Seno. La “meditazione guidata” attenua ansia e dolore durante l’agobiopsia

Seno. La “meditazione guidata” attenua ansia e dolore durante l’agobiopsia

Seno. La “meditazione guidata” attenua ansia e dolore durante l’agobiopsia
Attualmente, per tranquillizzare le pazienti durante le biopsie, si utilizzano tecniche di conversazione. Un nuovo studio afferma che l’ascolto di musica o di brani audio per la meditazione può offrire risultati migliori.

(Reuters Health) – La meditazione guidata tramite suoni può ridurre ansia, fatica, e dolore durante l’agobiopsia della mammella (CNBB). È quanto emerge da uno studio sperimentale condotto negli Stati Uniti presso il Duke Medical Center di Durham (North Carolina). Anche ascoltare della musica, invece di fare della meditazione guidata, può ridurre l’ansia e l’affaticamento post operatorio, mentre – secondo questo studio – non è efficace nel contenimento del dolore. “Queste attività sembrano sicure, economiche, e facili da inserire nella pratica clinica, e soprattutto la meditazione potrebbe migliorare l’esperienza delle donne durante l’agobiopsia”, dice Mary Scott Soo, autrice dello studio. La meditazione ha dimostrato di poter ridurre l’ansia, il dolore, e la fatica, che sono molto comuni durante il trattamento del tumore al seno. I risultati sono stati pubblicati online il 4 febbraio sul Journal of the American College of Radiology.
 
L’obiettivo dello studio
La biopsia stereotassica e guidata con ultrasuoni in “day hospital” può ridurre il costo delle procedure e ridurre i tempi di attesa, ma la dottoressa Soo ed il suo team hanno notato dei limiti nell’uso della sedazione venosa e dei farmaci per gestire dolore ed ansia durante la procedura. Per scoprire se la meditazione possa fornire benefici ai pazienti sottoposti a CNBB, i ricercatori hanno assegnato in modo casuale a 121 donne l’ascolto di brani di meditazione che avevano per tema l’amore e la gentilezza, l’ascolto di musica di loro scelta, oppure il trattamento tradizionale che consiste in una conversazione iniziata dal radiologo. L’audio di meditazione disponibile in commercio durava 20 minuti, ed ha incoraggiato pazienti a rilassarsi e concentrarsi “su pensieri gradevoli, di amore, gratitudine, e compassione”, spiegano i ricercatori. Dopo 20 minuti, l’audio è stato ripetuto due volte.

I risultati
La riduzione dell’ansia dopo la biopsia, misurata con la scala STAI (State-Trait Anxiety Inventory Scale), e della fatica, misurata tramite il FACIT (Functional Assessment of Chronic Illness Therapy-Fatigue), era significativamente maggiore nei gruppi della meditazione e della musica, rispetto al gruppo che aveva ricevuto il trattamento classico. Non c’erano differenze significative nella riduzione della fatica e del dolore tra i gruppi di meditazione e di musica. I pazienti nel gruppo con trattamento tradizionale avevano una riduzione dell’ansia dopo la procedura, ma la loro fatica risultava risultava aumentata. I pazienti nel gruppo della musica hanno avuto un aumento più rilevante del dolore durante la biopsia rispetto ai pazienti del gruppo di meditazione, ma comparabile con quello che aveva ricevuto il trattamento ordinario.

“Il maggiore livello di rilassamento che i pazienti nei gruppi di musica e meditazione hanno sperimentato, può averli aiutati a sentire meno fatica dopo la procedura – suggerisce la dottoressa Soo – Nonostante negli anni abbiamo scoperto, nella nostra pratica, che il dialogo è una forma di distrazione molto utile durante la biopsia, sappiamo che richiede un certo sforzo da parte del paziente, che magari non riesce a rilassarsi profondamente mentre intrattiene una conversazione con il radiologo”.

Esperienza utile anche per altre procedure
La dottoressa Soo ha notato che anche una meditazione di sette minuti può aiutare ad aumentare le emozioni positive. “Questa tecnica può probabilmente essere utilizzata durante molti tipi di procedure mediche in day-hospital”, sostiene Soo, “In radiologia, potrebbe essere potenzialmente utile durante sessioni di imaging particolarmente lunghe, come scansioni con risonanza magnetica, che a volte richiede sedativi per la claustrofobia, e potrebbe anche risultare utile in artrografie, angiogrammi, e biopsie del fegato o della prostata.
 
Fonte: Journal of the American College of Radiology
 
Anne Harding
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Anne Harding

10 Febbraio 2016

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