Patate viola: possibile arma di prevenzione per il cancro del colon

Patate viola: possibile arma di prevenzione per il cancro del colon

Patate viola: possibile arma di prevenzione per il cancro del colon
Un gruppo di ricercatori della Penn State University sono andati ad esaminare gli effetti di un alimento particolarmente ricco di anti-ossidanti, le patate viola, scoprendo così che la loro presenza nella dieta riduce a livello della parete dell’intestino i livelli di interleuchina-6, un’importante proteina infiammatoria correlata ad una serie di patologie croniche e in modo indiretto anche al cancro

Il cibo è un’arma a doppio taglio. A seconda di come lo si usa, può promuovere uno stato di malattia o essere di grande aiuto nella prevenzione di una serie di patologie croniche e tumorali, come il cancro del colon. A spiegarlo è Jairam K.P. Vanamala, professore associato di scienze della nutrizione della Penn State University che ammette però che “non è ancora chiaro come il cibo funzioni a livello molecolare”. Lo studio siglato dal ricercatore della Penn State rappresenta tuttavia un importante passo verso la conoscenza.
 
La ricerca, condotta su modello animale (il maiale, scelto perché il suo tratto digerente è molto simile a quello dell’uomo), ha permesso di scoprire che gli animali nutriti con una dieta ad elevato contenuto calorico e supplementata con patate viola, presentavano un livello di interleuchina-6 (IL-6) a livello della mucosa del colon, inferiore rispetto al gruppo di controllo. L’IL-6 è un’importante proteina dell’infiammazione e quando presente in elevati livelli correla con altre proteine, quali Ki-67, a loro volta associate alla diffusione e alla crescita delle cellule neoplastiche. Attualmente vengono inoltre utilizzati in clinica farmaci inibitori dell’IL-6 per il trattamento di alcune forme di artrite reumatoide e di altre condizioni infiammatorie.
 
Secondo gli autori di questa ricerca, pubblicata su Journal of Nutritional Biochemistry, consumare cibi integrali, ricchi di macronutrienti, cioè di sostanze che l’uomo ha bisogno di assumere in grandi quantità (come le proteine), oltre che di micronutrienti e di fitonutrienti (come vitamine, carotenoidi, flavonoidi) può riuscire ad alterare in maniera efficace il pathway dell’interleuchina 6.
 
I ricercatori americani hanno sottoposto gli animali da esperimento a tre tipi di diete: una dieta standard con il 5% di grassi; una dieta ad elevato contenuto calorico (con il 17% di grassi aggiunti e il 3-4% di grassi contenuti negli alimenti) e infine una dieta ad elevato contenuto di grassi ma supplementata con le patate viola.
 
L’espressione dell’interleuchina-6 è risultata sei volte inferiore negli animali nutriti con le patate viola, rispetto al gruppo di controllo. I risultati sono stati analoghi utilizzato le patate viola cotte o crude.
Questi risultati sono in linea con quelli di recenti ricerche che suggeriscono come le popolazioni che consumano diete ricche di elementi vegetali tendono ad avere tassi più bassi di cancro del colon rispetto a quelle che consumano molta carne.
 
Il cancro del colon rappresenta la seconda causa di morte per tumore negli USA e in molte altre nazioni occidentali, che hanno una dieta caratterizzata da molta carne e una scarsità di frutta e vegetali. Molto importanti a questo riguardo sono frutta e vegetali colorati (nello studio in oggetto sono state utilizzate le patate viola) perché contengono composti bioattivi, quali antocianosine e acidi fenolici, utili nella prevenzione dei tumori.
 
“Le patate bianche – spiega Vanamala – contengono valide sostanze nutritive, ma quelle viola posseggono concentrazioni molto più elevate di questi composti anti-ossidanti e anti-infiammatori. Abbiamo utilizzato le patate viola come modello, nella speranza di poter studiare in futuro come anche altri alimenti di origine vegetale possano essere utilizzati in un contesto di prevenzione”.
 
Se si riuscisse a dimostrare scientificamente la validità di questo approccio, per la prevenzione delle patologie croniche e dei tumori, in futuro potrebbero dunque essere ‘prescritti’ frutta e vegetali, ricchi di sostanze anti-infiammatorie.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

23 Settembre 2017

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