Oncologia: le sfide future

Oncologia: le sfide future

Oncologia: le sfide future
Dal PNRR deve prendere avvio la riforma della gestione dei 3,6 milioni di pazienti oncologici in Italia. Esperti a confronto

La pandemia ha messo ancora più in evidenza le carenze di cure di prossimità per i pazienti oncologici e onco-ematologici: disuguaglianze nell’accesso alle cure, mancanza di collegamento tra ospedale e territorio, macchinari obsoleti e poco funzionali, disomogeneità nell’accesso a screening, test e terapie e infine carenza di supporto ai caregiver. Con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si apre una possibilità di ridefinizione organizzativa e di miglioramento della assistenza medica sul territorio per i pazienti oncologici. Questi gli argomenti del dibattito di cui si è discusso in occasione dell’incontro “Nuove frontiere organizzative in oncologia – Continuità di cura e integrazione ospedale-territorio” svoltosi a Roma lo scorso 14 dicembre, con il contributo non condizionato di Viatris.
 
“In questo momento in Italia abbiamo 3 milioni e 600 mila casi prevalenti di pazienti oncologici, un numero enorme che presenta bisogni molto diversi”, ha ricordato Gianni Amunni, Direttore Generale, Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica (ISPRO). Con l’attuale organizzazione però, l’oncologia soffre della visione ospedalocentrica: “la nostra organizzazione oncologica è solo ospedaliera”, ha infatti ricordato Amunni. “Con la pandemia Covid abbiamo fatto, in maniera emergenziale, una serie di esperienze innovative che avevano l’obiettivo di salvaguardare la fragilità del paziente oncologico e di ridurre gli accessi agli ospedali. Ora si tratta di cogliere questa innovazione che si è determinata con la pandemia covid per disegnare il nuovo assetto dell’oncologia”.
 
Per Amunni “si tratta quindi di mettere a disposizione dell’oncologia ulteriori setting assistenziali che non siano solo ospedalieri”. Si tratta di delocalizzare alcuni servizi come “la riabilitazione oncologica, il supporto nutrizionale, la psiconcologia fino ad alcuni trattamenti, come quelli a bassa intensità assistenziale”. Infine “anche la presenza dei cosiddetti letti per le cure intermedie potrebbero garantire la presa in carico di problematiche che altrimenti rischiano di attivare accessi in Pronto Soccorso e ricoveri ospedalieri inappropriati”.
 
Rispetto alla situazione che stiamo vivendo, come associazione ci poniamo nella condizione di affrontare una vera e propria emergenza oncologica, ha esordito Francesco De Lorenzo, Presidente Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO). “Per i malati di cancro, il Covid è stato uno tsunami. Sono stati rinviati screening, interventi chirurgici e terapie”, con un impatto importante sulla vita delle persone che convivono con un tumore. “Noi riteniamo che l’unico modo per dare risposte sia quello di varare un Piano Oncologico Nazionale che sia in linea con il Piano Oncologico Europeo”, ha proseguito De Lorenzo. Affinché il Piano sia efficace, “è necessario anzitutto che ci sia un monitoraggio” dello stesso e soprattutto “che ci sia una regia per far sì che quello che viene deciso da piano venga poi applicato”. Ma non basta. Serve anche individuare una strategia di finanziamenti ad hoc per le reti oncologiche e per l’oncologia territoriale, ha concluso De Lorenzo.
 
Dello stesso avviso è Stefano Manfredi, Direttore Generale, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Milano. “Credo che uno dei temi fondamentali si quello delle reti in oncologia. Esistono già ma vanno sviluppate”, ha precisato sottolineando come sia necessaria una ridefinizione dei ruoli all’interno delle stesse reti. Fare rete significa tenere in collegamento le vaie strutture coinvolte: “L’istituto dei Tumori può essere considerato un ospedale di secondo livello e deve essere connesso ad altre realtà che possono svolgere altre attività”. Il secondo tema fondamentale per Manfredi “è la valorizzazione e la formazione del personale. Non possiamo unicamente concentrarci solo sul personale medico – ha detto – dobbiamo pensare al ruolo che svolgerà il personale infermieristico nel prossimo futuro” introducendolo a ruoli di responsabilità sempre maggiori.
 
Altra figura di rilievo da tenere in considerazione nell’organizzazione dell’oncologia è quella del farmacista ospedaliero. “Il ruolo del farmacista ospedaliero in ambito oncologico è sicuramente cambiato e cambierà ancora”, ha detto Emanuela Omodeo Salè, Direttore Farmacia, IEO, Milano. “Sicuramente il farmacista deve essere sempre di più parte integrante dei team multidisciplinari perché, per la tipologia di pazienti e per la tipologia di farmaci che stanno arrivando nell’ambito della gestione della patologia oncologica, il farmacista fa da ponte tra l’appropriatezza prescrittiva e la possibilità di garantire trattamenti innovativi. Credo che sia una alleanza fondamentale che si deve consolidare anche all’interno dei Molecula Tumor Board perché possono aiutare i clinici a scegliere le migliori strategie terapeutiche”.
 
