Torino. Il primo robot neurochirurgico spinale in Italia arriva alla Città della Salute

Torino. Il primo robot neurochirurgico spinale in Italia arriva alla Città della Salute

Torino. Il primo robot neurochirurgico spinale in Italia arriva alla Città della Salute
Si chiama Mazor ed il suo campo di applicazione va dalla stabilizzazione della colonna vertebrale agli interventi chirurgici spinali con approccio posteriore, dalla cura delle deformità spinali al trattamento della patologia tumorale, ed infine la cifoplastica e la vertebroplastica.

Si chiama Mazor ed è il primo robot neurochirurgico della chirurgia spinale in uso in Italia. Il sistema robotizzato è in dotazione sperimentale ed utilizzato da Michele Naddeo della Neurochirurgia dell'ospedale CTO della Città della Salute e della Scienza di Torino. Mazor è un dispositivo finalizzato in campo neurochirurgico alla chirurgia spinale sia aperta sia mini invasiva percutanea. Il campo di applicazione va dalla stabilizzazione della colonna vertebrale agli interventi chirurgici spinali con approccio posteriore, dalla cura delle deformità spinali, quali la scoliosi, al trattamento della patologia tumorale, come ad esempio la possibilità di prelevare materiale patologico con estrema precisione, ed infine la cifoplastica e la vertebroplastica. 
Il sistema è molto maneggevole ed ha un’accuratezza pari al 99% nel raggiungere il bersaglio ed infine non è condizionato dall’utilizzo di raggi infrarossi esposti facilmente ad interferenze.

Il robot consente di riprodurre fedelmente in sala operatoria una procedura chirurgica già precedentemente pianificata fuori della sala sulla base delle immagini radiologiche.
Rispetto alla tecnica chirurgica tradizionale, l’utilizzo del sistema robotico permette la riduzione di circa il 60% dell’esposizione a radiazione intraoperatoria, del 50% delle complicanze postoperatorie, del 30% del periodo di degenza in ospedale e del 50% il numero di reinterventi, oltre ad una rilevante riduzione della terapia antalgica postoperatoria. Il tempo chirurgico dell’intervento si riduce di circa il 60%, infatti, ad esempio nelle stabilizzazioni vertebrali, il posizionamento corretto di una vite transpeduncolare richiede un tempo medio di circa tre minuti. Nella maggior parte dei casi di fissazione vertebrale i segmenti su cui s’interviene sono due, con l’applicazione totale di quattro viti.

I vantaggi dell’utilizzo della robotica sono l’estrema precisione nel riprodurre una procedura chirurgica preventivamente pianificata con riduzione dell’invasività, dell’esposizione del paziente e del personale a radiazioni, e dei tempi chirurgici. Quello che è richiesto al chirurgo è sostanzialmente un corretto giudizio clinico ed una attenta pianificazione della procedura, mentre le variabili legate all’esecuzione della medesima sono ridotte al minimo. Questo consente pertanto di affrontare con affidabilità anche quei casi anatomicamente più complessi.

Il sistema robotizzato ha tre componenti: 1) una stazione di lavoro equipaggiata di un computer che controlla i movimenti del dispositivo di posizionamento degli strumenti e che attraverso un touch screen consente di controllare le immagini radiologiche; 2) un software dedicato che consente di fondere le immagini radiologiche acquisite prima dell’intervento con quelle ottenute in sala operatoria; 3) una unità di posizionamento che può essere fissata sia sul paziente sia al tavolo operatorio e che dispone di una cannula di lavoro attraverso la quale vengono fatti scorrere gli strumenti chirurgici ed i mezzi di fissazione da impiantare. Il computer della stazione di lavoro governa i movimenti dell’unità fino a riprodurre le traiettorie pianificate prima dell’intervento.

La procedura chirurgica, ad esempio d’impianto di mezzi di fissazione spinale assistita dal robot, si compone di quattro passaggi.
Il primo passaggio è la pianificazione dell’intervento chirurgico sulle immagini radiografiche acquisite in fase preoperatoria. In questa fase sono definite le traiettorie ottimali per la corretta posizione dei mezzi di impianto, come ad esempio delle viti vertebrali nonché le dimensioni delle viti stesse.
Il secondo passaggio è quindi il montaggio intraoperatorio di una piattaforma solidale con la colonna vertebrale del paziente.
Il terzo passaggio è l’acquisizione intraoperatoria di due immagini radiologiche del segmento di colonna vertebrale su cui si opera. Le immagini così acquisite saranno elaborate dal software della stazione di lavoro fuse con le immagini radiografiche, ad esempio TC, acquisite pre operatoriamente e sulle quali è stata pianificata la procedura chirurgica. Il processo di fusione è automatico con valutazione dell’affidabilità della fusione delle immagini.
Il quarto ed ultimo passaggio è montare sulla piattaforma, solidale con la colonna vertebrale del paziente, il dispositivo per la posizione degli strumenti chirurgici. Il computer della stazione di lavoro manderà nella corretta posizione la cannula di lavoro del dispositivo in accordo con le traiettorie preventivamente pianificate. Eseguito questo passaggio, si collocheranno nelle vertebre le viti del sistema di fissazione vertebrale.  

07 Ottobre 2014

© Riproduzione riservata

La spesa farmaceutica continua a correre: nei primi 11 mesi del 2025 supera quota 23 miliardi (+7%). Il tetto della diretta sfonda per 4,6 miliardi
La spesa farmaceutica continua a correre: nei primi 11 mesi del 2025 supera quota 23 miliardi (+7%). Il tetto della diretta sfonda per 4,6 miliardi

La spesa farmaceutica nazionale complessiva nei primi 11 mesi del 2025 si è attestata a 23.131,2 mln di euro, (in aumento di circa il 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2024, quando risultava...

Ebola. Oms e Africa Cdc lanciano un piano da 518 milioni di dollari: “Uniti si vince. La disinformazione è pericolosa come il virus”
Ebola. Oms e Africa Cdc lanciano un piano da 518 milioni di dollari: “Uniti si vince. La disinformazione è pericolosa come il virus”

"Solo uniti si vince". L'Organizzazione mondiale della sanità e l'Africa Centres for Disease Control and Prevention hanno lanciato un Piano continentale congiunto di preparazione e risposta contro l'epidemia di Ebola...

Farmaceutica e clima. Efpia: triplicato in 5 anni il consumo di energia elettrica da fonti rinnovabili nelle aziende associate
Farmaceutica e clima. Efpia: triplicato in 5 anni il consumo di energia elettrica da fonti rinnovabili nelle aziende associate

Dall’ambizione all’attuazione. Mentre il cambiamento climatico è sempre più riconosciuto come una delle principali minacce per la salute globale, il settore farmaceutico europeo accelera il percorso verso la sostenibilità ambientale....

Hantavirus Andes. Basso rischio di grandi focolai. Decisivi diagnosi precoce e isolamento dei casi. Lo studio Iss-Fbk
Hantavirus Andes. Basso rischio di grandi focolai. Decisivi diagnosi precoce e isolamento dei casi. Lo studio Iss-Fbk

Per le sue caratteristiche il virus Andes (Andv), il ceppo di Hantavirus che ha dato vita all’epidemia sulla nave da crociera nelle scorse settimane, molto difficilmente può dare grandi focolai...