Mpox. Ecdc: nell’Ue/See stabile la circolazione del clade I, mentre continua a diminuire il clade II

Mpox. Ecdc: nell’Ue/See stabile la circolazione del clade I, mentre continua a diminuire il clade II

Mpox. Ecdc: nell’Ue/See stabile la circolazione del clade I, mentre continua a diminuire il clade II

Ad agosto segnalati 209 casi di clade I in 16 Paesi, contro i 276 di luglio, e appena 3 casi di clade II. Negli ultimi 12 mesi registrati complessivamente 1.420 casi di clade I e 828 di clade II. La trasmissione del clade I prosegue nella regione, principalmente tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. L’Ecdc: aumentare la copertura vaccinale resta la misura più importante per contenere la diffusione.

Il numero complessivo di casi di mpox di clade I segnalati nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo resta relativamente stabile, nonostante l’aumento delle notifiche osservato durante i mesi estivi. Continua invece a diminuire il numero dei casi causati dal clade II.

È il quadro tracciato dall’ultimo report mensile dell’Ecdc, che analizza i casi diagnosticati fino ad agosto 2026 e quelli notificati al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie entro il 15 settembre. L’Ecdc invita tuttavia alla cautela nell’interpretazione delle tendenze a breve termine, perché le informazioni sul clade non sono disponibili per una quota consistente delle segnalazioni e i dati epidemiologici possono essere aggiornati retrospettivamente.

Ad agosto 209 casi di clade I in 16 Paesi Nel mese di agosto sono stati segnalati nell’Ue/See 209 casi di mpox causati da MPXV di clade I in 16 Paesi. Il numero è inferiore ai 276 casi registrati a luglio in 13 Paesi, ma superiore ai 170 notificati a giugno in 11 Paesi. La Germania ha registrato ad agosto il numero più elevato, con 56 casi.

Molto più contenuta la circolazione del clade II: ad agosto sono stati notificati appena 3 casi, uno rispettivamente in Francia, Paesi Bassi e Spagna. A luglio erano stati 23 in cinque Paesi e a giugno 32, sempre in cinque Paesi.

In Italia, ad agosto sono stati segnalati 5 casi di mpox di clade I, mentre non sono stati registrati casi di clade II. Negli ultimi 12 mesi i casi sono stati 83 per il clade I e 8 per il clade II. A questi si aggiungono 74 casi per i quali il clade non è stato determinato, 4 dei quali segnalati ad agosto.

Guardando agli ultimi 12 mesi, da settembre 2025 ad agosto 2026, 23 Paesi dell’Ue/See hanno complessivamente segnalato 1.420 casi di clade I, mentre 19 Paesi hanno notificato 828 casi di clade II.

Il 90% dei casi tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini Le notifiche raccolte dall’Ecdc indicano che la trasmissione del clade I è tuttora in corso nella regione e riguarda principalmente gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini.

Negli ultimi 12 mesi, infatti, tra i casi per i quali erano disponibili informazioni complete sul comportamento sessuale, circa il 90% sia delle infezioni da clade I sia di quelle da clade II è stato segnalato in questo gruppo.

L’Ecdc evidenzia inoltre che la quota di casi associati a viaggi è rimasta bassa e sostanzialmente simile per i due cladi. Tra i casi con informazioni disponibili, l’81,1% di quelli di clade I e l’83,7% di quelli di clade II non aveva effettuato viaggi.

Ricoveri complessivamente bassi Sul fronte della gravità, i tassi di ospedalizzazione rimangono complessivamente bassi, anche se risultano più elevati per il clade I.

Negli ultimi 12 mesi è stato ricoverato l’11,9% dei casi di clade I con informazioni disponibili sullo stato di ospedalizzazione, contro l’8,3% dei casi di clade II. Le informazioni trasmesse dagli Stati membri indicano comunque, sottolinea l’Ecdc, una presentazione clinica generalmente lieve, anche tra le persone ricoverate.

Nello stesso periodo sono stati segnalati due decessi tra persone infettate dal clade II, mentre non sono stati riportati decessi tra i casi di clade I.

Ecdc: aumentare la copertura vaccinale Tra i casi per i quali era noto lo stato vaccinale, la maggioranza non risultava vaccinata: il 70,7% per il clade I e il 72,2% per il clade II. Aveva invece ricevuto due dosi il 21,1% dei casi di clade I e il 18,4% di quelli di clade II. L’Ecdc precisa, tuttavia, che le informazioni sullo stato vaccinale mancavano per circa la metà dei casi.

Per il Centro europeo, aumentare la copertura vaccinale rappresenta la misura più importante per mitigare la diffusione di entrambi i cladi. Le strategie di vaccinazione preventiva primaria dovrebbero concentrarsi sulle persone a più elevato rischio di esposizione, mentre la vaccinazione post-esposizione dovrebbe essere indirizzata ai contatti stretti dei casi.

L’Ecdc richiama inoltre la necessità di rafforzare la sensibilizzazione degli operatori sanitari, sostenere i servizi per la salute sessuale nell’identificazione e nella gestione dei casi e nel tracciamento dei contatti, facilitare l’accesso ai test e promuovere interventi di informazione e coinvolgimento delle comunità maggiormente esposte.

Infine, i Paesi sono invitati a proseguire gli sforzi per sequenziare tutti i casi positivi e condividere i dati genomici, elementi considerati essenziali per rafforzare la sorveglianza e la valutazione del rischio.

17 Settembre 2026

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