I pronto soccorso sono pieni di persone che hanno presentato una sincope. Ma quand’è che uno ‘svenimento’ è veramente spia di un problema serio e quando invece rappresenta una condizione non preoccupante? Per rispondere a questa domanda un gruppo di ricercatori dell’Ottawa Hospital Research Institute ha messo a punto uno strumento basato su 9 semplici domande che secondo gli autori potrebbe aiutare i medici del pronto soccorso ad individuare quali sincopi sono manifestazione di problemi seri.
La sincope è una condizione che interessa almeno il 35-40% delle persone nel corso della vita; tuttavia solo in un paziente su 10 di quelli che si recano in pronto soccorso, questa condizione è sintomo di un problema potenzialmente serio. Attraverso questo strumento di screening messo a punto dai ricercatori canadesi, i medici di pronto soccorso potranno ora prevedere il rischio che un paziente ha di presentare un’aritmia, un infarto o morte improvvisa entro un mese dall’episodio sincopale.
“Le sincopi rappresentano un vero problema – sostiene Venkatesh Thiruganasambandamoorthy, emergentista presso l’Ospedale di Ottawa – e il modo in cui questi pazienti vengono valutati varia molto da un ospedale all’altro ma anche da un medico all’altro. Ci auguriamo che questo strumento di screening sia d’aiuto per migliorare e uniformare la valutazione di questi pazienti e per individuare le condizioni potenzialmente fatali alla base di uno svenimento”. Uno strumento utile anche per capire quali pazienti hanno veramente bisogno di un ricovero e quali possono invece essere rimandati a casa, senza permanere ore e ore in pronto soccorso. “Questo strumento – afferma Thiruganasambandamoorthy – potrà consentire di dimettere rapidamente dal pronto soccorso i pazienti a basso rischio, contribuendo così ad evitare inutili intasamenti e ad accorciare i tempi d’attesa per la valutazione degli altri pazienti”.
Per lo studio pubblicato su Canadian Medical Association Journal sono stati presi in esame 4.030 casi di sincope, studiati presso 6 pronto soccorsi canadesi; tra tutti questi, 147 pazienti hanno presentato un grave evento nell’arco del mese successivo alla dimissione.
Secondo i ricercatori canadesi sono 8 i fattori da tener presente nella valutazione del rischio di questi pazienti e che sono stati incorporati nel questionario di screening. Tra questi, la predisposizione alla sincope vaso-vagale (essere svenuti dopo aver soggiornato a lungo in piedi, in un luogo caldo o affollato, aver provato una paura, dolore o un’emozione intensa), la predisposizione a patologie cardiache, rilevazione di pressione sistolica inferiore a 90 o superiore a 180 mmHg in pronto soccorso, alterazioni elettrocardiografiche (asse del QRS inferiore a -30° o superiore a +100°, durata del QRS superiore a 130 msec, intervallo QTc superiore a 480 msec), diagnosi nel dipartimento d’emergenza di sincope cardiaca o di sincope vaso-vagale, o livelli di troponina superiori al 99° percentile per la popolazione normale. Il rischio di un evento indesiderato grave entro i 30 giorni successivi alla sincope va, secondo gli autori, dallo 0,4% di chi totalizza un punteggio di -3, all’83,6% di chi presenta un punteggio di 11.
I pazienti con punteggio a -3 a 0 sono considerati a basso rischio, quelli da 1 a 3 a rischio intermedio, da 4 a 5 a rischio alto e da 6 a 11 a rischio altissimo.
Il questionario delle sincopi (Canadian Syncope Risk Score) è al momento in fase di validazione presso tutti i pronto soccorso canadesi, grazie ad un finanziamento del Canadian Arrhythmia Network. Una volta completata questa fase verrà reso disponibile online o come ‘app’.
Maria Rita Montebelli