Sindrome di Myhre. L’Iss scopre la causa genetica

Sindrome di Myhre. L’Iss scopre la causa genetica

Sindrome di Myhre. L’Iss scopre la causa genetica
Una sindrome ereditaria di cui nessuno conosceva la causa. Ma uno studio italiano svela oggi il gene responsabile: si tratta di SMAD4, un oncosoppressore già collegato al cancro del pancreas e della pelle, ai tumori gastrointestinali e a displasie vascolari.

La sindrome di Myhre è una malattia ereditaria estremamente rara (sono circa 30 i casi descritti in letteratura scientifica), caratterizzata da ritardo mentale, bassa statura, dimorfismo facciale, anormalità scheletriche e ipertrofia muscolare generalizzata. Fino ad oggi non si conosceva la causa genetica che ne fosse alla base, ma secondo una ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicata sulla rivista American Journal of Human Genetics, questa sarebbe generata da poche, specifiche e ricorrenti mutazioni nel gene SMAD4.

SMAD4 è un gene oncosoppressore che codifica per una proteina in grado di proteggere le cellule dalla trasformazione maligna; la sua inattivazione per effetto di mutazioni somatiche e delezioni era già stata collegata alla patogenesi del cancro del pancreas e della pelle, come pure di disordini che predispongono gli individui a tumori gastrointestinali e a displasie vascolari.

La scoperta è opera di un team di ricercatori, coordinati da Marco Tartaglia, del Dipartimento di Ematologia, Oncologia e Medicina Molecolare dell’Istituto Superiore di Sanità, e ha identificato il gene attraverso l’uso di una tecnologia di nuova generazione. "L'identificazione del gene implicato nella malattia è stata conseguita grazie all’uso di una nuova e potente tecnologia di sequenziamento del genoma basata sull’analisi dell’esoma, cioè dell’intera porzione del DNA che contiene le istruzioni per sintetizzare le proteine del nostro organismo”. Le parole sono di Enrico Garaci, presidente dell’Iss. “Si tratta di un successo importante nella conoscenza dei meccanismi molecolari alla base di questa malattia dello sviluppo, di cui siamo particolarmente orgogliosi perché è frutto dell’uso di una nuova piattaforma tecnologica acquisita attraverso i fondi ottenuti grazie alle donazioni del 5 per mille da parte dei cittadini".

Il tutto è partito dal sequenziamento dell’esoma, tratto dal DNA di un paziente, tramite tecniche di bioinformatica. "L’approccio che abbiamo utilizzato ha permesso di ridurre considerevolmente il numero di varianti potenzialmente implicate nella malattia e di identificare la mutazione responsabile in pochi giorni”, ha poi spiegato Tartaglia. “Il coinvolgimento del gene nella malattia è stato confermato attraverso l’identificazione delle mutazioni in altri soggetti con diagnosi clinica della malattia".

Ma la scoperta potrebbe essere utile non solo per i pazienti affetti dalla stessa sindrome di Myhre. "Oltre alla rilevanza clinica e tecnologica della ricerca, la scoperta apre nuovi scenari sul ruolo del gene SMAD4 nello sviluppo e nei processi biologici controllati da questa proteina anche in altre malattie dello sviluppo", ha infatti commentato il ricercatore. La scoperta, confermata anche da un altro studio condotto indipendentemente da un gruppo francese e pubblicato su Nature Genetics, ha permesso di identificare che una diversa classe di alterazioni in questo stesso gene è in grado di influenzare significativamente lo sviluppo e la crescita.

 

13 Gennaio 2012

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