Un grave stress devasta il cuore. I risultati di uno studio svedese lo dimostrano in modo certo

Un grave stress devasta il cuore. I risultati di uno studio svedese lo dimostrano in modo certo

Un grave stress devasta il cuore. I risultati di uno studio svedese lo dimostrano in modo certo
Un rischio di scompenso cardiaco aumentato di quasi 700 volte entro il primo anno dalla diagnosi di un disturbo stress-correlato non può essere considerato un’opinione, né un dato aneddotico. Come non lo sono tutti gli altri risultati scaturiti da un vasto studio osservazionale condotto in Svezia e pubblicato su British Medical Journal. Il rischio di sviluppare una patologia cardiovascolare a seguito di un grave disturbo stress-relato è particolarmente importante entro il primo anno dalla diagnosi e tra chi ha meno di 50 anni. il legame tra disturbi correlati ad un forte stress e malattie cardiovascolari è ormai dimostrato scientificamente.

Lo stress, quello grave che fa seguito all’esposizione ad un evento traumatico (guerra, terremoti, violenze fisiche) fa davvero male al cuore, come la depressione? Nell’immaginario collettivo la risposta è scontata. Per la scienza invece questa è ancora una zona grigia. Ma adesso dalla Svezia arriva un grande studio osservazionale, pubblicato su BMJ, mirato appunto a verificare la presenza di un’associazione tra disturbi da stress e cardiopatie.
 
Lo studio (primo nome Huan Song, Center of Public Health Sciences, Faculty of Medicine, University of Iceland, Reykjavík, Islanda) è stato condotto su varie categorie di ‘stressati’ (pazienti affetti da disturbo post-traumatico da stress, PTSD o che presentavano reazioni da stress ‘acuto’, disturbi di adattamento e altre reazioni allo stress) e sui loro fratelli non ‘stressati. Con questi criteri sono stati analizzati, in un periodo che va dal 1987 al 2013, 136.637 pazienti inclusi nello Swedish National Patient Register, 171.314 loro fratelli senza disturbi stress-relati e 1.366.370 soggetti della popolazione generale.
 
L’endpoint primario dello studio era la diagnosi di nuove malattie cardiovascolari (qualsiasi forma di cardiopatia ischemica, di malattia cerebro-vascolare, malattia trombo-embolica, ipertensione, scompenso cardiaco, aritimie/disturbi di conduzione, patologie cardiovascolari fatali)  e 16 singole diagnosi di malattie cardiovascolari.
 
Nell’arco dei 27 anni di follow-up, il tasso di incidenza grezzo di qualunque patologia cardiovascolare è risultato di 10,5/1.000 anni persona tra i pazienti affetti da disturbi stress-correlati, di 8,4/1.000 anni persona tra i loro fratelli non affetti da disturbi da stress e di 6,9/1.000 anni persona tra gli individui della popolazione generale.
 
I pazienti affetti da disturbi stress-correlati , rispetto ai loro fratelli sani presentavano un aumento del 64% del rischio di qualunque malattia cardiovascolare; ma il rischio di  scompenso cardiaco, nel primo anno dalla diagnosi dei disturbi da stress risultava maggiorato addirittura del 695% in questi soggetti.
Superato il primo anno dalla diagnosi di disturbo stress-relato, il rischio di sviluppare nuove patologie cardiovascolari si riduce nettamente (complessivamente +29%), e va da un minimo del +12% per e aritmie al + 202% per le trombosi/embolie arteriose.
 
I disturbi da stress sono risultati inoltre più fortemente associati con un esordio precoce di malattie cardiovascolari (+40% per le fasce d’età inferiori ai 50 anni), che ad esordio tardivo (+24% per fasce d’età ≥50 anni).
 
Gli autori concludono dunque chele patologie da stress sono associate in maniera importante a diverse forme di patologie cardiovascolari e questo in modo indipendente dal contesto familiare, da una storia di disturbi somatici o psichiatrici e da eventuali comorbilità psichiatriche.
 
Gli studi sull’argomento condotti in passato si sono focalizzati soprattutto su maschi (veterani o personale militare ancora in servizio) e hanno preso in considerazione soprattutto il disturbo post-traumatico da stress (PTSD) o sintomi da PTSD auto-riferiti. La limitata numerosità delle popolazioni esaminate non consentiva di valutare la presenza di potenziali differenze rispetto agli effetti immediati o a lungo termine delle reazioni da stress su un’ampia gamma di patologie cardiovascolari.
 
Diverso il caso di questo studio, che dimostra come uno stress importante in risposta ad un trauma o a eventi significativi nella vita di un individuo si associ ad un rischio decisamente elevato di varie forme di patologie cardiovascolari. E questo in particolare a ridosso dell’evento che ha generato una grave reazione da stress, tipicamente entro il primo anno dalla diagnosi di disturbo stress-correlato. L’associazione sembra essere ancor più importante tra le fasce d’età al di sotto dei 50 anni.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

11 Aprile 2019

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