermati sette giorni prima. Non è un dato isolato, ma la conferma di una traiettoria: il morbillo, malattia che si riteneva sostanzialmente sotto controllo nei Paesi ad alta copertura vaccinale, sta tornando a circolare con una intensità che non si vedeva da anni. Il confronto con il passato recente è impietoso: nel 2024 i focolai erano stati 16 e il 69% dei casi (198 su 285) era associato a focolai; quest’anno i focolai segnalati sono già 43, e il 96% dei casi confermati (4.666 su 4.852) è legato a un focolaio, per 3.282 contagi da focolai iniziati nel 2026 e 1.384 da focolai partiti nel 2025.

Le vittime più giovani

La geografia dei contagi disegna una mappa che attraversa il Paese: 4.834 casi sono stati segnalati da 47 giurisdizioni, dal District of Columbia al Wyoming, con 18 casi aggiuntivi tra visitatori internazionali. Ma è la distribuzione per età a rendere il quadro più crudele. Il 17% dei casi (766) ha riguardato bambini di età inferiore ai 5 anni, il 42% (1.914) persone tra i 5 e i 19 anni, il 41% (1.881) adulti di 20 anni o più. Il ricovero è stato necessario per il 10% dei casi (479 su 4.588), una quota che sale al 16% tra i bambini sotto i 5 anni. I Cdc riportano 3 decessi nel 2026, precisando che il dato è soggetto a modifiche.

La variabile decisiva: la vaccinazione

C’è un filo che lega quasi tutti questi numeri, ed è quello della mancata immunizzazione. Nel complesso, il 96% dei casi si è verificato in persone non vaccinate o con stato vaccinale sconosciuto; solo il 2% aveva ricevuto una dose di MMR e un altro 2% due dosi. È il dato che sposta la questione dal piano epidemiologico a quello delle scelte collettive: il morbillo non è tornato perché il virus è cambiato, ma perché è diminuita la barriera che lo conteneva.

Un bilancio provvisorio, e probabilmente per difetto

Vi è infine un avvertimento metodologico che i Cdc affidano al proprio sito e che merita di essere letto come parte della notizia, non come nota a piè di pagina. L’agenzia federale sa che le giurisdizioni segnalano casi probabili di morbillo, ma i dati pubblicati includono solo i casi confermati e notificati ai Cdc: il numero complessivo negli Stati Uniti potrebbe dunque essere superiore. Lo stesso vale per i focolai, definiti come tre o più casi correlati, sui quali sono gli Stati a disporre delle informazioni più aggiornate.

In altre parole, il bilancio di 4.852 casi, 479 ricoveri e 3 decessi non è il tetto, ma il punto di osservazione più basso che i dati ufficiali consentono. Ed è già abbastanza per dire che il 2026, per il morbillo americano, è un anno da record nel senso peggiore del termine.

Giovanni Rodriquez

02 Novembre 2026

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