Sigarette elettroniche: un punto sul dibattito in America

Sigarette elettroniche: un punto sul dibattito in America

Sigarette elettroniche: un punto sul dibattito in America
Le misure proibizionistiche messe in atto negli ultimi mesi, in alcuni stati degli Stati Uniti, rispetto alle sigarette elettroniche, potrebbero mettere a rischio la salute pubblica. È l’opinione di cinque professori universitari esperti di salute pubblica che hanno redatto un editoriale, pubblicato sulla rivista Science, per fare il punto sul dibattito relativo ai prodotti alternativi a base di nicotina senza combustione

 

Negli ultimi anni il numero di adolescenti che usano liquidi aromatizzati per il fumo elettronico negli Stati Uniti è aumentato notevolmente. Un fatto preoccupante, a cui si sono aggiunte, quest’estate, delle improvvise ondate di malattie respiratorie gravi e in alcuni casi fatali, al punto che, a dicembre, il Center for Disease Control and Prevention (CDC), ha registrato 2.291 casi e 48 decessi. In risposta all’emergenza, alcuni Stati hanno vietato la vendita dei prodotti per il vaping, fino al 2020.
 
Nel frattempo sono iniziate delle indagini, ancora in corso, per scoprire la causa delle malattie. Fin ora il il CDC ha identificato la vitamina E acetato, un additivo usato nei prodotti contenenti THC, come una “sostanza indice di contaminazione”, mentre i  liquidi per il fumo elettronico contenenti nicotina o aromi non risultano ancora implicati.

“Mentre si discutono le misure necessarie per far fronte a queste sfide, si corre il rischio che un allarme giustificato si tramuti in allarmismo, spostando l’attenzione sugli aspetti più emotivi invece che su un’analisi attenta e completa delle evidenze disponibili, aumentando così la probabilità che siano adottate politiche controproducenti”, è l’opinione di cinque professori universitari esperti di salute pubblica che hanno redatto un editoriale, pubblicato sulla rivista Science. Aggiungendo che “le evidenze scientifiche non debbano motivare le misure proibizionistiche”.

Non bisogna dimenticare che ogni giorno, negli Stati Uniti, iniziano a fumare più di 2.500 adolescenti e circa 1.300 adulti che non riescono a smettere di fumare sigarette e vanno incontro a una morte prematura. In questo contesto una soluzione che riduca il rischio per i fumatori è fondamentale. Un report del 2018 dell’Accademia Nazionale delle Scienze, Ingegneria e Medicina statunitense, commissionato dall’FDA, riporta che la sostituzione completa del fumo di sigaretta con l’uso di sigarette elettroniche riduce l’esposizione a numerosi agenti tossici e cancerogeni presenti nel tabacco a combustione delle sigarette. Inoltre, sottolineano gli autori, la prevalenza del fumo tra i minori è diminuita molto più rapidamente negli anni del boom del fumo elettronico, quindi tra il 2013 e il 2019, rispetto agli anni precedenti. Il vaping potrebbe quindi sostituire il fumo piuttosto che incentivare i giovani a fumare.

È poi necessario fare una distinzione, nel dibattito e nell’analisi, tra l’uso di liquidi contenenti nicotina e l’uso di oli al THC,  la principale componente psicoattiva della cannabis. Circa il 40% dei giovani che hanno provato o fanno uso della sigaretta elettronica, sostengono di usarla anche per assumere THC. La distinzione va fatta anche tra i prodotti venduti legalmente e prodotti venduti illegalmente: “l’impatto del mercato nero, fonte di oli al THC contaminati, è stato devastante”, hanno commentato gli autori.

Anche se non si conoscono le conseguenze nel lungo periodo dell’assunzione di nicotina attraverso dispositivi elettronici, è vero anche che troppi fumatori muoiono ogni giorno e occorrono misure ragionevoli e razionali efficaci, che si basano sulle evidenze scientifiche attualmente disponibili.  “Le stime suggeriscono che più di un miliardo di fumatori in tutto il mondo andrà incontro a morte prematura nel 21° secolo”, si legge nell’articolo.
 
“Riteniamo che il complesso calcolo di pro e contro richieda di trovare un equilibrio ottimale fornendo, grazie ad un’opportuna regolamentazione, prodotti alternativi contenenti nicotina ai fumatori adulti e prendendo al contempo delle forti misure per limitare i rischi e l’uso da parte dei minori nella massima misura possibile”.

Gli autori sostengono inoltre che le misure restrittive dovrebbero concentrarsi sull’età (bloccare l’accesso a prodotti a base di nicotina in qualsiasi forma al di sotto dei 21 anni di età) e sulla tassazione, in quanto fissare tasse sulle e-cig contenenti nicotina a valori inferiori a quelli delle sigarette potrebbe comunque aiutare a tenere questi prodotti fuori dalle mani degli adolescenti ma consentire al tempo stesso di incentivarne l’uso tra gli adulti fumatori.

20 Dicembre 2019

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