Retinopatia diabetica. Con farmaci anti VEGF si riduce grado di severità

Retinopatia diabetica. Con farmaci anti VEGF si riduce grado di severità

Retinopatia diabetica. Con farmaci anti VEGF si riduce grado di severità
L'efficacia nel trattamento dell'edema maculare diabetico si avrebbe fino a due anni dopo l'inizio del trattamento. Alcuni farmaci sembrerebbero essere più efficaci nella forma proliferativa della malattia. Lo studio su JAMA Ophthalmology.

(Reuters Health) – I farmaci che inibiscono il fattore di crescita dell'endotelio vascolare (anti-VEGF – vascular endothelial growth factor) avrebbero un effetto positivo non solo nel trattamento dell'edema maculare diabetico, ma anche sul grado di severità della retinopatia diabetica, fino a due anni dopo l'inizio del trattamento. Inoltre, alcuni anti-VEGF sarebbero più efficaci di altri nel trattamento selettivo della malattia proliferativa (PDR). A dimostrarlo è stato uno studio guidato da Adam Glassman, che coordina il Diabetic Retinopathy Clinical Research Network. La ricerca è stata pubblicata su JAMA Ophthalmology.
 
Lo studio
Per lo studio, Glassman e colleghi hanno analizzato i dati ottenuti da un trial sull'edema maculare diabetico in pazienti trattati con anti-VEGF per due anni. In totale, sono stati presi in considerazione 650 partecipanti, di cui tre quarti con retinopatia diabetica non proliferativa (NPDR), che sono stati divisi in modo randomizzato per ricevere aflibercept, bevacizumab o ranibizumab. Lo studio si è concluso nel 2015. A un anno dall'inizio della terapia, tra i pazienti con NPDR si sarebbe registrato un miglioramento della patologia. In particolare, nel 31,2% dei casi trattati con aflibercept, nel 22,1% di quelli trattati con bevacizumab e nel 37,7% dei pazienti in terapia con ranibizumab. Mentre dopo due anni le differenze sono state, rispettivamente, di 24,8%, 22,1% e del 31%. Tuttavia, nei pazienti affetti da malattia proliferativa (PDR), il miglioramento sarebbe stato più evidente, con tassi, a un anno di trattamento, del 75,9% per aflibercept, del 31,4% per bevacizumab e del 55,2% per ranibizumab. Percentuali che sarebbero rimasta simili a due anni.
 
Il farmaco più adatto
“La retinopatia diabetica resta la principale causa della perdita della vista tra la popolazione in età lavorativa in molti paesi sviluppati – sottolinea Glassman – Questi dati, insieme ad altri clinicamente rilevanti, dovrebbero essere considerati per selezionare l'anti-VEGF più adatto, quando si deve trattare l'edema maculare diabetico”. Secondo Paul Sternberg, del Vanderbilt University Medical Center di Nashville (USA), che ha scritto un editoriale a commento dello studio, “prima dell'introduzione degli anti-VEGF, il trattamento dell'edema maculare diabetico consisteva nella fotocoagulazione laser, che però, sebbene efficace nel trattamento dell’edema, non avrebbe effetti nel ritardare la progressione della retinopatia. Questo studio – ha spiegato l'esperto – fornisce ulteriori prove sull'importanza del ruolo degli anti-VEGF nel trattamento della retinopatia diabetica”.

Fonte: JAMA Ophthalmology
 
Marilynn Larkin
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)

Marilynn Larkin

08 Maggio 2017

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