Tumore gastrico ereditario. Diminuisce il ricorso alla chirurgia preventiva, nuove prospettive per la sorveglianza endoscopica

Tumore gastrico ereditario. Diminuisce il ricorso alla chirurgia preventiva, nuove prospettive per la sorveglianza endoscopica

Tumore gastrico ereditario. Diminuisce il ricorso alla chirurgia preventiva, nuove prospettive per la sorveglianza endoscopica

Una revisione sistematica condotta dalle Università Statale di Milano e Milano-Bicocca ha analizzato 25 anni di studi sulla gastrectomia totale profilattica su portatori di varianti del gene CDH1, associate a una predisposizione ereditaria al tumore gastrico. I risultati mostrano una progressiva diminuzione del ricorso all’intervento e indicano il possibile ruolo della sorveglianza endoscopica nell’individuazione precoce delle lesioni. Lo studio pubblicato sul Journal of Medical Genetics

Per le persone portatrici di mutazioni del gene CDH1, la gastrectomia, cioè la rimozione dello stomaco a scopo preventivo, è stata a lungo considerata una delle principali strategie per ridurre il rischio di sviluppare un tumore gastrico diffuso. Un intervento estremamente invasivo (e dalle importanti conseguenze sulla qualità della vita), al quale negli ultimi anni si è fatto progressivamente meno ricorso, mentre la sorveglianza endoscopica ha assunto un ruolo sempre più rilevante.

 A evidenziare questo cambiamento è ora una revisione sistematica, accompagnata da un’analisi complessiva dei risultati di più studi condotti nell’arco di 25 anni, realizzata dall’Università Statale di Milano in collaborazione con l’Università di Milano-Bicocca e pubblicata sul Journal of Medical Genetics. Il lavoro ha esaminato il ricorso alla rimozione preventiva dello stomaco nelle persone con alterazioni ereditarie del gene CDH1, per capire come sia cambiato nel tempo il ricorso all’intervento.

 Il gene CDH1 contiene le istruzioni per produrre l’E-caderina, una proteina che aiuta le cellule dei tessuti a rimanere unite e stabili. Determinate alterazioni ereditarie di questo gene possono aumentare il rischio di sviluppare alcuni tumori, in particolare il tumore gastrico diffuso e il tumore lobulare della mammella. Queste alterazioni vengono ricercate soprattutto nelle persone che sviluppano queste malattie in giovane età o nelle cui famiglie si sono verificati più casi.

Le prime mutazioni del gene CDH1 furono identificate nel 1998 in una popolazione Maori della Nuova Zelanda. L’anno successivo, l’International Gastric Cancer Linkage Consortium introdusse la definizione di tumore gastrico diffuso ereditario e indicò nella gastrectomia totale profilattica, ossia l’asportazione completa dello stomaco prima della comparsa di un tumore avanzato: una procedura finalizzata a ridurre il rischio oncologico, ma che comporta conseguenze rilevanti e possibili complicanze.

 La revisione ha preso in esame 21 studi pubblicati tra il 2001 e il 2025, relativi complessivamente a 967 persone portatrici di varianti patogenetiche di CDH1. In questo gruppo sono state eseguite 609 gastrectomie totali profilattiche, pari al 62,9% dei casi considerati. La maggior parte degli interventi analizzati è stata effettuata in Nord America, negli Stati Uniti e in Canada.

 I dati mostrano però che, nell’arco dei 25 anni considerati, il ricorso alla rimozione preventiva dello stomaco si è progressivamente ridotto, pur senza raggiungere la significatività statistica: dall’83,2% del periodo 2001-2010 al 71% del decennio successivo, fino al 67,5% tra il 2021 e il 2025.

 L’esame dei tessuti asportati chirurgicamente ha inoltre mostrato che le forme tumorali più avanzate erano molto rare, pari a circa l’1% dei casi. La maggior parte delle lesioni individuate, circa l’80%, era invece ancora in uno stadio iniziale.

 I risultati dello studio possono essere messi in relazione con le recenti analisi genetiche che, in alcuni gruppi di portatori di mutazioni del gene CDH1, stimano intorno al 10% il rischio di sviluppare un tumore gastrico, ridimensionandolo rispetto alle valutazioni precedenti. I dati evidenziano inoltre la relativa sicurezza della sorveglianza endoscopica, effettuata attraverso gastroscopie con biopsie multiple, nell’individuazione precoce delle lesioni tumorali, rispetto a un approccio invasivo e non privo di complicanze come la gastrectomia totale profilattica

 “Nel loro insieme, i risultati suggeriscono l’opportunità di una valutazione sempre più selettiva del ricorso alla gastrectomia totale profilattica. La progressiva diminuzione degli interventi può essere collegata sia alle nuove stime del rischio oncologico nei portatori di varianti del gene CDH1, sia al miglioramento della capacità di individuare precocemente le lesioni attraverso la gastroscopia associata a biopsie multiple” ha affermato Giovanni Corso professore di chirurgia del dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell’Università Statale di Milano e chirurgo presso l’Istituto Europeo di Oncologia.

 “Lo studio contribuisce così al dibattito scientifico sulla gestione delle persone geneticamente predisposte al tumore gastrico diffuso e potrà offrire elementi utili per affinare le future indicazioni cliniche. I risultati non escludono il ruolo della chirurgia preventiva, ma sostengono la necessità di riservarla a una popolazione maggiormente selezionata, valutando attentamente il profilo di rischio individuale e il possibile ricorso alla sorveglianza endoscopica in centri specializzati” conclude Carlo La Vecchia già professore di statistica medica ed epidemiologia all’Università Statale di Milano e coautore dello studio.

12 Ottobre 2026

© Riproduzione riservata

Russia. L’Oms non sa di cosa sia morta la ricercatrice. E accetta la versione di Mosca
Russia. L’Oms non sa di cosa sia morta la ricercatrice. E accetta la versione di Mosca

C'è una frase, nell'aggiornamento pubblicato il 10 ottobre dall'Organizzazione mondiale della sanità, che dovrebbe mettere a disagio chiunque abbia a cuore la credibilità delle istituzioni sanitarie internazionali: "Il 2 ottobre...

Pandemie. Oms, individuare le nuove minacce sanitarie entro 24 ore. Lanciata la strategia globale al 2030
Pandemie. Oms, individuare le nuove minacce sanitarie entro 24 ore. Lanciata la strategia globale al 2030

Individuare e comprendere le nuove minacce sanitarie entro 24 ore dalla loro comparsa, per intervenire tempestivamente ed evitare che i focolai si trasformino in epidemie o pandemie. È l’ambizioso obiettivo...

Dipendenze. 300 mila persone ogni anno nei servizi di cura, FeDerSerD: “Serve più personale e accesso a terapie”
Dipendenze. 300 mila persone ogni anno nei servizi di cura, FeDerSerD: “Serve più personale e accesso a terapie”

Circa 300mila persone ogni anno si rivolgono ai Servizi per le Dipendenze (SerD) per ricevere assistenza e intraprendere percorsi di cura. Un universo di bisogni che va ben oltre le...

Hpv. Vaccinazioni e screening per prevenire i tumori: dall’Iss il manifesto “Traguardo Zero”
Hpv. Vaccinazioni e screening per prevenire i tumori: dall’Iss il manifesto “Traguardo Zero”

Un appello all’azione rivolto a decisori politici, professionisti sanitari, società civile e cittadini per rafforzare la prevenzione dell’HPV e dei tumori correlati all’infezione. È questo il messaggio centrale del Manifesto...