Rimborsabilità di bimekizumab e via alla campagna Metti la Psoriasi Fuori Gioco

Rimborsabilità di bimekizumab e via alla campagna Metti la Psoriasi Fuori Gioco

Rimborsabilità di bimekizumab e via alla campagna Metti la Psoriasi Fuori Gioco
Aifa ha ammesso alla rimborsabilità bimekizumab per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a severa negli adulti candidati alla terapia sistemica. In occasione del lancio di bimekizumab in Italia UCB ha presentato la campagna di sensibilizzazione “Metti la Psoriasi Fuori Gioco”.

L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), ha ammesso alla rimborsabilità il farmaco bimekizumab, sviluppato dall’azienda UCB, per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a severa negli adulti candidati alla terapia sistemica.
Bimekizumab è il primo farmaco a inibire selettivamente e direttamente le interleuchine IL17A e IL17F, che svolgono un ruolo chiave nei processi infiammatori.

In occasione del lancio di bimekizumab in Italia, UCB ha presentato la campagna di sensibilizzazione “Metti la Psoriasi Fuori Gioco”, volta ad aiutare i pazienti a conoscere la propria malattia, incoraggiandoli a rivolgersi a degli specialisti.

Un meccanismo d’azione innovativo

La psoriasi è una malattia infiammatoria, cronica, recidivante e non contagiosa della pelle che in Italia colpisce circa 2 milioni di persone. I sintomi più comuni sono la secchezza della cute, arrossamento, prurito ed eritema, dolore articolare, sensazione di bruciore e sanguinamento. La patologia è poi associata ad altre condizioni, come l’artrite psoriasica, che interessa fino al 30% dei pazienti, e chi è affetto da psoriasi presenta un maggiore rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche.

“Il meccanismo di azione di bimekizumab è innovativo”, commenta il Professor Paolo Gisondi, Professore Associato di Dermatologia presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Integrata di Verona. “Il farmaco costituisce un’ottimizzazione dei trattamenti in essere. Inoltre – aggiunge – i tempi di somministrazione sono molto agevoli: si passa da due iniezioni sottocutanee una volta al mese nella fase di induzione a una volta ogni due mesi in quella di mantenimento”.

Il Dottor Piergiorgio Malagoli, Rsponsabile PsoCare Unit IRCCS Policlinico San Donato di Milano, concorda: “anche se l’armamentario terapeutico per la psoriasi è oggi costituito da molecole innovative in grado di garantire un alto livello qualitativo, la novità del meccanismo d’azione di bimekizumab ne permette l’uso sia in pazienti naive al trattamento sia in coloro che hanno sperimentato fallimenti con altre terapie” dice. “Oltre all’efficacia il farmaco ha manifestato un buon profilo di sicurezza, e questo è fondamentale per una malattia cronica come la psoriasi. Ricordiamoci che parliamo di una malattia recidivante, quindi avere a disposizione dei farmaci che possono essere utilizzati per lunghi periodi di tempo permette un controllo quasi totale della malattia”.

Nei trial registrativi e sulla base dei dati a tre anni di uno studio di estensione emerge come bimekizumab sia efficace, ad azione rapida e duratura. I dati dello studio BE BRIGHT, presentati all’ultimo Congresso EADV, hanno dimostrato come oltre 8 pazienti su 10 che hanno raggiunto una risposta PASI 100 dopo 16 mesi di trattamento con bimekizumab, hanno mantenuto tale risposta fino a tre anni, con un miglioramento della qualità della vita correlata alla salute.

“L’introduzione in Italia di bimekizumab nella pratica clinica consente di rispondere a un urgente bisogno terapeutico insoddisfatto”, dichiara Federico Chinni, Amministratore Delegato di UCB Italia. Con bimekizumab siamo riusciti ad individuare una nuova terapia mirata per la psoriasi a placche moderata e severa e abbiamo aggiunto un altro tassello all’armamentario terapeutico esistente”.

Una comunicazione efficace per una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo

Gli esperti sottolineano come, una diagnosi precoce della malattia e un trattamento tempestivo della psoriasi, permettano non solo un controllo precoce della malattia, ma riducano anche il rischio di un’evoluzione verso l’artrite psoriasica. È quindi fondamentale che i pazienti siano informati sull’importanza di rivolgersi a uno specialista e che i medici siano consapevoli delle opzioni terapeutiche disponibili.
Le iniziative di awareness e di sensibilizzazione possono svolgere un ruolo cruciale.

La campagna di UCB “Metti la Psoriasi Fuori Gioco” (http://mettilapsoriasifuorigioco.it) è stata creata proprio per aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica e delle persone che soffrono di psoriasi in modo che sappiano che, con l’aiuto degli specialisti, possono vivere la vita che desiderano nonostante la malattia.
Sul sito della campagna si trovano informazioni sulla patologia e sui Centri specialistici a cui rivolgersi, e presto verrà lanciato un contest in cui i partecipanti sono invitati a realizzare un video in cui mostrano come giocano a calcio mentre raccontano la loro sfida contro la psoriasi. I protagonisti dei video che avranno ricevuto il maggior numero di like saranno chiamati a partecipare a un torneo di calcetto che si disputerà a Torino in occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi, il 29 Ottobre 2023.

Il testimonial della campagna è Claudio Marchisio, ex giocatore centrocampista affetto da psoriasi. “Ho aderito alla campagna con entusiasmo – dichiara Marchisio – perché volevo condividere con le persone che soffrono di psoriasi come me, come ci si confronta quotidianamente con una malattia molto problematica. Oggi ci sono gli strumenti e le soluzioni in grado di aiutare a vivere la propria vita con pienezza. L’importante è rivolgersi al proprio medico e scegliere insieme la strategia migliore per affrontare il problema”.

02 Marzo 2023

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