Pediatria. Fimp su Rapporto Osmed: “Cresce inappropriatezza prescrittiva”

Pediatria. Fimp su Rapporto Osmed: “Cresce inappropriatezza prescrittiva”

Pediatria. Fimp su Rapporto Osmed: “Cresce inappropriatezza prescrittiva”
Aumenta il consumo non sempre giustificato di alcune categorie di farmaci, in particolare antibiotici: ad affermarlo è la Federazione Italiana Medici Pediatri, commentando il Rapporto Osmed 2013 curato dall’Aifa. In età pediatrica la spesa maggiore si concentra sugli antimicrobici. In calo il vaccino antipapilloma virus (-8%), mentre aumenta l’uso complessivo dei vaccini (+13,7%). Ecco perché

In Italia, il 41% dei bambini tra 0 e 4 anni riceve almeno una prescrizione di antibiotico durante l’anno, con differenze tra Nord e Sud (maggiori consumi al Sud). Inoltre, in età pediatrica al primo posto la spesa legata al consumo di antimicrobici, che prendendo in considerazione tutte le fasce di età si classifica al quinto posto. Sono alcuni dei dati riferiti dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp), che commenta in una nota il recente Rapporto Osmed 2013 “L’uso dei farmaci in Italia”, presentato dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa).
 
La spesa complessiva pubblica  e privata è in aumento ed è arrivata a 26,1 miliardi di euro (di cui il 70,4% del costo è stato a carico del Ssn), anche se l’incidenza della spesa farmaceutica territoriale per la pediatria sulla spesa totale è bassa (2,16%, tra 0 e 14 anni). "Anche in funzione di questi dati", ha ribadito il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, "dobbiamo dedicare la giusta attenzione e risorse all'appropriatezza d'uso dei medicinali e al monitoraggio delle reazioni avverse ai farmaci”.
“Nonostante le campagne intraprese dalla stessa Aifa, cresce, infatti, il consumo e l'inappropriatezza prescrittiva per quanto riguarda alcune categorie di farmaci, in particolare gli antibiotici”, commenta Fimp, che riporta l’osservazione del direttore generale dell’Aifa, Luca Pani, secondo il quale “alcuni scenari clinici non giustificano l'uso di antibiotici. Le infezioni alle vie respiratorie, per esempio, hanno per oltre l'80% dei casi una causa virale e non batterica e quindi gli antibiotici non sono efficaci per trattarle”.
 
La Federazione Italiana Medici Pediatri ricorda che il primo principio attivo prescritto in Italia per tutte le fasce d’età è il paracetamolo (che in Austria è solo 36° e in Germania 56°), ma in età pediatrica il segnale di attenzione è rivolto soprattutto agli antibiotici e ad altri farmaci: “il 28% dei bambini tra 0 e 4 anni riceve almeno un farmaco per l’apparato respiratorio con un incremento dei consumi del 1,1% rispetto all’anno precedente”, spiega FIMP. “Il 15% riceve un preparato ormonale, rappresentato in primo luogo da glucocorticoidi e secondariamente da ormoni tiroidei utilizzati per il precoce trattamento dell’ipotiroidismo subclinico”.
 
Tra le stime del consumo di farmaci, un dato riguarda il fatto che nei piccoli da 0 a 4 anni la prevalenza d’uso di medicinali è superiore alla fascia di età tra i 15 e i 44 anni, in base alla fotografia dei consumi del 2013, scattata dall’Osservatorio sull’impiego dei medicinali.
Sempre secondo il Rapporto Osmed, in Italia il costo dei farmaci per i bambini fa registrare una diminuzione, mentre consumi e spesa farmaceutica generali sono in lieve aumento.
 
In aumento l’uso dei vaccini, che registra un +13,7%, crescita dovuta soprattutto alla disponibilità di “nuovi vaccini per l’età pediatrica tra cui antimeningococco e antivaricella, il cui costo è, finora, sostenuto per lo più dalla spesa privata”, spiega Fimp. “In preoccupante calo (-8%) il vaccino antipapillomavirus, su cui sarebbe necessario promuovere attività di promozione e counseling. La sicurezza dei vaccini è stata ribadita dai dati del rapporto di farmacovigilanza: a fronte di un aumento di segnalazioni di eventi avversi  a farmaci del 47%, rimane stabile il numero di segnalazioni riguardanti i vaccini”.
 
Un problema che resta aperto, già segnalato da Fimp, “riguarda la disponibilità di farmaci registrati in formulazioni pediatriche”, conclude la Federazione. “Su questa questione, il direttore dell’Aifa, ha auspicato si possano realizzare studi clinici attraverso campagne di sensibilizzazione della popolazione”.

17 Luglio 2014

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