Vaccini antinfluenzali di nuova generazione. “Potrebbero salvare milioni di vite”. La valutazione dell’Oms

Vaccini antinfluenzali di nuova generazione. “Potrebbero salvare milioni di vite”. La valutazione dell’Oms

Vaccini antinfluenzali di nuova generazione. “Potrebbero salvare milioni di vite”. La valutazione dell’Oms

Ogni anno si registrano circa un mld di casi di influenza stagionale nel mondo, di questi dai 3 ai 5 mln provocano malattie gravi e si stima che tra i 290mila e i 650mila decessi siano dovuti a complicazioni respiratorie. Secondo un report dell’Oms, tra il 2025 e il 2050 vaccini antinfluenzali migliorati o universali, se ampiamente utilizzati, potrebbero prevenire fino a 18 miliardi di casi e salvare 6,2 milioni di vite, soprattutto tra anziani, bambini piccoli e donne in gravidanza

Se tra il 2025 e il 2050 fossero disponibili e ampiamente utilizzati vaccini antinfluenzali migliorati, di nuova generazione o universali, si potrebbero prevenire fino a 18 miliardi di casi di influenza e salvare fino a 6,2 milioni di vite in tutto il mondo, in particolare tra le persone a più alto rischio di malattie gravi, come gli anziani, i bambini piccoli e le donne incinte.  

È quanto emerge da una recente valutazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il nuovo report “Full value of improved influenza vaccine assessment” (Fviva) e  l’articolo della rivista Vaccine  valutano l’impatto sanitario, economico e politico dei vaccini antinfluenzali di nuova generazione e identificano i futuri ostacoli alla loro diffusione a livello globale. Forniscono inoltre una base per orientare investimenti, decisioni politiche e strategie di introduzione, supportando programmi più efficaci contro l’influenza stagionale e una migliore preparazione alle pandemie. 

Ogni anno si registrano circa un miliardo di casi di influenza stagionale nel mondo, di questi dai 3 ai 5 milioni provocano malattie gravi e si stima che tra i 290mila e i 650mila decessi siano dovuti a complicazioni respiratorie.  

Sebbene gli attuali vaccini antinfluenzali contribuiscano a ridurre il carico della malattia, la loro efficacia può variare a seconda della stagione, del prodotto e del gruppo di popolazione. La protezione è limitata a una stagione. Due volte all’anno, l’Oms convoca gli esperti del Sistema Globale di Sorveglianza e Risposta all’Influenza per formulare raccomandazioni sulla composizione del ceppo del vaccino antinfluenzale. Sebbene 143 paesi abbiano segnalato all’Oms di disporre di vaccini antinfluenzali stagionali, i paesi a reddito medio-alto e alto utilizzano la maggior parte delle dosi di vaccino antinfluenzale.  A febbraio 2026, erano 46 i vaccini antinfluenzali di nuova generazione in fase di sviluppo clinico, che utilizzano diverse piattaforme tecnologiche, come riportato dalla Roadmap per la ricerca e lo sviluppo dei vaccini antinfluenzali. 

“La valutazione chiarisce i potenziali benefici che vaccini antinfluenzali migliorati potrebbero offrire in diversi contesti – ha affermato il Dott. Philipp Lambach, responsabile tecnico del progetto da parte dell’Oms – fornisce a tutti coloro che lavorano sui futuri investimenti nei vaccini antinfluenzali, sullo sviluppo delle politiche e sulle priorità di ricerca una serie di prove comuni per catalizzare lo sviluppo del vaccino”. 

L’assunzione del vaccino antinfluenzale riduce anche la resistenza antimicrobica. Lo studio dimostra inoltre che in molti Paesi questi vaccini antinfluenzali potrebbero continuare a essere convenienti o addirittura a consentire un risparmio sui costi, contribuendo al contempo a ridurre l’uso di antimicrobici. L’assunzione del vaccino antinfluenzale riduce anche la resistenza antimicrobica: si stima che l’uso attuale riduca l’uso non necessario di antibiotici di 10 milioni di dosi all’anno. I vaccini antinfluenzali di nuova generazione potrebbero evitare fino a 1,3 miliardi di dosi giornaliere definite di antibiotici tra il 2025 e il 2050, contribuendo in modo significativo a contrastare la crescente resistenza antimicrobica a livello globale. 

Il potenziale impatto di vaccini antinfluenzali migliorati, spiega l’Oms, dipenderà dal contesto, tra cui l’impatto nazionale della malattia, la capacità del sistema sanitario, il prezzo del vaccino e considerazioni programmatiche. Anche la sicurezza, l’efficacia, la durata della protezione, la stabilità della temperatura e la durata di conservazione dei vaccini antinfluenzali di prossima generazione influenzeranno le decisioni di adozione nei paesi a basso e medio reddito.  

Il Report sottolinea infine che la collaborazione tra sviluppatori, produttori, donatori, organizzazioni multilaterali e responsabili politici è essenziale per massimizzare l’impatto sulla salute pubblica e rafforzare la preparazione globale alle pandemie.

Il report

20 Febbraio 2026

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