Vaccinazione dell’adulto in Toscana: focus sull’Herpes Zoster

Vaccinazione dell’adulto in Toscana: focus sull’Herpes Zoster

Vaccinazione dell’adulto in Toscana: focus sull’Herpes Zoster
In Toscana è il momento di ripartire, riprendendo in mano il Piano regionale delle vaccinazioni e di discutere dei nuovi vaccini disponibili per gli adulti. In un incontro online gli esperti si sono confrontati sulle opportunità offerte dal nuovo vaccino contro l’Herpes Zoster

La Toscana, dal punto di vista delle vaccinazioni è sempre stata un punto di riferimento in Italia, con il coinvolgimento anche di Pediatri e Medici di Medicina Generale. Nell’ultimo anno, come in tutte le Regioni, si è verificato un rallentamento delle vaccinazioni di routine, nei giovani e nell’adulto. È il momento di ripartire, riprendendo in mano il Piano regionale delle vaccinazioni e di discutere dei nuovi vaccini disponibili per gli adulti.
 
In un incontro online al quale hanno partecipato Emanuela Balocchini, Settore Prevenzione Collettiva, Regione Toscana; Paolo Bonanni, Professore Ordinario di Igiene all’Università di Firenze; Letizia Attala, dell’Ospedale Santa Maria Annunziata; Elisabetta Alti, direttore della medicina generale dell’ASL Toscana centro e Mauro Ruggeri, Medico di Medicina Generale, gli esperti si sono confrontati sulle opportunità offerte dal nuovo vaccino contro l’Herpes Zoster.
 
Con il Covid-19 e con l’attenzione dedicata alla campagna vaccinale, c’è stato un rallentamento delle vaccinazioni, “ma ora c’è la volontà di riprendere in mano le attività non pandemiche”, osserva Balocchini. In questo, il ruolo di Pediatri di libera scelta e di Medici di Medicina Generale è fondamentale. “Il coinvolgimento dei MMG, ha permesso di raggiungere buoni livelli di copertura vaccinale, inoltre siamo una delle poche Regioni che ha affidato la vaccinazione per il Covid-19 ai MMG, con un importante sforzo organizzativo che però ha dato i suoi frutti”, spiega Balocchini.
 
In Toscana da due anni i MMG possono effettuare tutte le vaccinazioni previste dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) che sono attualmente nei LEA. È una scelta che necessita di un livello organizzativo che deve essere in alcuni punti implementato, e che è guidata da tre aspetti, come sottolinea Alti: “fiducia, capillarità e prossimità”. I medici visitano i loro pazienti più fragili, quindi gli anziani o le persone affette da malattie croniche, con frequenza, anche più volte al mese, quindi possono consigliare la vaccinazione, e reiterare la proposta più volte. Inoltre gli studi medici sono ovunque e sono facilmente raggiungibili.

“Prima della pandemia era stata affidata ai Medici di famiglia anche la vaccinazione contro l’Herpes Zoster, ma questo percorso è stato interrotto a causa dell’emergenza sanitaria”, osserva Balocchini.
 
Le raccomandazioni del Calendario Vaccinale per la Vita sulla vaccinazione HZ
“Lo Zoster è una seconda manifestazione della varicella: è dovuto a una riattivazione del virus Varicella Zoster latente al livello dei gangli delle radici dorsali, che avviene soprattutto quando si verifica una diminuzione dell’immunità cellulo-mediata”, spiega Bonanni.  L’incidenza dello Zoster e della nevralgia posterpetica aumenta con l’età. Altri fattori di rischio sono l’immunocompromissone (a causa di altre patologie come l’infezione da HIV e tumori) e l’uso di farmaci immunosoppressivi. Inoltre i pazienti affetti da patologie croniche, a qualunque età, presentano un maggior rischio di soffrire di Herpes Zoster.
 
Finora in Italia era disponibile esclusivamente un vaccino vivo attenuato, controindicato nelle popolazioni immunocompromesse, che ha un’efficacia del 51% contro la patologia e del 65% contro la nevralgia post-erpetica (NPE), una complicanza frequente e dolorosa dell’HZ. L’efficacia del vaccino diminuisce notevolmente a 7-10 anni e con l’aumentare dell’età. Da poco è disponibile un nuovo vaccino ricombinante, non vivo, a subunità che non è controindicato nei pazienti immunocompromesssi. L’efficacia del nuovo vaccino va dal 91% a oltre il 97%, a distanza di 47 anni resta elevati, intorno all’84%. E l’efficacia contro la nevralgia post-erpetica raggiunge il 100%.  
 
Per tutte queste ragioni, sottolinea Bonanni, il board del del Calendario Vaccinale per la Vita raccomanda l’uso del vaccino ricombinante adiuvato a due dosi, poiché è in grado di prevenire un maggior numero di casi di HZ e di NPE in tutte le fasce d’età rispetto al vivo attenuato con un efficacia più duratura nel tempo. Inoltre, si raccomanda l’uso immediato negli immunocompromessi, indipendentemente da valutazioni economiche e organizzative, poiché questi soggetti sono maggiormente a rischio di sviluppare la malattia e non esistono altri vaccini che possano proteggerli. 

Diversi studi, come illustra Attala, hanno mostrato che il nuovo vaccino è sicuro ed efficace nei pazienti fragili, nei pazienti affetti da tumori solidi, da neoplasie ematologiche, nei soggetti affetti da HIV, nei pazienti sottoposti a trapianti renali o dopo trapianto di cellule staminali autologhe. Sono tutte categorie ad alto rischio di sviluppare la patologia e in cui, dopo la somministrazione del nuovo vaccino, si rilevano elevate risposte umorali e cellulo-mediate.

“Idealmente”, osserva Bonanni, “questo vaccino dovrebbe essere somministrato prima di tutto agli immunocompromessi, dovrebbe essere esteso poi ai pazienti a rischio, quindi alle persone affette da malattie croniche, per essere infine somministrato a tutti i soggetti dai 65 anni in su”. Il vaccino, secondo il Professore, è un’innovazione “assimilabile a un intervento terapeutico: la terapia è spesso fallace, quindi il vaccino dovrebbe essere trattato, anche in termini di investimento, come se fosse una misura terapeutica”.  

Perché una campagna di vaccinazione possa avere successo il vaccino deve essere messo a disposizione dei medici, la sua diffusione deve essere capillare ed efficace, sottolinea Alti. In questo senso il nuovo vaccino presenta due importanti vantaggi: viene conservato in frigorifero ed è co-somministrabile. “La medicina generale è pronta”, conclude. Possiamo raggiungere il target di copertura, se il vaccino verrà distribuito”. 
 
C.d.F.

C.d.F.

16 Luglio 2021

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