Se hai l’auto e la Tv, rischio infarto aumenta del 30%

Se hai l’auto e la Tv, rischio infarto aumenta del 30%

Se hai l’auto e la Tv, rischio infarto aumenta del 30%
Non è uno scherzo ma quanto emerge da un un imponente studio condotto in tutti e cinque i continenti e pubblicato su European Heart Journal. Auto e televisore sono infatti indicatori importanti di una vita troppo sedentaria. E il rischio di patologie cardiache aumenta

I medici ci hanno sempre detto che una vita troppo sedentaria non fa bene alla salute e che per stare bene bisognerebbe imparare a fare una moderata attività fisica. Ma che possedere una macchina e una televisione aumentassero il rischio di sviluppare patologie cardiache nessuno ce l’aveva mai detto. Fino ad oggi. Uno studio svedese pubblicato su European Heart Journal ha infatti mostrato che questi beni sono indicatori di una vita più sedentaria e che chi li possiede vede aumentato il pericolo di avere un attacco cardiaco addirittura del 30 per cento.

Lo studio
“Fino ad oggi pochi studi avevano analizzato quali diversi aspetti dell’attività fisica sia al lavoro che nel tempo libero avessero ripercussioni sulla probabilità di andare incontro ad infarto nella vita”, ha spiegato Claes Held, docente della Uppsala University Hospital che ha condotto lo studio. “Molto si conosceva sulla relazione tra attività fisica e rischio cardiovascolare, ma il nostro studio aggiunge una prospettiva più globale. Un’attività fisica media o moderata al lavoro e qualsiasi tipo di attività fisica nel tempo libero riduce il pericolo di essere colti da attacchi cardiaci. Per tutti: uomini, donne, giovani, anziani, persone provenienti da paesi ad alto reddito, o da paesi poveri, che hanno salari alti, ma anche bassi.”
I risultati derivano dallo studio Interheart, che ha coinvolto 29.000 persone da 262 centri in 52 nazioni di tutti e cinque i continenti. Di questi 10.043 avevano avuto un attacco cardiaco nella loro vita, mentre 14.217 facevano parte del gruppo di controllo, formato da persone in perfetta salute.  I ricercatori somministravano ai partecipanti dei questionari, nei quali chiedevano di specificare che tipo di lavoro avessero: un impiego sedentario, uno che prevedesse di camminare molto, uno che prevedesse di sollevare oggetti oppure un lavoro duro a livello fisico. Alle stesse persone veniva poi chiesto che tipo di attività amassero fare nel tempo libero. Le risposte in questo caso potevano essere quattro: hobby che si fanno da seduti (come leggere o guardare la televisione), che presumono un movimento molto leggero (passeggiare o lo yoga), esercizi moderati (come andare in bicicletta oppure fare giardinaggio) e infine attività fisica pesante (corsa, calcio, nuoto, ecc). Infine, ai partecipanti veniva chiesto se possedessero beni come macchine, moto, radio e stereo, televisori, computer oppure se avessero appezzamenti di terra o bestiame.

I risultati
Dopo aver normalizzato tutti i dati in base a fattori come età, sesso, nazionalità, reddito, educazione o fattori di rischio o beneficio come il fumo o il consumo di alcool oppure una dieta corretta, gli scienziati hanno scoperto che chi praticava attività fisica leggera e moderata aveva rispettivamente un quinto e un decimo di rischio in meno di sviluppare problemi cardiaci, a confronto di chi conduce una vita totalmente sedentaria. Chi invece era abituato ad una attività fisica più pesante non vedeva benefici.
Analogamente, chi possedeva sia una macchina che una televisione, che secondo gli scienziati sono indicatori di una vita sedentaria, vedevano aumentare il rischio di attacchi cardiaci del 27%, rispetto a chi non possedeva né l’una né l’altra.
 “I dati dimostrano l’importanza dell’attività fisica e ne confermano l’effetto protettivo, ad ogni livello”, ha spiegato Held. Uno studio che dovrebbe spingere tutti a fare un po’ più di esercizio, dunque. Soprattutto coloro i quali hanno lavori sedentari nelle nazioni a basso Pil, che secondo i ricercatori svedesi sono quelli che hanno dimostrato di correre i rischi maggiori.
Qualsiasi sia la provenienza però il messaggio rimane uno solo: “Essere in forma – ha concluso Held – è uno dei modi più semplici, economici ed efficaci di rimanere fuori dalla terapia intensiva coronarica”.

Laura Berardi

Laura Berardi

12 Gennaio 2012

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