Udito: anche una lieve perdita innesca il declino cognitivo

Udito: anche una lieve perdita innesca il declino cognitivo

Udito: anche una lieve perdita innesca il declino cognitivo
I cali di udito, anche più piccoli della soglia abituale per diagnosticare una perdita del senso, sono associati a un deterioramento cognitivo misurabile negli anziani. È quanto emerge da uno studio pubblicato da JAMA Otolaryngology-Head & Neck Surgery.

(Reuters Health) – “Le persone con un udito scarso usano molto di più le capacità mentali per decodificare le parole che vengono espresse e non riescono a elaborare il significato di ciò che viene detto,”, dice Justin Golub, del reparto di chirurgia otorinolaringoiatrica e testa-collo del NewYork-Presbyterian Columbia University Irving Medical Center di New York City, autore principale di uno studio sull’udito che ha tenuto in considerazione oltre seimila over 50.
 
Golub compara la performance cerebrale a quella fisico. Se i corridori dovessero pensare a come compiere ogni passo, non andrebbero molto veloci: analogamente, le parti del cervello coinvolte nel pensiero complesso non fanno altrettanto “esercizio” quando più risorse vengono dirette alla decodifica delle parole in una conversazione.

Inoltre, è stato dimostrato che “le persone con un peggior udito socializzano meno – perché è difficile – e quindi hanno un minor numero di conversazioni intellettualmente stimolanti”, continua Golub.

Lo studio
Golub e colleghi hanno analizzato le informazioni dell’Hispanic Community Health Study (HCHS) e del National Health and Nutrition Study (NHANES), entrambi contenenti dati su partecipanti sottoposti a test dell’udito e cognitivi.

I ricercatori si sono concentrati sui partecipanti all’NCHS con un’età pari o superiore ai 50 anni che non avevano sviluppato una perdita d’udito precoce e su quelli dell’NHANES con un’età compresa tra i 60 e i 69 anni. Ciò ha fornito loro un totale di 6.451 per l’analisi, con un’età media di poco più di 59 anni.
Dopo aver considerato la demografia e i fattori di rischio cardiovascolari – entrambi potenzialmente impattanti sulla probabilità di sviluppare problemi cognitivi – i ricercatori hanno stabilito che una ridotta capacità uditiva si associava a una peggiore prestazione nei test cognitivi.

“Le persone che avevano difficoltà a udire un sussurro (ma che tecnicamente avevano ancora un udito normale) hanno ottenuto sei punti in meno in un test su velocità e attenzione rispetto a quelle con un udito assolutamente perfetto”, osserva Golub, secondo il quale sarebbe opportuno indossare apparecchi acustici ai primi accenni di problemi uditivi.
 
Fonte: JAMA Otolaryngology-Head & Neck Surgery



Linda Carroll



(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)
 

Linda Carroll

16 Novembre 2019

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