Trial a braccio singolo (SAT) per registrare nuovi farmaci. Dal documento di consultazione EMA al parere degli esperti, verso un quadro chiaro su come disegnarli

Trial a braccio singolo (SAT) per registrare nuovi farmaci. Dal documento di consultazione EMA al parere degli esperti, verso un quadro chiaro su come disegnarli

Trial a braccio singolo (SAT) per registrare nuovi farmaci. Dal documento di consultazione EMA al parere degli esperti, verso un quadro chiaro su come disegnarli
L’Agenzia europea dei medicinali ha aperto una discussione pubblica su questo tema, in seguito all’aumento, negli ultimi anni, di dossier basati su questo tipo di sperimentazione, utile soprattutto in oncologia e nelle malattie rare. Quotidiano Sanità ha chiesto a clinici, tecnici e statistici la loro opinione sui cosiddetti “SAT”.

Lo scorso mese di aprile, l’Agenzia europea dei medicinali (EMA) ha aperto una consultazione pubblica sul tema dei trial a braccio singolo, proponendo un documento di riflessione che discute i concetti chiave per l’utilizzo di questo genere di studi clinici come prova fondamentale a sostegno delle domande di autorizzazione all’immissione in commercio per i medicinali nell’Unione Europea (UE). Si tratta di un documento orientativo che articola le considerazioni e le sfide associate a questo tipo di trial.

Gli studi controllati randomizzati (RCT) sono oggi considerati lo standard per fornire tutte le prove scientifiche in grado di confermare la sicurezza e l’efficacia di un nuovo farmaco. Negli studi randomizzati, i pazienti vengono assegnati in modo casuale al braccio di trattamento attivo o al braccio di controllo. Di solito, in questi studi vengono inclusi un gran numero di pazienti per generare dati affidabili sull’efficacia di un trattamento. Tuttavia, negli ultimi anni è aumentata esponenzialmente la percentuale di domande di autorizzazione all’immissione in commercio i cui dati clinici di sicurezza poggiano su studi a braccio singolo (SAT), evidenzia l’EMA.

Nei SAT, tutti i soggetti che entrano nello studio sono destinati a ricevere il trattamento sperimentale e a essere seguiti prospetticamente per un periodo di tempo. I SAT possono avere caratteristiche specifiche di progettazione, come ad esempio un periodo di monitoraggio per ottenere i dati di base dei soggetti prima dell’inizio del trattamento. In generale, le considerazioni contenute nel documento di riflessione dell’EMA si estendono anche agli studi che contengono più di un braccio, ma non randomizzano a un controllo per un confronto formale. Ciò include gli studi non randomizzati, così come gli studi in cui solo i bracci sperimentali sono randomizzati, ma senza confronti formali tra i bracci.

L’impiego di SAT si osserva in diverse aree terapeutiche, soprattutto l’oncologia, ma anche le malattie rare. L’obiettivo del documento di riflessione è quello di delineare l’attuale pensiero sui SAT presentati come prove di riferimento per stabilire l’efficacia di un medicinale per il quale è stata inoltrata una domanda di autorizzazione all’immissione in commercio. Tuttavia, non rientra nell’ambito del documento di riflessione la definizione delle condizioni generali in cui i SAT possono essere considerati accettabili ai fini registrativi. Tali considerazioni dipendono infatti fortemente dal contesto clinico e da altri fattori, come la modalità di trattamento del farmaco. È responsabilità del richiedente – segnala l’EMA – giustificare adeguatamente alle autorità di regolamentazione il motivo per cui un SAT, che si discosta dall’approccio standard in cui si forniscono prove pivotali di efficacia tramite RCT, può fornire chiare evidenze di efficacia.

Dalla scelta degli endpoint alla selezione della popolazione target, dal ruolo dei dati esterni ai principi statistici che devono essere alla base dell’organizzazione di single arm trial, il documento entra nel merito di tutti i temi più rilevanti in materia.

Lo scopo della consultazione è stato dunque stimolare la discussione scientifica sui concetti chiave e sulle sfide associate agli studi a braccio singolo per migliorarne la progettazione e la conduzione. Il documento di riflessione è stato adottato dal comitato per i medicinali ad uso umano (CHMP) dell’EMA con il contributo del comitato per le terapie avanzate (CAT), del gruppo di lavoro sulla metodologia (MWP) e del gruppo di lavoro sull’oncologia (ONCWP). A chiusura di questa fase, i commenti delle parti interessate saranno analizzati e considerati nel documento finale la cui pubblicazione è prevista nel 2024.

In questo speciale Quotidiano Sanità, col supporto incondizionato di Roche, ha interpellato vari esperti, dai clinici ai tecnici del regolatorio, passando per gli statistici, per raccogliere i loro punti di vista sul tema*.

*ll contributo degli OLs interpellati è stato reso a titolo gratuito

02 Ottobre 2023

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