Stress in corsia. E se fosse colpa anche della tecnologia?

Stress in corsia. E se fosse colpa anche della tecnologia?

Stress in corsia. E se fosse colpa anche della tecnologia?
Ma è proprio vero che la tecnologia in corsia, cartelle cliniche elettroniche (CCE) e software di ultima generazione siano sinonimi di efficienza e garantiscano maggiori contatti tra medici e pazienti?

(Reuters Health) – Secondo quanto emerge da un recente studio statunitense, la maggior parte dei medici che fanno uso di cartelle cliniche elettroniche e di software di registrazione delle prenotazioni, tendono ad essere meno soddisfatti a causa del tempo, troppo, che spendono nelle mansioni di segreteria e -sempre secondo lo studio – sono a più alto rischio di burnout rispetto ad altri sanitari che utilizzano le tradizionali modalità cartacee.
 
“Le cartelle cliniche elettroniche sono più concentrate sulla componente documentale delle fatturazioni piuttosto che sulla documentazione di efficacia e efficienza delle cure cliniche – sostiene Ann O’Malley del Mathematica Policy Research di Washington – questo rende le CCE meno utili nella pratica clinica e nella cura reale del paziente, e oltretutto può essere frustrante per i medici. Sarebbe il caso che i fornitori di tecnologia lavorassero a più stretto contatto con i medici, con gli infermieri e il personale per capire meglio cosa ottenere da una cartella clinica elettronica e dai software di registrazione e come renderli clinicamente rilevanti e facili da usare”. Sceondo l’autore dello studio,Tait D. Shanafelt della Mayo Clinic di Rochester in Minnesota “questi strumenti danno la possibilità ai medici di avere accesso alle cartelle cliniche anche quando sono a casa, prolungando la giornata lavorativa del sanitario. Lo studio dimostra che i medici spendono più di 10 ore a settimana per lavorare sulla cartella clinica ,dopo che sono usciti dal luogo di lavoro, durante la notte e nei fine settimana. Il burnout è stato collegato alla diminuzione della qualità delle cure e agli errori medici”.

Lo studio
I ricercatori hanno analizzato le risposte raccolte da un sondaggio condotto nel 2014 tra i medici statunitensi di tutte le specialità, che ha incluso quasi 36.000 professionsiti dei quali 6.800 hanno risposto. Quasi l’80% ha confermato di aver utilizzato le nuove tecnologie ma il 33% si è dichiarato insoddisfatto dei tempi spesi in mansioni di segreteria e oltre il 29% ha presentato un elevato rischio di burnout rispetto ad altri medici.
“In realtà – sottolinea Ted E. Palen del Medical Group Colorado Permanent di Denver – le cartelle cliniche elettroniche e gli strumenti digitali non sono necessariamente causa di burnout, anzi nella mia esperienza clinica essi rendono più produttivi e permettono di gestire meglio i pazienti e con minori ritardi rispetto ai vecchi metodi cartecei. Non solo, i contatti via mail dei pazienti sono saliti da 3-4 mail giornaliere a 10-2”.

Fonte: Mayo Clin Proc 2016

Kathryne Doyle

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science) 

Kathryne Doyle

01 Luglio 2016

© Riproduzione riservata

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