Premio Merck in Neurologia. Lo vincono i guanti con sensori e un videogames per la riabilitazione

Premio Merck in Neurologia. Lo vincono i guanti con sensori e un videogames per la riabilitazione

Premio Merck in Neurologia. Lo vincono i guanti con sensori e un videogames per la riabilitazione
Il primo progetto vincitore prevede l’utilizzo di un guanto con sensori per quantificare il danno motorio agli arti superiori, come elemento predittivo della disabilità. Il secondo progetto prevede, invece, un percorso riabilitativo personalizzato effettuabile a domicilio attraverso l’utilizzo di una piattaforma informatica e di videogiochi realizzati ad hoc.

Merck ha annunciato oggi i vincitori del primo Premio Merck in Neurologia. L’iniziativa, patrocinata dalla Società Italiana di Neurologia (Sin), è dedicata alle nuove tecnologie e all’approccio multidisciplinare, con lo scopo di migliorare la vita dei pazienti con Sclerosi Multipla (Sm).

Ad aggiudicarsi il premio, due progetti innovativi: guanti con sensori per la diagnosi del danno funzionale della mano e videogames per la riabilitazione. La premiazione è avvenuta durante l’evento "Innovazione tecnologica e salute: videogames e wearable devices per il paziente con Sclerosi Multipla", tenutosi oggi presso Palazzo Giureconsulti a Milano.

Il primo progetto vincitore prevede l’utilizzo di un guanto con sensori per quantificare il danno motorio agli arti superiori, come elemento predittivo della disabilità. Il secondo progetto prevede, invece, un percorso riabilitativo personalizzato effettuabile a domicilio attraverso l’utilizzo di una piattaforma informatica e di videogiochi realizzati ad hoc.

I due progetti sono stati valutati come migliori dalla Commissione Giudicatrice del Premio sulla base dei criteri di innovatività, impatto sulla gestione clinica del paziente, ripercussioni in termini di qualità di vita e di convivenza con la malattia, fattibilità e applicabilità nella pratica clinica, grado di interdisciplinarietà del progetto.

"L’innovazione tecnologica risulta sempre più funzionale per migliorare la gestione clinica del paziente con Sclerosi Multipla. In questo senso il Premio Merck in Neurologia quest’anno ha voluto promuovere le migliori iniziative che vanno proprio in questa direzione – afferma Leandro Provinciali, Presidente della Società Italiana di Neurologia e Presidente della Commissione giudicatrice del Premio -. Entrambi i progetti sviluppano soluzioni che supportano il neurologo nella gestione clinica della malattia, in un’ottica di lungo periodo. In particolare, questi progetti potenziano l’attività del neurologo, migliorando la connessione tra i diversi interlocutori e semplificando i processi, con un impatto positivo a lungo termine sulla qualità di vita dei pazienti con Sclerosi Multipla".

"L’innovazione tecnologica, come dimostrano i due progetti premiati oggi- continua  Eugenio Santoro, Responsabile del Laboratorio di Informatica Medica, Dipartimento di Epidemiologia dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano – offre numerose opportunità nel campo della promozione della salute, della prevenzione e della gestione delle malattie (soprattutto quelle croniche) e nella riduzione dei costi dell’assistenza. Per coglierle completamente sono necessarie maggiori responsabilità e competenze, una maggiore cultura tra gli addetti ai lavori della Evidence Based Health Informatics (la Evidence Based Medicine applicata all’informatica medica) e, soprattutto, una maggiore disponibilità da parte di aziende sviluppatrici, istituzioni, partner industriali a destinare fondi per condurre un corretta ed estesa ricerca in questo ambito".

Un investimento, quello nell’innovazione tecnologica, in controtendenza rispetto al panorama italiano che all’eHealth dedica solo l’1,23% della spesa sanitaria pubblica. Il dato è particolarmente modesto se si considera che in Europa la spesa in tecnologie per la salute è mediamente compresa fra il 2 e il 3% del budget sanitario pubblico, con alcuni Paesi (Finlandia e Regno Unito) che tendono al 4%. I numeri vengono da una recente indagine Censis-ImpresaLavoro secondo la quale l’Italia potrà toccare questi livelli non prima del 2020.


 


Lorenzo Proia

28 Febbraio 2017

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