Nuovi laboratori per il C4T dell’Università romana di Tor Vergata

Nuovi laboratori per il C4T dell’Università romana di Tor Vergata

Nuovi laboratori per il C4T dell’Università romana di Tor Vergata
Il “Colosseum Combinatorial Chemistry Centre for Technology”, C4T, centro di ricerche a compartecipazione pubblico-privata, avviato nel 2001 presso l’Università di Tor Vergata a Roma, ha inaugurato oggi i suoi nuovi laboratori di ricerca. Il Centro è una joint-venture tra l’Università di Tor Vergata, Tecnofarmaci e cinque soci industriali: Dompé, ACRAF, Zambon, Italfarmaco e Recordati.

Nato nel 2001, il C4T (Colosseum Combinatorial Chemistry Centre for Technology) rappresenta uno dei tanti “fiori all’occhiello” dell’Università di Tor Vergata di Roma. Il Centro di ricerche infatti costituisce un modello unico nel panorama italiano di red biotech (il settore delle biotecnologie dedicato alle scienze della vita) a compartecipa¬zione pubblico-privata.
Attivo da sempre nel comparto Drug Discovery è stato configurato come una struttura capace non soltanto di sviluppare progetti di ricerca autonomi e finanziati ma anche di proporsi al mercato farmaceutico per lo sviluppo di progetti in outsourcing, offrendo servizi indifferenziati a seconda degli interlocutori.
Questa mattina il C4T, in occasione dell’inaugurazione dei suoi nuovi laboratori di ricerca, ha ospitato un incontro al quale hanno preso parte, tra gli altri, il rettore dell’Università romana di Tor Vergata Renato Lauro, il presidente e amministratore delegato del C4T, Eugenio Aringhieri, il presidente della Farmindustria Sergio Dompé, il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco Guido Rasi e Maurizio Paci, preside della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali.
Com’è stato ricordato C4T sviluppa progetti proprietari realizzati in collaborazione con gruppi accademici di eccellenza a livello nazionale e internazionale e offre servizi di ricerca per alcune delle più importanti aziende farmaceutiche attive in Italia. La società è una joint-venture tra l’Università di Tor Vergata, Tecnofarmaci – società consortile di aziende farmaceutiche italiane per lo sviluppo della ricerca – e cinque soci industriali: Dompé, ACRAF, Zambon, Italfarmaco e Recordati.
Il personale di ricerca del Centro è tutto italiano: si tratta di 12 ricercatori che nell’arco dei primi dieci anni di attività del Centro, hanno registrato un  bilancio positivo (sette i progetti di ricerca seguiti e due i brevetti ottenuti). A oggi il Centro è impegnato su due importanti progetti: il primo finanziato dalla Regione Lazio, punta all’identificazione di nuovi modulatori del sistema endocannabinoide per il trattamento del dolore neuropatico, una patologia in cui le opzioni terapeutiche sono purtroppo ancora limitate. In particolare, lo sviluppo di molecole a ridotta attività psicotropa apre a nuove e interessanti prospettive. Il secondo progetto – finanziato questa volta dalla Comunità Europea e realizzato in collaborazione con importanti gruppi accademici europei quali l’Imperial College di Londra e l’INSERM di Parigi – riguarda lo studio della steatoepatosi non alcoolica e vede i ricercatori C4T impegnati nella creazione di nuove molecole che aiuteranno a chiarire i meccanismi biologici alla base di questa patologia.
“C4T nasce dall’intuizione del cambiamento radicale che il mercato farmaceutico avrebbe subito nel giro di pochi anni e che ha modificato l’approccio alla ricerca – ha dichiarato Aringhieri – Oggi infatti le aziende del farmaco affidano sempre di più progetti in outsourcing a centri di ricerca specializzati per rendere più veloci e più efficienti le prime fasi di sviluppo dei nuovi farmaci, quelle più rischiose e dove sono richieste competenze molto specifiche. C4T sarà quindi sempre di più uno strumento di “scouting terapeutico”, il luogo dove le scoperte della ricerca di base universitaria possono trasformarsi in prodotti innovativi per l’industria”.
“L’Università di Roma Tor Vergata ha creduto nel C4T investendovi sia in risorse umane che finanziarie – ha commenta il Rettore Lauro – La fruttuosa collaborazione tra i ricercatori universitari e l’industria che vi si realizza favorisce il trasferimento dei risultati della ricerca di base al mondo delle imprese per la realizzazione di prodotti industriali. E questa unione tra le competenze del mondo accademico e quello delle imprese fa sicuramente da volano per l’innovazione nella ricerca e per il trasferimento tecnologico”.
Lo scorso marzo il C4T ha ottenuto la certificazione di qualità ISO 9001 e sta per certificarsi 18001 per la sicurezza. Il prossimo obiettivo del centro è diventare un centro accreditato MIUR.


 

17 Maggio 2011

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