Per Enrico Desideri, Presidente Fondazione per l’innovazione e la sicurezza in Sanità, “la sfida è garantire l’equità e la sostenibilità delle cure per tutti. Il primo aspetto per continuità delle cure è garantirle in prossimità e proattivamente. Il cardine è che il cittadino preso in carico sul territorio si raccordi in modo strutturato con lo specialista oncologo”.
 
Per rendere possibile questa svolta, “il PNRR è una occasione più unica che rara dal punto di vista degli investimenti che questo Paese può mettere in campo sulla sanità”, ha sottolineato Fulvio Moirano, Amministratore Unico, Fucina Sanità. “C’è da ricordare che il Fondo Sanitario Nazionale in questi ultimi 10 anni, prima della pandemia, ha subito contrazioni importanti”, ha proseguito. “Il tema che mi preoccupa rispetto alla capacità di utilizzare bene i soldi che ci sono è la capacità organizzativa in particolare per quel che riguarda la continuità delle cure cioè la relazione tra ospedale e territorio, le relazioni anche tra i professioni ospedalieri e territoriali. Ciò è vero in particolar modo per ciò che riguarda l’oncologia. Le reti oncologiche sono uno degli strumenti organizzativi che una volta effettuati possono risolvere questi problemi” di sinergie.
 
“Noi riteniamo che ci sia bisogno di una riforma molto radicale della nostra sanità perché ci sono stati dei segnali non proprio rassicuranti”, ha osservatoFrancesco Cognetti, Presidente FOCE – ConFederazione degli Oncologi, Cardiologi e Ematologi. E la riforma deve riguardare sia “il sistema ospedaliero sia il sistema territoriale”.
 
Per il futuroGiuseppe Quintavalle, Direttore Generale, Fondazione PTV Policlinico Tor Vergata, Roma, guarda ad una sanità sempre più digitale. “L’oncologia merita una attenzione particolare, il Policlinico Tor Vergata si sta preparando e ci saranno grandi sforzi organizzativi”. Un esempio è quello della Breast Unit realizzato nella struttura, ha detto Quintavalle, “dove abbiamo creato una camera virtuale in cui il paziente viene seguito dall’inizio del percorso fino alla fine e ora stiamo cercando di tenere la stessa metodica su altre patologie”.
 
Marzia Caposio

Marzia Caposio

23 Dicembre 2021

© Riproduzione riservata

Morbillo. Bambino morto a New York: primo decesso in 30 anni. Hochul accusa l’amministrazione Trump. Ecco perché ha ragione
Morbillo. Bambino morto a New York: primo decesso in 30 anni. Hochul accusa l’amministrazione Trump. Ecco perché ha ragione

Un bambino è morto, una governatrice democratica attacca un presidente repubblicano, il morbillo torna a uccidere dopo trent'anni. La morte è avvenuta nello Stato di New York ed è il...

Payback dispositivi medici 2015-2018. Il Consiglio di Stato sospende gli atti ministeriali: stop ai recuperi con effetti su tutte le imprese
Payback dispositivi medici 2015-2018. Il Consiglio di Stato sospende gli atti ministeriali: stop ai recuperi con effetti su tutte le imprese

Nuovo, importante passaggio giudiziario nella lunga vicenda del payback sui dispositivi medici. Il Consiglio di Stato, con l’ordinanza cautelare n. 4658/2026, pubblicata oggi, ha accolto l’istanza presentata dalla società Iatrotek...

Payback dispositivi medici. Confindustria DM: “Conto da 12,5 miliardi per le imprese entro il 2029”
Payback dispositivi medici. Confindustria DM: “Conto da 12,5 miliardi per le imprese entro il 2029”

Un conto complessivo stimato in 12,5 miliardi di euro per le imprese dei dispositivi medici nel periodo 2019-2029, con una prima rata relativa al 2019 da versare entro il 30...

Emofilia. Le terapie migliorano la vita dei pazienti ma l’assistenza non tiene il passo, cinque priorità per superare le disuguaglianze
Emofilia. Le terapie migliorano la vita dei pazienti ma l’assistenza non tiene il passo, cinque priorità per superare le disuguaglianze

Le nuove terapie hanno profondamente cambiato la storia dell'emofilia, consentendo ai pazienti di vivere più a lungo e con maggiori possibilità di autonomia. Ma l'organizzazione dell'assistenza non ha tenuto il...